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	<title>Mosca sul cappello &#187; innamoratina</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Camogli. Casa sul mare. Ore 14.30. Un Requiem.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 15:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un’ automobile dietro la piazza, nascosta dalla statua bianca, fissa nel sole. Rincaso dalla spiaggia, dal mio caffè: l’acqua è annegata tra le meduse ed i sassi, le alghe sporche: sono rimasto al tavolo, solo, in pantaloni lunghi. Il pomeriggio d’estate è senza tempo, senza ore, poiché il caldo lascia immobile l’alternarsi di sole ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’ automobile dietro la piazza, nascosta dalla statua bianca, fissa nel sole. Rincaso dalla spiaggia, dal mio caffè: l’acqua è annegata tra le meduse ed i sassi, le alghe sporche: sono rimasto al tavolo, solo, in pantaloni lunghi.<br />
Il pomeriggio d’estate è senza tempo, senza ore, poiché il caldo lascia immobile l’alternarsi di sole ed ombra, ed il tramonto -tanto atteso- non è che un tratto opaco del pomeriggio stesso: la sera la porta il mare, la porta la cena, quando tutto è ormai finito. La sera d’estate è davvero come una nottola di Minerva, che leva il suo volo sempre in ritardo: quando la realtà è già stata fatta.<br />
Mi sdraio sul letto di velluto verde, nella stanza al buio della casa, la cui finestra si chiude sul retro del cortile: rumore di stoviglie, odore di cucine e di mogli, e poi il silenzio tipico di una seria e combattuta partita a calciobalilla, in lontananza, mentre continuano a rimare con la sabbia le onde, dall’altra parte della casa.<br />
Con queste pagine piegate sulle ginocchia rosse, poggio il cervello su un cuscino da divano e resto a metà tra il pensiero ed il nulla, senza decidermi: potrei anche pensare a qualcosa, se solo volessi. Ho sul letto tre libri eleganti: De Maistre, Furet, Peukert. Accendo una sigaretta, l’ultima. Già è finita.<br />
Non dovrei fumare più, lo so. Ieri sera, sdraiata sul molo, una mia vecchia amica (del mestiere del mègu megùn) mi ha predicato la sua igienista teoria “baciare un fumatore fa schifo”: poco male, volevo risponderle: la mia innamoratina non mi bacia mai. È proprio un medico, del resto, la mia amica. E come dice un poeta le bagasce che danno il menù, e tu, con una voglia che non hai, a tirare la bibbia nel muro. Io avevo davvero una voglia che non ho. E così anche adesso. E tutto l’uomo è tutto una malattia.<br />
Fino a qualche giorno fa, in città, ero felice -con il cuore pieno di gioia. Ora sento una stupida mancanza, una solitudine assoluta, perché priva di vie d’uscita. E so che sarà peggio, tra poco più di una settimana. Ci vorrebbe un miracolo, in forma di decisione: no, non vado più da nessuna parte, sto con te. Già…<br />
E mentre mi incominciano a far male le gambe per niente, si muore. Parto. La famiglia. Un  Funerale.<br />
Penso a come la morte e l’estate rendano questi silenziosissimi pomeriggi essenzialmente religiosi. Un dissolversi cattolico di caducità portano i costumi vuoti di questa ragazzaglia al mare, inconsapevole di tutto: un presentimento di castigo, di punizione, in questo mio muoversi disturbato in passeggiata, passeggiata senza un senso.<br />
Un senso di me stesso come dannato e l’ultima sigaretta che ri-diventa, per me, quella del condannato.<br />
Un condannato sente la contraddizione del pensare disperatamente a lei, ed al contempo a chi desidera e cerca già di dimenticarlo. Ma dov’è?<br />
Il pensiero controrivoluzionario insegna a capire come la vera conoscenza della realtà si abbia soltanto quando essa è in crisi, è malata. E c’è un tempo eterno, nella storia: la realtà è più essere che divenire.<br />
Così c’è, in questo pomeriggio, tutto il mio passato che mi riempie la mente kantiana, nel suo consueto modo barocco che mi accompagna: fuori dalla porta bocche sulla burocrazia della morte -chiese e permessi, camposanti e trasporto-, dentro l’estate, e quelle passate. Braccia magre che nuotano a Moneglia, una casa in costruzione, la calce sulle scarpe ed un letto di legno rotto.<br />
Imparo sempre dopo, sempre: la dolcezza, l’amore.<br />
Poi bambino, e le sigarette appoggiato al collo del cannone, con l’occhio nel suo vuoto.<br />
La stazione che deve passare, senza far male.<br />
Imparo ancora più tardi.<br />
Camogli non mi sembra quella dell’anno fa, perché io non sono quello di un anno fa. È come un paese senza più terra, senza ordine: vedo la beffa della crisi nei sorrisi da mare delle ragazze sdraiate sui sassi e sugli scogli: la malattia della rivoluzione è ironica, poiché la si scopre dopo.<br />
Che ognuno mediti a lungo sulle sue partenze, i suoi viaggi.<br />
Io potrei anche dirvi semplicemente: Fate pure, e voi farete di conseguenza del vostro meglio per peggiorarvi.<br />
Perché invece non ritorniamo tutti a casa (e non è una controrivoluzione, ma il contrario della rivoluzione)? Qualcuno non è già ritornato?<br />
Questa estate è una paralisi nella transizione, nella rivoluzione. Questo inverno avremo violenza politica. Oggi pomeriggio solo silenzio. Non serve la parola per star seduti su una sdraio sotto l’ombrellone. E quando due uomini parlano sulla spiaggia, l’atmosfera è quella di un antico dialogo dei morti.<br />
Io devo credere in quella decisione fondamentale.<br />
 Mario è ancora sulle montagne epicuree-cinematografiche, e ci resterà sino a settembre. Ma è fuggito da solo. Lei non andrà a trovarlo. La sua solitudine è preziosa, perché rubata a se stesso. A lui non importa la compagnia, a lui non manca quel che non ha, ma solo quel che non ha avuto: è troppo tardi, anche per lui. Anche Mario impara sempre dopo.<br />
Poi scenderà dal monte, per imbarcarsi a Venezia: lungo i canali, si bagnerà la barba, prima di re-incontrare la sua innamoratina.<br />
Si chiuderanno in una sala da film.<br />
Lui sarà bellissimo, ma lei gli resisterà. Così finalmente finirà l’estate. </p>
<p>                                                        ***</p>
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		<title>La Danae nichilista. Per Elisa non disincantata.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 21:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posso giocare con i bambini bizantini e le loro calze d’oro, i loro sandali alla schiava: tirano sassi sulla spiaggia dal mare, all’inverso: una barca a remi ferma tra le pietre e le birre di uno studente di Boccadasse. Tu Elisa appoggiata con me a parlare di lei, di quella nuova Danae sedotta dalla pioggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: left;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.cs.virginia.edu/~dbi9m/klimt/pix/Women/pDanae.jpg" alt="Klimt, Danae" width="343" height="486" />Posso giocare con i bambini <em style="mso-bidi-font-style: normal;">bizantini</em> e le loro calze d’oro, i loro sandali alla schiava: tirano sassi sulla spiaggia dal mare, all’inverso: una barca a remi ferma tra le pietre e le birre di uno studente di Boccadasse. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Tu Elisa appoggiata con me a parlare di lei, di quella nuova <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Danae</em> sedotta dalla pioggia in forma di dio dagli occhi azzurri e d’oro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Elisa sorride dentro un vetro pieno di alcool e la sabbia tesse splendidi discorsi: io e te involontari ci ritroviamo a parlare contemporaneamente della stessa città e dello stesso anno. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Vienna, 1908</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Elisa con i suoi enormi occhiali da sole pensando al mare ripensa con dolcezza a Klimt, perché è un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">angelo orafo</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Io che non sorrido più abbasso il capo e penso a quello stesso anno, incontrando Hitler diciannovenne con appena due lezioni di piano nei suoi occhi bianchi e un’ultima sigaretta nelle dita. Ma chi di noi penserà all’altro?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Hitler si dichiara «<em style="mso-bidi-font-style: normal;">studente</em>», come del resto tutti questi giovani che stasera bevono nell’estate direbbero anche oggi: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">precauzionalmente</em>, ancora una volta, io preferisco definirmi un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">poeta</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">A proposito di poeti, il mare da qui è <em style="mso-bidi-font-style: normal;">talmente</em> vicino, appoggiato su questi nostri piedi, che nessuno dei miei studenti se ne avvede: parlano tra loro, con le facce rivolte contro il muro del locale. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma Elisa ha voglia di bere, e poi di parlare di quella sua vecchia Vienna: che ne ha fatto Klimt della mia Danae, le chiedo? Perché la mia innamoratina non è una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">controrivoluzionaria</em> e non coglie l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">aut aut</em>?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Infallibilità e decisione, io penso triste queste categorie politiche e giuridiche fissando le gambe magre così belle di lei.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">De Maistre, Donoso Cortés, io non li penso questa sera però nel loro <em style="mso-bidi-font-style: normal;">studium</em>, ma nei loro sguardi tristi sulla vita: la coscienza della malvagità universale dell’ uomo, l’abiezione ed il peccato. Stupidi socialisti, democratici e atei che pensate che ad un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">uomo buono per natura</em>, quando l’uomo è una creatura dannata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Io allora sto dalla parte del cattolicesimo della controrivoluzione, ed anche tu dovresti, amore mio, dovresti <em style="mso-bidi-font-style: normal;">disprezzare l’uomo</em>: il borghese, quello tra i tuoi aperitivi, l’ateo, quello nei tuoi locali, quello che discute. Io <em style="mso-bidi-font-style: normal;">non discuto più, in questa lotta epocale</em>.</span><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">E allora chiedi a uno di questi miei studenti, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">De dònde sabe que es noble si Dios no se lo ha dicho?</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Elisa lo sa, lei è con me. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">E sa anche che Klimt ti ha lasciata, innamoratina-Danae, appassire nella tua mitologia, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>ha sciolto i capelli rossi e spogliato i seni: Danae dorme ora proprio come la mia innamoratina, ossia dorme in senso sospettoso. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Il sonno greco, spirituale ed invisibile, non c’è più: in Klimt diventa un sogno ricamato di veli erotici, della donna che chiude gli occhi con la malizia d’esser violentata, dimenticandosene. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Il dio non c’è più, lui che nel mito invece è la chiave <em style="mso-bidi-font-style: normal;">politica</em> –ossia <em style="mso-bidi-font-style: normal;">esistenziale e concreta</em>- che dà senso alla storia di Danae, rinchiusa nei sotterranei dal padre per paura di quell’oracolo che fece temere il parto di un figlio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">E senza il dio, Klimt dipinge un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">feto erotico</em>, ossia un amore di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">puro oblio</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">L’amore diventa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dimenticanza</em> oltre l’atto, diventa astratto: non c’è più il miracolo greco del dio-natura, ma solo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">eros scivoloso</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Klimt ri-crea Danae, lasciandola nascere da un grembo, ossia dal mondo e non fuori dal mondo: non vi è più un mondo antico <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dietro</em> il mondo, ma solo il piacere del corpo che rannicchiato gode. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Perché quando ci abbracciamo, innamoratina, tutto ri-diventa amore?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Il segreto di Danae non è più nel dio, nello stratagemma politico-erotico, ma solo nella sua mano molle e contratta che graffia il seno: si muove Danae, che scopre il caos del sesso. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma perché hai perduto, mia innamoratina, la capacità di fare di quel caos un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ordine</em>? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Perché non ritrovi in te stessa Danae splendida il senso mitologico dell’amore?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Elisa vede nel quadro se stessa? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">No, Elisa vede nel quadro la mia innamoratina, ed è questo che le fa amare Klimt: è l’oro <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fin de siècle</em>, che fa divenire questo quadro quasi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">astratto</em>. Per Elisa l’astrazione è tutto: lei infatti parla sempre come se non si ricordasse neppure il suo nome. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mi chiedi il senso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dionisiaco</em> della Danae di Klimt, parola che pronuncia troppo in fretta lo spettatore di questo quadro? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Non ti dirò nulla, per non affrettarti e perché non amo parlare di Nietzsche. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Solo ricorda che in Dioniso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">non c’è eros, ma c’è amore</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">L’eros è anzi il suo opposto, è un concetto socratico e platonico, è un modo per fuggire il mondo verso l’idea. L’eros è solo un sillogismo anti-vitale: il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">simposio</em> platonico è davvero il testo dell’eros come anti-vita. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">È la negazione di questo mondo e l’affermazione metafisica di una sfera ideale <em style="mso-bidi-font-style: normal;">iperuranica</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Eros non è un dio, per Platone, in quanto è <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mancanza</em>, è desiderio. Ma è desiderio e mancanza di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">trascendenza</em>: l’eros nega la carne, in realtà, perché è il tentativo, dandosi attraverso essa, di superarla. È il superamento del mondo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Non cercare allora, innamoratina, l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">uomo teoretico (un non-uomo)</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Diffida di chi non ha meraviglia dannata e cupa: automobilisti romani e avvocati, loro che si pensano come uomini <em style="mso-bidi-font-style: normal;">per natura buoni</em>, sono con il loro senso ateo di umanità coloro che ti faranno più male. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Dioniso è il contrario, perché è già dio: è amore vitale, il suo, non erotismo. Dioniso è violenza e volontà, è <em style="mso-bidi-font-style: normal;">amor fati</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Il suo amore è <em style="mso-bidi-font-style: normal;">volontà di potenza</em>. E&#8217; atroce destino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">L&#8217;<em>homme passe infiniment l&#8217;homme</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">E Mario a tal proposito oggi è uscito di casa apposta per comprarsi la <em style="mso-bidi-font-style: normal;">seconda inattuale</em> di Nietzsche, in quanto ne sta facendo una questione personale: si sente insultato direttamente, quando si tratta di chiedergli di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dimenticarsi la storia</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Dimenticatevela, per favore. Le previsioni lasciatele raccogliere a me, con pazienza, scendendo anche dalla parte dei nemici: io vedo il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pericolo e la paura</em>, dove voi non cogliete che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">discussioni</em>, che rimandi, che rimozioni tecniche. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Io <em style="mso-bidi-font-style: normal;">posso non dimenticarmi la storia.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Elisa passeggia sulle pietre, ancora, e mi porta verso casa con un pensiero: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">andremo a Vienna, noi quattro</em>? -mi chiede. Sorrido, e basta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">La Danae erotica <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fugge dal mondo</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma io voglio che ritorni qui, qui con me.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><img class="aligncenter" src="http://www.mein-italien.info/bilder/landschaften/boccadasse2.jpg" alt="Boccadasse" /></span></p>
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		<title>Piccola nota per gli impegni a venire della mia innamoratina. Buonanotte</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 09:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Castelletto]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[innamoratina]]></category>
		<category><![CDATA[Musa]]></category>

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		<description><![CDATA[Lascio che il mattino mi annoi, con le sue ombre d’olio sulle persiane di fronte: vorrei perdonare me stesso, ma non posso –non sono più cattolico, da ormai sessant’anni. Ho dormito due mesi con una maestrina di paese, dopo aver perduto un fratello giovane, un artista, in montagna. Un cane abbaia contro il piccolo lago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp0.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SEu6TSJC_vI/AAAAAAAAAvw/MJu6EaXwiGM/s1600-h/spianata_g.jpg"><img style="float:right;cursor:hand;margin:0 0 10px 10px;" src="http://bp0.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SEu6TSJC_vI/AAAAAAAAAvw/MJu6EaXwiGM/s320/spianata_g.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div>Lascio che il mattino mi annoi, con le sue ombre d’olio sulle persiane di fronte: vorrei perdonare me stesso, ma non posso –non sono più cattolico, da ormai sessant’anni.</div>
<div>Ho dormito due mesi con una maestrina di paese, dopo aver perduto un fratello giovane, un artista, in montagna. Un cane abbaia contro il piccolo lago qui sotto, parlando della <em>provvidenza</em>.<br />
Non riesco a stare senza lavorare, ma questa domenica dalle solite campane della Chiesa e di foschia in forma di luce, posando le ossa, mi prende alle gambe, stancandole di noia: bevo caffè, per svegliarmi.<br />
Andrò a prendere un poco di sole sul terrazzo, con gli occhi chiusi.<br />
Intanto Mario ieri notte era ancora in piedi per la sua casa al primo piano, per fare entrare i ladri: un’astrazione, quella della notte, cui lui lascia l’illusione di pensare <em>all’amica</em> <em>lontana</em>. La notte in corazza da oplita, la <em>notte cicca</em>, la <em>notte morte</em>, la notte di Mario scalzo e arrabbiato, che va avanti sino all’alba, mentre lui non sa, ma pensa.<br />
E poi c’è l’amore, ma io esco poco, a quanto dicono.<br />
Invece stamane me ne andrò da solo, con pazienza da lezione, fino alla Spianata di Castelletto, e proverò a vedere dal binocolo un poco di città, in modo galileiano.<br />
Chissà che a mia volta non sarò spiato, dai clacson e dai telefoni genovesi: da una finestra un disco di Battisti, <em>neanche un minuto di non amore. Ripeto questa frase ossessionato mentre vedo te…<br />
</em>Da lontano l’ultima cena di Cristo, che getta dal tetto di una casa tegole e fiocchi di neve, per smentire il <em>paradosso della responsabilità civile</em>, e ascendere con la carne del corpo.<br />
Ma piove adesso, e i lampi mi terrorizzano: le lenzuola restano stese tra queste nuova luce ed il caldo, ed io penso che <em>Mack the Knife</em> sia l’ultimo eroe antinazista.<br />
Chiedo scusa a tutti, per tutti i miei peccati.<br />
Un pugile che mi ha insegnato ad amare il processo come luogo deontico (La casa brucia! La casa brucia!) mi ha insegnato a canticchiare <em>Wishful Thinking, Wishful Thinking</em>.</div>
<div>Ho imparato la lezione.</div>
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		<title>Note sui gabbiani, l&#8217;autismo e Bonaparte: ai miei amici, e per ognuno alla sua innamoratina</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2008 19:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Behemoth]]></category>
		<category><![CDATA[Code civil]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[innamoratina]]></category>
		<category><![CDATA[Musa]]></category>
		<category><![CDATA[Schrodinger]]></category>
		<category><![CDATA[Stendhal]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario passeggia sotto casa mia, in maglietta e barba blu-partigiana: dietro un gabbiano posato su una macchina usata, aspetta che si faccia buio, per studiare i clowns più da vicino. Io riprendo i miei essere venuto contra factum proprium. E tu, innamoratina, capisci quello che dico? Mario dice che pensare al contrario può servire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SEGuEmy5rCI/AAAAAAAAAvQ/dznhTnn74GM/s1600-h/windowslivewriterjustcavallisenzavolto-434bacio-magritte3.jpg"><img style="float:right;cursor:hand;margin:0 0 10px 10px;" src="http://bp2.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SEGuEmy5rCI/AAAAAAAAAvQ/dznhTnn74GM/s320/windowslivewriterjustcavallisenzavolto-434bacio-magritte3.jpg" border="0" alt="" width="285" height="192" /></a></p>
<div>Mario passeggia sotto casa mia, in maglietta e barba blu-partigiana: dietro un gabbiano posato su una macchina usata, aspetta che si faccia buio, per studiare i clowns più da vicino. Io riprendo i miei essere venuto <em>contra factum proprium</em>.</div>
<div>E tu, <em>innamoratina</em>, capisci quello che dico?<br />
Mario dice che pensare al contrario può servire a comprendere le cose –ma sottintende le donne, da amatore quale è-: lui è un romantico, e l’amore lo ha ucciso varie volte, senza pretendere. Io mi stanco sui baci che non ti ho saputo dare, e sorrido. Dimmi, <em>innamoratina</em>, chi mai ti ha amato?<br />
Mario pensa che la vita, come il cinemà, appartenga anche ai soli spettatori. Lui fa parte del pubblico pagante, e applaude soltanto quando si sente davvero di farlo. Io gioco con le labbra a fare smorfie basileesi, asciutte e santissime. <em>Innamoratina</em>, perché noi dovremmo vivere nella paura e tu no?<br />
Mario capita a passeggio anche nei vostri locali notturni, ma senza mistero: non dà alcun peso alla decadenza ed ai costumi molli, ma segretamente li condanna. A lui piacciono solo le ossessioni. Io tengo a mente tutte le manovre di campo quotidiane, e prima di radermi tiro tre volte la tendina del bagno, perché sono superstizioso: la moderazione continuo a considerarla una virtù, sebbene sia un uomo ossessionato. E tu, <em>innamoratina</em>, cogli il punto dove misura e follia si toccano?<br />
A Mario non piace questo mondo. Neppure a me.<br />
Né è il migliore dei mondi possibili. Forse non ci piacerebbero nemmeno tutti gli altri.<br />
Mario vive come un <em>puro gatto di Schrödinger</em>: sub-atomico, tra il cianuro e l’essere sovrapposto.</div>
<div>Mario, già lo sapete, ha un gatto che ha chiamato <em>Behemoth</em>. Io, passeggio sul mio terrazzo con il mio cane, la piccola <em>Blondi</em>, detta anche <em>Abelardo</em>: entrambi i nostri amici sono castrazioni fenomenologiche, l’una del <em>diavolo</em>, l’altra della <em>filosofia</em>.</div>
<div>E tu, <em>innamoratina</em>, giochi sempre con la tua gattina ed il suo gomitolo, senza sapere che è contemporaneamente viva e morta?<br />
Mario specula in astrazione, come un <em>Beatle</em> dentro <em>Yellow Submarine</em>: sostiene che l’autismo e la comicità siano la forma più della tragica risata di noi uomini. Io ho ritrovato la citazione che avevo perduto -<em>en composant la Chartreuse, pour prendre le ton, je lisait de temps en temps quelques pages du Code civil</em>.<br />
E tu, <em>innamoratina</em>, quando leggi il codice civile riesci a sorridere?<br />
Mario proprio quando non fa nulla, pigro sul suo divano, riesce ad arrivare alla compassione, senza capire la vita. <em>Idem sentire</em>, e niente altro importa. Io invidio il suo portare l’ateismo come fosse un vestito naturale, mentre per me è una croce, una passione. E tu, <em>innamoratina,</em> smettila di correre dai tuoi amici sacerdotali, per confessare peccati da paese.</div>
<div>Mario se ne vuole restare da solo, dopotutto. Io no.<br />
Ma tu, <em>innamoratina</em>, mi stai dimostrando adesso che, volerlo o no, è la stessa cosa: alcuni di noi si sentiranno sempre soli, anche quando non lo saranno.</div>
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