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	<title>Mosca sul cappello &#187; Lettere dalla follia</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Lettera della follia V: Da Genova. Appunti.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 19:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lettere dalla follia]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve storia della nevicata in corso nella nostra città: Notturno (O: del fungo nucleare). È una sposa sotto la pioggia in buio (istanti eterni di acqua): un velo che copre le ciglia ora anch&#8217;esse d&#8217; acqua (scoppiodellabomba nell&#8217;occhio): ed automobili negli occhi verdi: ciocca di capelli scuri (rapita), bocca tagliata (uova-di lana). Su Genova così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Breve storia della nevicata in corso nella nostra città: <em>Notturno (O: del fungo nucleare).</em></div>
<div>È una sposa sotto la pioggia in buio <em>(istanti eterni di acqua)</em>: un velo che copre le ciglia ora anch&#8217;esse d&#8217; acqua (<em>scoppiodellabomba nell&#8217;occhio)</em>: ed automobili negli occhi verdi: ciocca di capelli scuri (<em>rapita</em>), bocca tagliata (<em>uova-di lana</em>). Su Genova così bianca (<em>atto vergognosamente umano</em>), dove non si chiede a nessuno perché sia solo uno straniero, si muovono tutti i suoi pizzi rossi (<em>sfocatura</em>): pietre superumane (<em>l&#8217;indeterminazione</em>), e muri ancor più rossi (<em>a gocce</em>). Sotto la gonna tutta pieghe (<em>come una equazione d&#8217;onda</em>), puoi carezzare le cosce di ostia e vino: panchine su cui cadono i fiocchi di carne bianca (<em>un altro tentativo</em>), Sì sarà la sua ultima parola, quando chiuderà quel libro che non dico, e che stavi leggendo anche tu, e poi quando si annoierà all’inizio della prima pagina (<em>sepolta</em>), finendo per sposare il Non-protagonista: Sì, aspetto che mi passino a prendere, mi dici, pensando di avere ancora una possibilità per rimanere.</div>
<div>Non è così, Margrehte?<br />
(e quel rincoglinito di tuo marito?)</div>
<div>Giorno successivo, marzo.<br />
In questa mattina calda, di sabato e di inverno, fisso sul divano di piume gialle come il simile genera il simile: soffio bolle di sapone e mi chiedo se avessi coraggio come sarei ai tuoi occhi, come sarei cambiato.</div>
<div>Il mio soffitto pagano che chiude il cielo, con i suoi ornati bianchi, sogna tra le ciglia di calce aquile trasparenti e luce e dei quieti ed indifferenti:</div>
<div>uomini-maghi, senza mani e dai capelli lunghi.</div>
<div>Ore pagane, il Tempo è aizzato e libero e solo, ed io gli sono fidanzato.</div>
<div>Quando andrò all&#8217;Inferno, ci andrò con l&#8217;ascensore di Castello De Albertis,</div>
<div>rubando a Caproni le sue ore notturne: e scenderò in via Balbi spagnola e rotta nel mezzo, indispettendo lo sguardo sui vetri da dove loschi umani mi fissano pieni di rabbia fingendo d&#8217;essere occupati: avrò paura delle cantine chiuse sui vicoli che come formiche rosse fuggono in ordine lungo la strada, e le fotocopie e le biblioteche mi sembreranno familiari, ma mi indicheranno la fine vicina.</div>
<div>Quando andrò all&#8217;Inferno, scenderò dal mio Belvedere tranquillo con l&#8217;ascensore piccolo ed orizzontale del Castello, che presto si volta verso via Balbi, le sue mattonate dove un giudice è stato fucilato e le sue automobili anfetaminiche, la cura che ci mette per nascondere agli studenti la miseria dei suoi poveri abitanti, le pattuglie del Commissariato Prè, i palazzi d&#8217;oro dei nobili barocchi e fuggiti via.</div>
<div>Finalmente, andrò verso la vita reale, in Via Balbi. Forse incontrerò allora Marina, e le dirò</div>
<div>-Amore, ora sono in strada, tra gli altri uomini- come a renderla orgogliosa. E le chiederò di ballare, sulle note di Mina. Ma lei mi sorriderà, perchè non avevo capito nulla:</div>
<div>-Tommaso, Tommaso-<br />
sospirerà –<br />
ma cosa ci fai qui, cosa pensavi di dimostrare? Devi tornare a casa tua, a Castelletto, dove ti aspetto. Abbiamo tante cose da fare-</div>
<div>Mi prenderà la mano, e mi darà un bacio sulla guancia.</div>
<div>Io vorrei stringerla a me, ma mi dirà</div>
<div>-Ora vai, dannazione, torna a casa-.</div>
<div>Allora dovrò tornare a San Nicola, ed aspettare ancora, e studiare ancora un poco.</div>
<div>Questa mattina</div>
<div>è dolce ma inquieta, e questa mitezza respira fino al mare.</div>
<div>Re-Maghi passeggiano come acrobati sulle grondaie dei palazzi, in silenzio.</div>
<div>Portano incantesimi nelle loro tasche.</div>
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		<title>Lettera della follia IV &#8211; Aspettando</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 21:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Frazer]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere dalla follia]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stupito del fatto che oggi mi sia capitato di comprare il giornale, fatto per me del tutto nuovo: carta e preghiere, ho sfogliato con noia il tutto, e poi con cura impacchettandolo l&#8217;ho lasciato con desiderata involontarietà sopra una sedia del dipartimento. Mario, uno dei miei Personaggi, porta un ombrello con sè, perchè ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stupito del fatto che oggi mi sia capitato di comprare il giornale, fatto per me del tutto nuovo: carta e preghiere, ho sfogliato con noia il tutto, e poi con cura impacchettandolo l&#8217;ho lasciato con desiderata involontarietà sopra una sedia del dipartimento.<br />
Mario, uno dei miei Personaggi, porta un ombrello con sè, perchè ha deciso di finire a Londra, con i suoi occhi chiusi, poi aperti, poi chiusi.</p>
<p>I.<br />
Apertura delle pagine della stampa. Ed immediata chiusura. La questione che la stampa solleva è politica: fine di un governo, elezioni. Non me n&#8217;ero quasi accorto.<br />
Nel mio disinteresse, ma <em>il disinteresse più politico</em> che vi sia. Solitamente mi dedico soltanto alla lettura della pagina del Secolo XIX dedicata a necrologi e film in proiezione nelle calde sale del Gioiello, dell&#8217;Eldorado e del Chiabrera. Eros e Thanatos, a sublimare. O gazzosa e pop corn, alla cassa, per chi volesse gustarsi anche in chiave gastronomica la pellicola &#8220;Il marchese del grilletto&#8221;, immagino liberamente tratto dal più celebre film monicelliano. Il giovedì, dalle 8.30 alle 11. La mattina cova momenti accoglienti per sedere nell&#8217;ultima fila di un cinemà pornografico, a leggere un buon libro.<br />
Forse vale la pena di sottolineare, come stamane mi è stato suggerito da un appuntamento, che la situazione istituzionale della repubblica italiana del febbraio 2008 è certo più instabile di quella della repubblica di Weimar del marzo 1933.<br />
A ciascuno il significato della asimmetria, conto tenuto che, proprio in fin di questo conto, a Weimar il sistema istituzionale non era nè in crisi nè strutturalmente debole (Tuttavia, senonchè, etc. etc.). Poi ho un poco discusso quella splendida formula magica &#8220;se mangio gli occhi di una civetta, allora vedrò di notte&#8221;, di cui il professore s&#8217;era già dimenticato d&#8217;esserne il padre. Con quello strano accento un pò borbottesco.<br />
Mi ha lasciato cullare nel ramo d&#8217;oro di Frazer e nell&#8217;idea che il Re, proprio perchè potente in senso assoluto, appena eletto deve essere ucciso.<br />
A tal proposito, mi auguro che il comitato per il referendum sollevi un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale, con un meccanismo a spirale per cui la corte solleverebbe a sua volta questione di costituzionalità dinanzi a se stessa della legge che permette lo slittamento di un anno del referendum in caso di scioglimento delle Camere.Il conflitto di attribuzione, sostiene oggi un Tal, dei Tali -e questo lo leggo appunto su quel giornale che ho smarrito-, andrebbe sollevato nei confronti del Presidente della Repubblica e del Presidente del consiglio, che controfirma il decreto di scioglimento. Se così accadesse, non dovrete aspettarvi che una delle tipiche pronunce interlocutorie (che abbia la forma di sentenza monitoria, o interpretativa di accoglimento) della nostra Consulta, il che dimostrerebbe come la Corte Costituzionale non è un organo teso a risolvere confltti, ma ad evitare ad ogni costo, anche nascondendo la Costituzione, che si creino.Ora c&#8217;è, ora non c&#8217;è. La forma, e lo spirito.<br />
Ma non affronterei oltre l&#8217;argomento, dal momento che dovremmo accordarci prima sul concetto di Costituzione, e questo porterebbe via del tempo prezioso ai miei starnuti, alle mie gocce per il naso, ai miei fazzoletti. La malattia del raffreddore mi perseguita. Telefono alla mia Marina, che studia, per farmi consolare un poco.</p>
<p>II.<br />
Preoccuparsi della morte.Ora mi sto dedicando allo studio delle cause di morte nel nostro Paese. Mi diverto con le statistiche, con i complessi dati del nostro ISTAT. Scopro delle cose interessanti. Nel 2003 sono morte in Italia 588.897 persone. Di esse 241.756 persone se ne sono andate all&#8217;inferno per colpa di malattie del sistema cardiocircolatorio, e 167.144 per tumore. Insieme i due malanni fanno circa il 70% dei decessi totali.Fin qui, siamo nella ragionevole banalità della morte. Poi qualche dato su cui mi diverto. Solo detto a titolo di esempio, sono più le morti per avvelenamento accidentale (244) che quelle per alcoolismo (240). Come a dire che se beviamo di nostra spontanea volontà corriamo meno rischi che contendoci in una dieta di liquidi salutista.I suicidi sono a quota 4075, nettamente superiori agli morti per omicidio (648), a quelli per cadute accidentali (2780). Fondamentalmente, ci si ammazza più da soli che per mano d&#8217;altri o sbadataggine. Tutto ciò è paradossale.<br />
E poi ci sono un sacco di altri dati, insomma: c&#8217;è da divertirsi, in senso un pò macabro. Vorrei fare testamento, ma non ho nulla da lasciare, perchè sono solo un nano ed un parassita, sulle spalle della mia famiglia. D&#8217;altro canto, potrei dettagliatamente curare l&#8217;organizzazione e l&#8217;architettura del mio funerale trimalcionico, ma anche questa sarebbe una preoccupazione inutile, poichè da induttivista convinto non credo all&#8217;idea sillogistica che<br />
&#8220;Tutti gli uomini sono mortali&#8221;. Tutti gli uomini&#8230;ma tutti chi?<br />
Ovviamente quelli già morti. Solo di loro si può dire che erano mortali.<br />
Ma allora è una tautologia: &#8220;Tutti gli uomini già morti sono mortali&#8221;.<br />
Dunque non rientro, da vivo, nel campo di applicazione della premessa maggiore.<br />
Socrate è un uomo.<br />
Quindi, forse, sono Socrate.<br />
E Socrate è morto sorseggiando della cicuta, quindi nemmeno di morte naturale. Poichè non ho intenzione di esperimentare le spezie e gli aromi di veleni per topi e filosofi, mi sento abbastanza al sicuro.<br />
Se non fosse per questo raffreddore, che mi ricorda tanto i sette piani di Buzzati e mi rende nervoso, ed impaurito.<br />
Detto questo, il raffreddore continua a tentarmi, con i suoi rossi pomi e le coperte pesanti, e la Testa si china un poco, quasi a raccogliere con lo sguardo i polmoni e la pancia, invecchiati entrambi.<br />
Pur avendo la stessa età, alcuni di noi crescono, altri di noi invecchiano. Io mi sento a tratti nella seconda categoria, per la quale il tempo non va avanti, non diventa tempo nuovo, ma passa e fugge.<br />
Siamo in un periodo di quiete e di freddo, prima dell&#8217;esplosione. Esplosione della primavera, della gioia e delle ragazzaglie in piazza.<br />
Le stoviglie e le vettovaglie, i pascoli bianchi, prepariamo i coltelli ed il sale, nascondiamo le strade.<br />
Un amico, quando eravamo al liceo, s&#8217;era fissato con un passo di una descrizione pirandelliana che parlava di &#8220;molle bontà, soffusa in una rassegnata malinconia&#8221;: ci fissiamo su dettagli, per non essere banali. E siamo tanto curiosi da far ruotare intorno ad essi giostre di parole e cavalieri verbali ed affetti, i nostri amici, finchè il tempo rende quei dettagli soltanto oggettivi, soltanto ricordi: ed allora che senso aveva appuntarsi su foglietti vaganti e piccolissimi, quasi introvabili, sempre quel passo tra tanti? Forse perchè ricordava le premesse sottili: bambinocci di paese che tra le pozzanghere e i muriccioli giuocano a tagliar la coda alle lucertole, a torturare questi sonnolenti ed indifferenti avventori di pietre assolate.<br />
Sbuccio e mangio arance, solitario.<br />
Telefono ancora a Marina, perchè mi rassicuri ancora un poco.<br />
Aspettiamo. Anche questo è già qualcosa.</p>
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		<title>Lettera della follia III &#8211; A proposito di una cartolina di Chiara, un&#8217;amica</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 21:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere dalla follia]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[Weber]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiudo le pagine a questo Venerdì di studi. Piuttosto noioso. E Leggo una cartolina che arriva da Vienna: premetto che, come in me, anche in voi vi dev&#8217;essere questa forma di solitudine quieta, che chiamiamo studio: non dovremmo più intenderlo, oramai, in senso scolastico. Parlate pure dello studio come ozio e come officium al contempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp1.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/R7YBexPmmCI/AAAAAAAAABM/-SvrJMxh_kw/s1600-h/Carnevale.jpg"><img style="float:right;width:229px;cursor:hand;height:159px;margin:0 0 10px 10px;" src="http://bp1.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/R7YBexPmmCI/AAAAAAAAABM/-SvrJMxh_kw/s200/Carnevale.jpg" border="0" alt="" width="232" height="175" /></a></p>
<div>Chiudo le pagine a questo Venerdì di studi. Piuttosto noioso.</div>
<div>E Leggo una cartolina che arriva da Vienna:</div>
<div>premetto che, come in me, anche in voi vi dev&#8217;essere questa forma di solitudine quieta, che chiamiamo studio:</div>
<div>non dovremmo più intenderlo, oramai, in senso scolastico.</div>
<div>Parlate pure dello studio come ozio e come officium al contempo, se non vi dispiace come luterana <em>Beruf</em> (nell&#8217;ambivalenza Lavoro-Vocazione).</div>
<div>Potrei dire, nel senso in cui Weber perfeziona questa ambivalenza, lo studio come <em>Professione</em>.</div>
<div>A tal proposito, mi riservo di dirvi che, chiacchierando con XXXX l&#8217;altro giorno, scoprivo anche in lui il senso pacato ma drammatico di solitudine che prova chi vive in un anacronismo sociale. Chi parla più con i morti che con i vivi.</div>
<div>Chi ordina la giornata secondo tempi kantiani: i miei vicini regolano l&#8217;orologio nel taschino al mio passeggio sotto il portone di Corso Firenze.</div>
<div>Chi alla sera si ripete, alla scrivania, Cameretta mia, già fosti un porto.</div>
<div>E c&#8217;è Chiara che spedisce cartoline medievali, e vi allega una lente di ingrandimento, per chiedermi di scoprire cosa c&#8217;è di nuovo in un uomo con un&#8217;arnia in testa, a ricordare il miele: il digiuno che mi chiedi, le pulizie domestiche.</div>
<div>Forse un vizio erasmiano? (La Sposa sudicia)</div>
<div>Essenzialmente, amica mia, questo combattimento tra il carnevale e la quaresima è Inerzia, come una delle forze trainanti la Storia.</div>
<div>Dobbiamo comprendere come la Storia, ed anche la nostra storia, sia inerzia:</div>
<div>come dice bene Labrousse, senz&#8217;altro</div>
<div>&#8220;il sociale è in ritardo sull&#8217;economico, e il mentale sul sociale&#8221;.</div>
<div>Noi, con le nostre idee, siamo lentezza storica, non altro.</div>
<div>Io con la mia violenza, io che sono più brutale di voi, più reazionario di voi, sono lentezza.</div>
<div>Dov&#8217;è la vostra lentezza?La mente è inerzia: i suoi automatisti, la sua fantasia.</div>
<div>Chiara legge bene il greco antico, e sono molto orgoglioso delle sue</div>
<div>ex-treccie bionde ed Enormi -aggettivo caro a Svevo-,</div>
<div>che sognavo di veder portare a scuola, ed appendere alla cattedra, come somari al contrario.</div>
<div>E quando traduceva, si muoveva tutta, come avesse paura, paura forse di tradurre troppo bene quella versione già sentita, troppo semplice andar a ripescare dal fiume la carcassa platonica di un macedone, i merletti di Pasifae e le mutandine su cui sbuffava il toro, e legarle ai brani evangelici del professore, che aveva appena scambiato l&#8217;aoristo di essere con la prova dell&#8217;esitenza di dio, come nel gioco delle tre carte: e tu giù con la testa a tradurre, aprendo il vocabolario solo per atto di umiltà.</div>
<div>Lei ci invitava a prendere il thè in casa sua, con il suo finto bovarismo, all&#8217;uso di noi maschi privi di buone maniere e di donne: ma adoravo le sue ciglia parnassiane, i suoi occhi che pensavano una Natura fatta a Tempio.</div>
<div>Io, più materialmente, ero tutto incuriosito dai libri del suo salotto: ho ancora una copia della Spiaggia di Pavese, enigmatica. Ed ora ho tutti i libri di Marina, pagine d&#8217;amore.</div>
<div>Ed i libri di un&#8217;amica antica, perchè c&#8217;è anche il tuo Cartesio, e fanno due.</div>
<div>Poi i libri rubati e quelli donati, sempre attento alle mie passioni.</div>
<div>In questi libri, c&#8217;è tutto il pregiudizio della mia conoscenza: paradossalmente, più conosciamo più diventiamo anacronistici, inerti e lenti.</div>
<div>Poichè non possiamo che conoscere il passato, e la sua mentalità ci assorbe.</div>
<div>Nani sulle spalle dei giganti, significa solo che siamo più antichi dei nostri predecessori.</div>
<div>Siamo più medievali dei medievali, e più moderni dei moderni.</div>
<div>Ed allora la conoscenza è forse il luogo più adatto per non capire le cose di oggi.</div>
<div>Di un oggi in cui non viviamo bene: io, ad esempio, amo come solo un narcisista può amare la vita intera, ma disprezzo questo mondo. è un mondo che non mi piace, nemmeno un pò.</div>
<div>La conoscenza è il modo doloroso per farselo piacere ancor meno.</div>
<div>Noi vogliamo poter restare in questa solitudine forte, anipotetica: per lasciare che il tempo passi in senso anti-moderno.</div>
<div>Molto Modernamente, però.</div>
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		<title>Lettera della follia II &#8211; Deduzioni sulla scoperta</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/lettera-della-follia-ii-deduzioni-sulla-scoperta/11/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 20:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[atomica]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere dalla follia]]></category>
		<category><![CDATA[Majorana]]></category>
		<category><![CDATA[Sciascia]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho parlato con il mio medico praticone (dott&#8217;ore) a proposito del problema suggeritomi da Majorana con la sua scomparsa: -Che fine ha fatto?- Ho chiesto io, ed alla domanda ne è seguita, per parte sua, un&#8217;altra (la quale può valere ambivalente anche come eccezione): - Piuttosto, Aveva scoperto qualcosa, o semplicemente non aveva scoperto nulla? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ho parlato con il mio medico praticone (dott&#8217;ore) a proposito del problema suggeritomi da Majorana con la sua scomparsa:</div>
<div>-Che fine ha fatto?-</div>
<div>Ho chiesto io, ed alla domanda ne è seguita, per parte sua, un&#8217;altra (la quale può valere ambivalente anche come eccezione):<br />
- Piuttosto, Aveva scoperto qualcosa, o semplicemente non aveva scoperto nulla? -<br />
Entrambi motivi che i geni sono soliti considerare validi, anche se e per quanto opposti e contrari, per uccidersi,parrebbe.</div>
<div>Ma Majorana mi ha delucidato i problemi della Scoperta.</div>
<div>Ed allora non posso che pensare alla Nostra Statua, e dico nostra perchè persa nella sonnolenza del Cortile del Liceo che abbiamo frequentato, con le sue cosce sotto il sole, e lo sguardo pensoso: Colombo,</div>
<div>bianco nauta ginnasiale,</div>
<div>a suggerirsi anche lui un&#8217;altra risposta, che è un&#8217;altra domanda:</div>
<div>-Ho scoperto qualcosa o non ho scoperto niente?-</div>
<div>Entrambi motivi che la politica -intendo l&#8217; Esercizio del potere- è solita considerare validi, proprio perchè opposti e contrari, per trovare l&#8217;America, e ritrovare la Spagna e l&#8217;Inghilterra, la terra ed il mare, già conosciute.</div>
<div>Ma è la Bomba Atomica la cosa, perchè di una mera cosa si tratta, che <em>più scopre</em> l&#8217;uomo.</div>
<div>Quella di Colombo, nel nostro ozio liceale, è davvero una Statua della sonnolenza.</div>
<div>Ma i problemi erano ben altri: perchè all&#8217;aperto di quel cortile, si studiava la fisica, ed il genio -se esiste davvero- non potrebbe forse avere pensato che:</div>
<div>si trattasse di una bomba Atomica, anche se non ancora giapponesizzata al suolo fattosi fungo?</div>
<div>E Sciascia, un maestro per me, ha levato un velo, e mi dice che la bomba, se si sta attenti, si vede già: è la culla del bimbo che sta bruciando in un paese della Sicilia.</div>
<div>Quel bimbo -è un fatto vero, che ebbe seguito anche nelle cronache locali del ventennio- è parente di Majorana.</div>
<div>Quel bimbo Esplode nel fuoco.</div>
<div>Io ritengo sia davvero poco poetico che la Bomba non sia stata costruita da Heisenberg, e dagli scienziati di Speer. Romanticamente, intendo, ovviamente.</div>
<div>Ma la Scoperta vera, la prima scoperta, è che Heisenberg non la stava affatto neppure tentando di costruire.</div>
<div>E Colombo, con le cosce calde e la mano disperata, guarda in basso, e non <em>all&#8217;Occidente</em>:</div>
<div>ma lui la bomba la tiene sotto la veste, mentre noi ci fumavano vicino, e ci scaldavamo dalla teoria.</div>
<div>Ma quanto eravamo distanti, dalla pratica, quando pensavamo che l&#8217;atomo, con quel daliniano corno di rinoceronte che si porta sulle spalle e che dice:</div>
<div>-sono indivisibilità, unità, unità sessuale, l&#8217;atomo-androgino, l&#8217;atomo-pene, quando pensavamo non fosse in realtà che l&#8217;UovodiColombo, ossia una cosa puramente scontata, e banale.</div>
<div>Non devesi inferire troppo, però: La Scopertà è un atto nostalgico, a modo suo, perchè dimentica il passato, ma lo usa. Ma noi cosa avevamo da dimenticare?</div>
<div>E poi <em>usare</em>, in Agostino, è un atto opposto al <em>fruire</em> del mezzo: non c&#8217;è componente salvifica nell&#8217;uso.</div>
<div>Ma da che cosa volevamo salvarci?</div>
<div>Il dottore mi ha detto che è presumibile che Majorana non si sia suicidato, ma sia fuggito.</div>
<div>Ed abbia riparato in un convento.</div>
<div>Ha aggiunto, però, che la spiegazione non può stare nella bomba, perchè, se vogliamo essere empirici, la bomba non era ancora stata inventata.</div>
<div>Ad essere empirici, però, neppure l&#8217; America è stata scoperta, perchè <em>già ci stava</em>, laggiù, risposi io.</div>
<div>Ad essere empirici, insomma, a volte non si vede la realtà.</div>
<div>Ed è una contraddizione in termini. Tuttavia, volevo essere pieno di ricordo, per poi dimenticarlo. Sono ancora sorpreso e scioccato, dalla bomba atomica. Ma mi piace, davvero.</div>
<div>Mi sento un bambino esploso, e so quanto poco ci ricordiamo di esserlo.</div>
<div>Perchè, per noi, non è caduto nulla dal cielo.</div>
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