Articles tagged with: Weber
Posted in Lettere on 2 giugno 2009
“Non si perdona a una nazione, come non si perdona a una donna, il momento di debolezza in cui il primo avventore ha potuto farle violenza”
(K. Marx, Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte)
“I viaggi, che sembravano via via poter appagare un desiderio inestinguibile, hanno rivelato la gelida uniformità degli oceani e dei continenti”
(C.E. Gadda, I [...]
Posted in Politica, Storia on 21 novembre 2008
Ogni negazione del mondo, di un mondo post-disincantato come il nostro, apparirà contraddittoria.
Questo mondo molle e dif-fuso nega radicalmente la possibilità di una autonomia interna (Weber avrebbe scritto Eingengesetzlichkeit).
Digrigno il mio intrinseco e profondo disgusto per la sozzura che ricopre questo popolo, questa gente, questi vecchi, questa ragazzaglia, questa carne da macello.
Ma [...]
Posted in Lettere on 16 luglio 2008
La mia favola ebbe inizio un giorno
D’estate, col sole che ardeva…
Una semplice cadenza che serviva a regolare
Il ritmo dei nostri remi
Che risuonano ancora nella memoria
Anche se gli anni astiosi sussurrano: «dimentica»
Aprendo gli occhi, stamattina, sento dentro il blu lacrime di sonno: un salto logico mi afferra la coperta, come il Risveglio – e dopo tutto, [...]
Posted in Diritto, Filosofia on 11 giugno 2008
Queste note ri-considerano, con una parte terza, quanto già si è accennato sulla nuova figura del cittadino-zingaro, come perno pubblicistico della spoliticizzazione del nuovo diritto di Bruxelles.
Desidero riprendere, ancora una volta, i motivi essenziali della origine del diritto internazionale.
Alla base del sistema del ius pubblicum Europaeum vi fu, sino al 1945, l’idea di [...]
Posted in Lettere on 15 febbraio 2008
Chiudo le pagine a questo Venerdì di studi. Piuttosto noioso.
E Leggo una cartolina che arriva da Vienna:
premetto che, come in me, anche in voi vi dev’essere questa forma di solitudine quieta, che chiamiamo studio:
non dovremmo più intenderlo, oramai, in senso scolastico.
Parlate pure dello studio come ozio e come officium al contempo, se non vi dispiace [...]





