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	<title>Mosca sul cappello &#187; Hitler</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Annotazioni sul fantasma di Ettore Majorana</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 09:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ All’alba del mondo 1938, Ettore Majorana scomparve, diventando un fantasma. Nel 1924, nella provincia siciliana, un piccolo bambino ancora in culla venne bruciato vivo da una fanciulla. Nel 1933 a.C., un ragazzino di appena dodici anni, spostando una Regina, svegliò dodici carte soldato. Il 4 Giugno 1942 (giorno del mio compleanno), Reinhard Heydrich morì in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.controluce.it/files/imagecache/pro500/files/nicotra-EttoreMajorana.jpg" alt="" /></p>
<p class="Default"><strong> <span style="font-weight: normal;">All’alba del mondo 1938, Ettore Majorana scomparve, diventando un fantasma. Nel 1924, nella provincia siciliana, un piccolo bambino ancora in culla venne bruciato vivo da una fanciulla. Nel 1933 a.C., un ragazzino di appena dodici anni, spostando una Regina, svegliò dodici carte soldato. Il 4 Giugno 1942 (giorno del mio compleanno), Reinhard Heydrich morì in un ospedale di Praga, dopo essere esploso con la sua Mercedes.</span></strong></p>
<p class="Default"> </p>
<p class="Default"> Un convento s’aprì in una particella proveniente da Leipzig, 11 Maggio XI: la respirarono tutti, come un velo sulle luci notturne di Napoli.</p>
<p class="Default"><span>Gli inglesi piazzarono i cannoni contro la mia città, e la fecero bruciare, fino alla fine. Travestito da donna, il fantasma faceva i suoi calcoli sotto un tavolo, in compagnia di un bambino: la culla moriva, mentre lui, rivelatosi, faceva l’amore con una malinconica ragazza, Henriette Cornier, sposata Berton [1]. </span></p>
<p class="Default"><span>E fecero ancora l’amore, tra i cavalli ammazzati, sotto le bottiglie di Borgogna appese ai fili delle tende [2], ancora come due pallidi amanti, nudi nel silenzio del fuoco, finchè lei non gli disse “<em>La vostra bambina è morta</em>”. Cento anni dopo, seduto sulle cosce bianche di Cristoforo Colombo, con i miei compagni passeggiavo in un cortile, intorno alla statua ginnasiale, misi una mano tra i vestiti rossi e prealessandrini del Navigatore, cogliendo dal suo cuore un atomo: Colombo guardava giapponesizzato nel vuoto, mentre i suoi piedi si perdevano sotto la terra fattasi fungo. </span></p>
<p class="Default"><span>Mangiavamo libri dalle mani di un angelo [3] <span> </span>(<em>parusia</em>) . </span></p>
<p class="Default"><span>Il bimbo in culla Esplodeva nell’unità sessuale (tutti saremo trasformati): il fatto che non sia stato Heisenberg a costruire la bomba suona come qualcosa di profondamente <em>inelegante [4]</em>. </span></p>
<p class="Default"><span>Così cento anni dopo un bambino in culla bruciava [5], ucciso da una fanciulla in fiore, di sedici anni. L’impero pulsava, il Re faceva preparare le lenzuola per il nuovo Ospite, gli uomini-parassita del cammello difendevano l’oasi: l’atomo liquido assumeva le sembianze del rinoceronte, e per conservare la scoperta dell’America ne distruggeva gli abitanti [6]. La storia del mondo correva da Oriente a Occidente [7], appesa alla bomba atomica degli ebrei timorosi dell’acqua. </span></p>
<p class="Default"><span>Il fantasma scriveva formule nel fumo di sigarette, bruciate in una passeggiata: i geni s’avvedevano di non aver scoperto nulla (<em>J’ai trop à écrire, c’est pourquoi je n’écris rien</em>). Ed ora sono vivi, ora sono morti, galline indeterminate che beccano chicchi di veleno: fabbricò un’esca a forma di crocifisso, per farla inghiottire al diavolo (“…<em>finchè la matematica funziona, il senso non conta</em>” [8]). </span></p>
<p class="Default"><span>Sedeva nel convento, <em>quasi </em>fosse Dio: giocando qualche ora al giorno con la balena Klaus Junge, mentre sulla scrivania correvano enormi topi, capriole nella carta (io lo dissi, “<em>Voglio che si trovi</em>” [9]). </span></p>
<p class="Default"><span>Giochi di scacchi con il vagabondo e <em>Videmus nunc per speculum in aenigmate [10] </em></span></p>
<p class="Default" align="right"><em><span><span> </span></span></em><em><span lang="EN-US">Nun sind wir egal legal lagel lage riw dnis </span></em></p>
<p class="Default" align="right"><em><span lang="EN-US">nuN egal g lage e a g l a</span></em></p>
<p class="Default" align="right"><em><span lang="EN-US"><span> </span>and <strong>RxD2! </strong></span></em></p>
<p class="Default"><span lang="EN-US"> </span></p>
<p class="Default"><span>Viveva di un fatto intrinsecamente immorale: la caravella ancorò appena davanti alla costa nera ed il gesuita massacratore degli indiani, gettatosi dal ponte, nuotò a braccia sino alla riva, posando per primo le ossa sul mondo. Il fantasma sputò sulle acque del Tevere, una testa d’asino ed un corpo di donna [11]. </span></p>
<p class="Default"><span>Poi le navi bruciarono ancora, e l’acqua le sommerse: l’uomo prudente aveva ragni tra i capelli, levò gli occhiali dal naso, ascoltò la notizia alla radio con attenzione [12]. </span></p>
<p class="Default" align="right"><span> </span></p>
<p class="Default" align="right"><span>…Traduzione della Nuova Gene-razione in termini polizieschi: <em>“<strong>come se la natura fosse in imbarazzo </strong>per la scelta del segno nel radicale </em>_(p2c2+m2c4) [13]” </span></p>
<p class="Default" align="right"><span><span> </span></span><span lang="EN-US">[N.d.r. : _(p2c2+m2c4) = Sig. Austin. </span><span>Presente il Sig. Adolfo Hitler [14]]</span></p>
<p class="Default" align="right"><span><span> </span></span></p>
<p class="Default"><span>La ghiaia sotto Zoagli (E.P.), ricordi la passeggiata insieme, mentre fissavo la carta dell’Ungheria15 e la benzina dei pescatori spaventava le anatre? Ricordi quando il fantasma </span></p>
<p class="Default"><span>Il fantasma comandò l’esercito sino alla pensilina della stazione di Arcangelo [16], dove vennero fatte esplodere cento rose ed un asino. Il Giovane Klein bruciava bottiglie senza interno d’ alcool, l’angelo mostrò la Grande Prostituta, seduta sulla bestia scarlatta, riposarsi sulle acque dei popoli. I soldati tagliarono un orecchio ad un povero nel salone dell’esposizione universale, tra i cristalli del 1851. Fantasmi di Kniebolo, di Koba, telefoni che squillano: quel porco gesuita (<em>Mit diesem Kerle ist nichts zu machen</em>). Io ti bacio lungamente, fingendo d’essere geloso. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>A te che riesci a prendermi gli occhi di nascosto, femmina nuda in piedi sopra il mio petto bianco: ti muovi piano, morendo, odiando i tuoi peccati [17], inchiodati sulla croce di Cristo figlio de la smarrita, figlio de la sparita, figlio attossecato! Le tende della stanza sfogliarono un po’ di luce porpora, mentre il sole tramontava: l’<em>uomo iniquo </em>fece un cenno con il capo, poi più nulla cadde dal cielo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span>***</span></p>
<p class="Default"><span>1 Sulla cui figura si rimanda a E.J. GEORGET, <em>Discussion mèdico-lègale sur la folie ou aliènation mentale, suivie de l’examen du procès criminel d’Henriette Cornier, et de plusieurs autres procès dans lesquels cette maladie a été alléguée comme moyen de défense</em>, Chez Migneret, Paris, 1826; trad.it. <em>Il crimine e la colpa. Discussione medico legale sulla follia</em>, a cura di M. Galzigna, Marsilio, Padova, 1984 p.73 ss.</span></p>
<p class="Default"><span><span> </span>2 Cfr. E. JÜNGER, <em>Gärten und Strassen</em>, Ernst Klett, Stuttgart, 1979; trad.it. <em>Giardini e strade. Diario 1939-1940. In marcia verso Parigi</em>, trad. di A. Iadiccio, Guanda, Parma, 2008, p. 134 </span></p>
<p class="Default"><span>3 <em>Apocalisse di Giovanni</em>, 10, 8-11. </span></p>
<p class="Default"><span>4 <em>“….Nel complesso l&#8217;opera del governo risponde ad una necessità storica: far posto alla nuova generazione che rischia di essere soffocata dalla stasi economica” </em>(Majorana, lettera a mammà, 1933) </span></p>
<p class="Default"><span>5 L. SCIASCIA, <em>La scomparsa di Majorana, cit., </em>p. 46: “Il bambino bruciato nella culla. L’immagine ha, per dirla con una espressione che s’appartiene alla fisica nucleare e alle ricerche di Majorana, una «forza di scambio» incontenibile”. 6 Io dico: per questo, a dispetto di quanto le poche note parrebbero suggerire, le indicazioni delle fonti, in questo testo, mancano del tutto. I morti, si dice, non parlano. </span></p>
<p class="Default"><span lang="EN-US">7 G. W. F. HEGEL: <em>Die Weltgeschichte geht von Osten noch Western, denn Europa ist schlechthin das Ende der Weltgeschichte, Asien der Anfang.</em></span></p>
<p class="Default"><em><span lang="EN-US"><span> </span></span></em><span>8 Bohr ad Heisenberg, in M. FRAYN, <em>Copenaghen</em>, 1998; trad.it. <em>Copenaghen – opera teatrale in due atti</em>, a cura di M. Fabbri, Sironi, 1998, p. 72</span></p>
<p class="Default"><span><span> </span>9 L. SCIASCIA, <em>La scomparsa di Majorana </em>(1975), Adelphi, Milano, 2009, p. 23 </span></p>
<p class="Default"><span>10 Paolo di Tarso, <em>Prima Epistola ai Corinzi</em>, 13.12. Cfr. A. G. CONTE, <em>Eidogramma </em>4, 2000. </span></p>
<p class="Default"><span>11 M. LUTHERUS – P. MELANCHTON, LUTHERUS, <em>Deüttung der czwo grewlichen Figuren Bapstsesel czu Rom und Munchkalbs czu Freyberg ijnn Meysszen funden, </em>Wittenberg, 1523. </span></p>
<p class="Default"><span>12 Cfr. G. LETI, <em>Vita del catolico re Filippo II</em>, Coligni, 1679, II, p. 331-332 </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">13 E. MAJORANA, <em>Fascicolo 8 dei Manoscritti Scientifici Inediti</em>, depositati alla Domus Galilaeana di Pisa </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">14 Su cui cfr. C. H. MCILWAIN, <em>Whig Sovereignty and Real Sovereignty</em>, <em>in Constitutionalism and the Changing World – Collected Papers</em>, New York e London, 1939, p. 85 </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US">15 J. L. BORGES, <em>Deutsches Requiem</em>, in <em>Sur</em>, n. 136, 1946; trad. it. </span><em><span>Deutsches Requiem</span></em><span>, in <em>Aleph</em>, Adelphi, Milano, 1998, p. 72: “…non c’è cosa al mondo che non sia germe di un Inferno possibile; un volto, una parola, una bussola, una pubblicità di sigarette, potrebbero render pazza una persona, se questa non riuscisse a dimenticarli. Non sarebbe pazzo un uomo che s’immaginasse continuamente la carta dell’Ungheria?”. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>16 Sono debitore di questa indicazione geopolitica a G.R. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>17 T. HOBBES, <em>Historia Ecclesiastica</em>, in <em>Opera Philosophica quae latine scripsit omnia</em>, London, 1839-1845, a cura di W. Molesworth, vol. V; trad. it. <em>Storia ecclesiastica. Narrata in forma di carme elegiaco</em>, Franco Angeli, Milano, 1988, p. 95 v. 2241-2242</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span>NOTA: Il presente articolo vedrà luce sul numero 3 di Lapsus, in pubblicazione per il Settembre 2009. Esce il 21 Giugno il numero 2. Si veda, per informazioni, prenotazioni e aquisti, www.eccelapsus.com </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><br />
</span></p>
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		<title>20 Aprile 1889</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 20:03:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[    Quando il 23 Aprile del 1945 i russi iniziarono i combattimenti entro Berlino, facendosi largo strada per strada, iniziò a circolare tra i tedeschi una simpatica storiella: “Finalmente me ne vado in vacanza…ho deciso: faccio un giro per tutta la nostra Grande Germania…” “…Ah. E nel pomeriggio che fai?”   Come nel Curious [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span>Quando il 23 Aprile del 1945 i russi iniziarono i combattimenti entro Berlino, facendosi largo strada per strada, iniziò a circolare tra i tedeschi una simpatica storiella:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><em><span>“Finalmente me ne vado in vacanza…ho deciso: faccio un giro per tutta la nostra Grande Germania…”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><em><span>“…Ah. E nel pomeriggio che fai?”</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span><span style="font-style: normal;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span>Come nel <em><span>Curious Case of Benjamin Button</span></em>, racconto dai toni oscuramente scanzonati, trilli e rintocchetti di guerra e spensieratezza, ho visto nascere oggi, con i miei occhi, un vecchietto di 120 anni, dalla <em>maschera lunare</em> nascosta dietro gli occhi bianchi. Se ne stava nella sua culla, mangiando stancamente due foglie di insalata, dal sapore aspro del cianuro, sotto un paio di baffetti bianchi di seconda mano. Un cane riposava ai suoi piedi.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Che stranezza…e pensare che l’ho rivisto, un minuto dopo, ringiovanito di almeno vent’anni, che mi fissava dall’oblò di un aeroplano che volava nel cielo piovoso, volava verso il Sud America, in un luogo messianico chiamato San Cristobal. Portava occhiali da sole a specchio, che nascondevano i solchi profondi del viso da centenne. Ha salutato con la mano tremante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Certo era sempre lui, poco più che sessantenne, che beveva, da solo, una tazza di the nel caffè all’aperto sotto il mio ufficio. Due pasticcini. Ed era <em>indubitabilmente</em> lui, anche se i capelli si erano fatti più folti e neri, quel quarantenne in completo scuro che usciva dal Tribunale, salutando con un cenno del capo le guardie e salendo su un’automobile di lusso, con un cappellaccio in una mano. Poi è sparito. Però assomigliava moltissimo a quell’allampanato gangster, con una pistola in tasca, che suonava il pianoforte nella casa accanto alla mia, tutte le sere per una settimana. Quando incontrò la mia fidanzata per le scale del palazzo, s’affrettò ad inchinarsi e sfiorarle la mano con le labbra: “<em>enchanté</em>…” disse.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Proprio ieri, del resto, sfogliando le vecchie fotografie di guerra di mio nonno, notavo che un suo commilitone, che faceva il portaordini tra le linee…<em>va beh</em>, forza della suggestione…anche perché la catena delle somiglianze di famiglia, come insegna il logico, non finisce mai: un Re, un pittore, un gioco, una scacchiera, e così via. Anche un allegro <em>Bruder Straubinger, </em>con i piedi storti. <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poco prima di dormire, mi sono sentito infinitamente più intelligente di lui. Non so, è stata una strana sensazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Poco dopo, qualcuno ha suonato il campanello, e sono andato ad aprire: un bambino, con splendidi occhi azzurri, mi ha indicato con la mano quel che stava dietro di lui: una donna incinta, che con un cenno mi ha indicato il suo ventre trasparente: dentro, un feto di centoventi anni, sordo e piegato su se stesso, urlava al mondo. <span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://amazingsuperpowers.com/diary/wp-content/uploads/2008/10/portraits-of-hitler.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p> </p>
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		<title>E&#8217; morta la Zarina!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 22:33:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[      Ovvero: movimenti amorosi, ispirati dal contestuale sogno ad occhi chiusi di Cesare Beccaria, un manichino, la battaglia di Liegnitz (in due ore, ferragosto del 1760), la visita al manicomio di Cogoleto.   “Venere è una bianca natura morta e i collezionisti di farfalle fuggono” (G. Lorca, Ode a Salvador Dalì)   La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><strong>Ovvero: movimenti amorosi, ispirati dal contestuale sogno ad occhi chiusi di Cesare Beccaria, un manichino, la battaglia di Liegnitz (in due ore, ferragosto del 1760), la visita al manicomio di Cogoleto.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 16pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right; mso-layout-grid-align: none;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">“Venere è una bianca natura morta</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">e i collezionisti di farfalle fuggono”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">(G. Lorca, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ode a Salvador Dalì</em>)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La storia dei sette demoni usciti da Maria di Màgdala</span></em><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> (Luca 8: 2-3).</span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Pingue, paralizzato sulla sua sedia a rotelle: un momento e Maddalena fugge, alle sue spalle. La <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vendetta</em> che medito mi consuma, mentre le ragazze nude convengono per darsi il turno, nel farlo girare avanti e dietro, al pomeriggio tardo: sino alla finestra aperta appena, la pioggia scorrere tra le sue mani in offerta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Un finanziere, con il suo cane nel cortile, a rincorrere i piccioni. Preso in giro da qualche francese, nulla più. Spagna, deserto dell’Europa, con i tuoi abitanti idioti: portato a fissare il mare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Tiro i sassi contro i bimbi che corrono sulla spiaggia, sperando che qualche madre venga a lamentarsi della mia maleducazione, per poterla, in corrispondenza con la sua bile protettiva fattasi nera, cortesemente mandare a quel paese. Probo, monetario, frammento sugli odori. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Servi, schiavi, gente da due <em style="mso-bidi-font-style: normal;">soldi</em>. Il caldo rende questi onesti abitanti d’una cretineria imbarazzante – sbuffò. 53 anni. Torna con me, torna con me.<span style="mso-spacerun: yes;">       </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma lei vede sempre da lontano.</span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La ragazza si suicidò, ancora giovane. Un sarto prese le misure delle gambe, gli occhi si rifiutaron di guardare. Scriveva, ancora, a lei, nella inversione di Lolita: H.H. come confessione, come intrinseco atto di vanità, mentre lui come chiave per non ricordare: gli avrebbe fatto troppo male, lo avrebbe catturato. Ricordarla, voleva dire perdersi, come un pre-greco, nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">follia che viene dalle ninfe</em> (come scriveva Calasso). </span></span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">Scrivere di lei, voleva dire farla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">invecchiare</em> (de-costruisco: </span><span style="line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.5pt;"><span style="font-size: small;">On her twenty-<em style="mso-bidi-font-style: normal;">sixth</em> birthday She already is an old maid</span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">). Si costringeva perciò a parlarle, per dimenticarla. </span></span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Notate che sottile paradosso, in cui vi è tutta la rabbia dell’aristocrazia offesa. Soldati con la coda ed i pizzi bruciano vivi gatti con sette vite e sette peccati, in ordine obliquo: con 120 passi al minuto, si può correre sino al manicomio, dar fuoco ai matti, mangiare le zitelle. </span></span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Tutto ritorna, in continuazione. Alla finestra – fece il Beccaria in carrozzella, voltando la mano sulla ragazza nuda – riposa questa farfalla, adesso. E dentro il nome vi sono nascosti almeno cento volti e cento significati, che tu conosci, perché, in questi giorni, te li ho ripetuti, distrattamente e senza, al momento, legarli l’uno con l’altro. Provaci a pensare: il racconto di Chuang-tzé, Queneau e Calvino, poi Montale che guarda Hitler, poi Lorca che fissa Dalì, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">farfalla inchiodata che medita il volo</em>: Dalì che dipinge Hitler, lattiginoso e olivastro, almeno quanto la voce di Dalì stesso. Potremmo continuare. Ma pensa solo questo: quella farfalla lì, che sonnecchia olivastra davanti a noi, piccola e forse prossima alla morte, mischia dentro di sé il sogno e la distruzione, come la volontà e la pigrizia, in un disordine immobile: racchiude in un battito d’ali la finzione e la verità, il senso del mondo e l’estraneità mondana, l’ascesi e il cupo suicidio, il denaro ed il mare, l’uomo e la donna, la sessualità e il fanciullo. </span></span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">L’infermiera si siede, sul suo culo nudo: solo nelle poesie di Lorca, compare quindici volte la farfalla, sempre con un senso diverso: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">«È una farfalla?» dice la cieca</em>. E poi: <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;">Il mio cuore è una farfalla</em></span><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">. </span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">E poi c’era anche la farfalla di Dinard, sempre del Montale, perbacco! Ed è il condannato. Ma sapeva bene che non era finita qua. E poi ci sono le bombe tedesche a farfalla. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma dalla carrozzella una voce la ferma, di nuovo: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">guardi, signorina, che la farfalla è volata via.</em> E poi lei, con tutta evidenza, non mi segue: io volevo soltanto indicarle i sette demoni usciti dalla donna-Lolita che vide Gesù morire da lontano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La ragazza gesuita dissentendo: e che lo ha visto risorgere, non dimentichi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Era ancora buio, però</span></em><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">, fece il Beccaria (citava sempre Giovanni 20,1): <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nella notte nera, lei m’insegna, tutte le vacche sono nere</em> (citava lo Hegel, sebbene gli fosse premorto). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Lei ormai vuol farmi arrivare forse al <em style="mso-bidi-font-style: normal;">sepolcro vuoto</em>? Chiese impertinente, vedendo il collegamento, la nuda trasportatrice di carrozzella. Beccaria sputò per terra: ma che dici…vorrei solo far l’amore con te.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Sette volte, vorrei farlo, per parlare con i sette demoni che tu, mia ninfa moderna e androgina, tieni dentro la carne: non sei più sospesa nella tragedia, apollineo-dionisiaca, ma ti trasformi in questa coppia post-moderna di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Maddalena-Lolita</em>: in te co-insistono il pentimento (1) e la pornografia (2), la madre (3) e la figlia (4), la terra (5) ed i fiumi (6). Una bambina viene chiamata a sedurre Cristo, ecco lo scandalo abissale del tuo modo di fare, dei tuoi occhi, del tuo aggirarti nel mondo di oggi, che non riesci a riconoscere come tuo. Ecco come adesso fai impazzire chi ti guarda, senza neppure volerlo (7). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Una volta, invece, proteggevi il tuo compagno. Ora sei una trottola che gira ambiguamente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ovvio che la ragazza, con i suoi venticinque anni, non capì il senso drammatico e disperato delle parole: si limitò a dirgli, cortesemente, di no. Ci aveva pensato, è vero, ma no.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">I matti scappano dal manicomio: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Cani! Vorreste forse vivere per sempre? </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Dietro il mio sogno, proprio posato appena in un angolo, se ne stava il manichino perfetto della donna che amo. Appena lo vidi, cominciai a fare il diavolo. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Post Scriptum. In tutto questo, mi sono avveduto che su Genova, questa sera, piove in forma di diluvio. Destatomi, ho narrato questo sogno ad una mia sorella, la quale, per caso, il giorno dopo, capitò a passeggiare dentro un padiglione del manicomio di Cogoleto, che m’era parso d’aver immaginato. Ha scattato, con la sua macchina, questa fotografia, cui io ho dato il nome di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">E’ morta la Zarina!</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: none;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></span></p>
<p class="Default" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 115%; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><a title="La Zarina è morta! di moscasulcappello, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/27615928@N08/3210227859/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3258/3210227859_28dc0f810c.jpg" alt="La Zarina è morta!" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Titolo: E&#8217; morta la Zarina!</p>
<p style="text-align: center;">Autrice: Francesca Gazzolo (<a href="http://www.flickr.com/photos/25141547@N06/">http://www.flickr.com/photos/25141547@N06/</a>)</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
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		<title>Le Benevole e l&#8217;Operazione Barbarossa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 19:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Benevole di Jonathan Littell Einaudi, Torino, 2007 Acquista il libro Così come i regni che insistono su grandi spazi, anche i grandi romanzi sono sempre dispotici: nelle parole dei grandi romanzi si nascondono sempre il capriccio, la paura, la semplificazione delle leggi che muovono le molle del testo, il fascino dell’orrore, il mistero della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Le Benevole</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><img class="aligncenter" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788806187316" alt="Le Benevole - J. Littell" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">di Jonathan Littell</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Einaudi, Torino, 2007</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788806187316/littell-jonathan/benevole"><em>Acquista il libro</em></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Così come i regni che insistono su grandi spazi, anche i grandi romanzi sono sempre <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dispotici</em>: nelle parole dei grandi romanzi si nascondono sempre il capriccio, la paura, la semplificazione delle leggi che muovono le molle del testo, il fascino dell’orrore, il mistero della fine. Meritano sempre un grande rispetto, questi despoti della letteratura. Così Littell e questa sua opera prima merita l’attenzione puntigliosa del lettore, merita, come tutti i grandi romanzi, una meditata condanna del suo dispotismo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">In tal sede, non viene presentata una recensione, ma, piuttosto, una guida alla lettura.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">In tali termini, verranno trascurati gli splendidi dettagli stilistici di Littell: è, narrativamente, un grande romanzo, simbolicamente fittissimo, studiato fin nei minimi particolari, con spunti allucinatori esplosivi e parole libere sempre coerenti. È un romanzo che dev’esser letto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il lettore dovrà, nei primi movimenti di Aue, nella Allemanda I e II, studiare attentamente le posizioni e le meccaniche geopolitiche delle operazioni in Ucraina dell’esercito tedesco, nell’ambito dell’Operazione Barbarossa. Littell conosce le operazioni militari, conosce il riparto infinito di competenze, a spirale, a intreccio e a scatole cinesi, tra SS e Wermacht, tra uffici e amministrazioni. Il lettore non può saper meno dell’autore. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non è mia intenzione offrire al lettore, in tal sede, quelle nozioni e conoscenze fondamentali. Soltanto, ritengo di dover svelare il senso storico e politico dell’Operazione Barbarossa, che prese il via il 22 Giugno 1941.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Per leggere l’articolo clicca di seguito: </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><a href="http://www.scribd.com/doc/9839155/Le-Benevole-e-lOperazione-Barbarossa-di-Tommaso-Gazzolo"><em>Le Benevole e l\&#8217;Operazione Barbarossa &#8211; di T. Gazzolo</em></a></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">****</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I quadri di Hitler, bottino di guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 13:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   “Pochissimi esseri umani popolano i suoi paesaggi urbani, a volte rimarchevolmente disegnati o dipinti, che molto rassomigliano a quelli del paesaggista austriaco Rudolf von Alt, morto nel 1905. Tutti i personaggi, comunque, assumono soltanto un ruolo puramente decorativo, non sono protagonisti. Si mantengono compassati, rigidi e impettiti, più simili a manichini che si trovino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Calibri;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.mninter.net/~hedwards/bush/Image07.jpg" alt="" width="376" height="182" /> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">“Pochissimi esseri umani popolano i suoi paesaggi urbani, a volte rimarchevolmente disegnati o dipinti, che molto rassomigliano a quelli del paesaggista austriaco Rudolf von Alt, morto nel 1905. Tutti i personaggi, comunque, assumono soltanto un ruolo puramente decorativo, non sono protagonisti. Si mantengono compassati, rigidi e impettiti, più simili a manichini che si trovino per puro miracolo in mezzo alle strade. Mentre il primo piano delle composizioni architetturali e urbane di Rudolf von Alt è sempre animato da personaggi umani dal portamento solenne, da cani e carrozze, Hitler praticamente si limita alla rappresentazione degli edifici”<a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftnref1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[1]</span></span></span></span></span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Note sui dipinti di Adolf Hitler (1908-1914)</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">“Avevo 12 anni. Come la cosa avvenne, non lo so neppure oggi;</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">ma un bel giorno capii chiaramente, </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">che volevo diventare un pittore”<a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftnref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[2]</span></span></strong></span></span></span></a></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Tessere il filo della <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vita</em> di Adolf Hitler ha significato, in un lavoro spesso fragile e frammentario, durato almeno mezzo secolo, riportare alla luce materiali e documenti – in quel ramo di studi biografici che, oggi, hanno esaurito, con tutta probabilità, il filone d’oro che le rovine della Germania aveva aperto alla ricerca -. I quadri che Hitler dipinse, si inseriscono con prepotenza icastica in questa miniera in ricostruzione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Così, anche la giovinezza del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Führer</em> è caduta nella ragnatela della storia, e del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">discorso sopra la storia</em>.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Non è questa la sede per presentare lo stato delle ricerche o glossare le sfumature, dalle più preziose e serie indagini storiografiche sino alla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vulgata</em> – nelle sue varianti pruriginosa, psicoanalitica, ideologica o religiosa &#8211; che sul giovane Hitler la letteratura ha tramandato sino ad oggi<a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftnref3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[3]</span></span></span></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Trovo soltanto particolarmente utile ricordare, come chiave critica della tentazione a cadere in quella che ho già definito cd. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fallacia ad Schicklgruberum<a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftnref4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[4]</span></span></strong></span></span></span></a></em> , l’efficace passo di Wehler:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 1cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">“Ma davvero la nostra comprensione della politica nazionalsocialista dipende dal sapere se Hitler avesse oppure no un solo testicolo? (…) Forse il Führer ne aveva tre, e questo gli creava qualche difficoltà –chi lo sa? (…) Anche se sapessimo in maniera inconfutabile che Hitler era un sadomasochista, quale sarebbe l’utilità scientifica di questa conoscenza? (…) Forse che la «soluzione finale del problema ebraico» diventa più facilmente comprensibile, o la «tortuosa via che porta ad Auschwitz» diventa il cammino rettilineo di uno psicopatico al potere?”</span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> <a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftnref5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn5"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[5]</span></span></span></span></a></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Diversa dall’indagine psico-storica è l’analisi della vicenda biografica di Hitler, della sua giovinezza sottilmente <em style="mso-bidi-font-style: normal;">biedermaier e bohemien</em>, dei suoi soggiorni a Vienna e Monaco tra il 1908 e il 1914. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">È in questo arco di tempo, che è venuta alla luce la produzione pittorica del futuro <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Führer</em>.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">La Vienna dell’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">indolenza esistenziale </em>di Hitler, degli “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">anni più infelici della mia vita</em>”, è lo sfondo principale dei quadri con cui l’artista si guadagnò, almeno in parte, da vivere<a style="mso-footnote-id: ftn6;" name="_ftnref6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[6]</span></span></span></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Nella presente rassegna, non ci soffermiamo sullo studio dei dipinti di Hitler, sulla sua successiva politica in campo artistico, sui suoi gusti e sul suo complesso rapporto con l’arte e l’architettura. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">È la cronaca giudiziaria, nella quaestio sollevata a proposito del diritto di proprietà su alcuni quadri del Führer, a rivestire il presente articolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Piccola nota su Heinrich Hoffmann<a style="mso-footnote-id: ftn7;" name="_ftnref7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn7"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[7]</span></span></strong></span></span></span></a>. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Heinrich Hoffmann (1885-1957) è stato, per tutto il periodo del Terzo Reich, il “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">fotografo di Hitler</em>”. Aprì nel 1909 il proprio studio fotografico a Monaco, dopo un soggiorno londinese di apprendistato presso E.O. Hoppè: la famiglia reale bavarese e lo Zar furono tra i suoi clienti illustri, i suoi servizi sulla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Raterepublik</em> e il suo passaggio alla cd. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">controrivoluzione</em> tedesca ne fecero uno dei più noti fotografi ed editori del periodo di Weimar.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Attraverso il profeta <em style="mso-bidi-font-style: normal;">volkisch</em> Dietrich Eckart, nel 1920 Hoffmann conobbe Adolf Hitler: i due scoprirono il giovane Hitler in una fotografia che Hoffman aveva scattato nel ’14, quando l’ingresso in guerra della Germania aveva sollevato la folla entusiasta sull’Odeonsplatz.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Da quel momento, l’amicizia tra i due attraverso gli anni della lotta si fuse nell’incarico officioso di Hoffmann quale unico fotografo del Führer.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">I servizi e i volumi fotografici di Hoffmann sono rimasti tra le grandi opere di creazione del consenso del nazismo tra i tedeschi: il suo “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler, wie ihn keiner kennt”</em> (1932), che gettava artificialmente lo sguardo su un “Hitler privato”, visto da vicino, “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">come nessuno lo conosce</em>”, è l’efficace sottofondo propagandistico della campagna presidenziale del ’32, corollario perfetto della operazione elettorale <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler über Deutschland</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Con la presa del potere, il contributo fotografico alla cristallizzazione del culto del Führer – coordinata da Goebbels e che poteva vantare, tra i suoi creatori, l’opera registica di Leni Riefensthal ed il talento architettonico di Albert Speer – venne principalmente dai lavori “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Jugend um Adolf Hitler</em>”, “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler in Seinen Bergen</em>”, “<em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="color: #000000;">Hitler in seiner Heimat</span></em><span style="color: #000000;">,</span> “<em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="color: #000000;">Hitler in Böhmen-Mähren-Memel</span></em><span style="color: #000000;">”, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler in Italien</em>”, “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler befreit Sudetenland</em>”,</span> “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Mit Hitler im Western</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Sotto il profilo economico, i ricavi, per Hoffmann, furono immensi: la ditta di “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Editoria fotografica nazionalsocialista Heinrich Hoffmann</em>” aveva sedi e uffici a Berlino, Vienna, Praga, Strasburgo, L’Aia. Nel 1944, il reddito annuo lordo di Hoffmann si aggirava sui 3,5 milioni di marchi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Il rapporto tra Hitler e Hoffmann non deve, tuttavia, considerarsi limitato a quello tra fotografo e modello: incaricato, nel 1937, per la ricerca delle opere d’arte da esporre alla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Grosse Deutsche Kunstausstellung</em> di Monaco,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>mercante delle opere d’ “arte degenerata” sequestrate dal Reich, abituale commensale nelle giornate sull’ <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Obersalzberg</em>, destino volle fosse lui a far incontrare, per caso, Hitler ed Eva Braun nell’Ottobre 1927, nel suo studio fotografico, nel quale la ragazza lavorava. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Nel 1945, Hoffmann venne catturato dagli americani: condannato nel 1947 ai lavori forzati, al sequestro dei beni e al divieto di lavorare, uscì di prigione nel 1950, quando la cassazione tedesca riconobbe i vizi della sentenza di primo grado. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Alcool, quadri e automobili le passioni del fotografo del Reich: Hitler condivideva con lui le ultime due. Forse da questa cortese affinità, forse dallo spirito di adulazione con il quale Hoffmann, nel ’37, raccolse le copie degli acquerelli di Hitler, nasce il regalo che il Führer fece al suo fotografo: alcuni suoi dipinti di gioventù, oggi divenuti “bottino di guerra” americano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">È proprio la vicenda di questi quadri, che si presenta in questa rassegna.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Nel 1945, gli Alleati sequestrarono, tra i beni di Hoffmann, i dipinti donatigli da Hitler: i quadri dipinti dal Führer furono considerati dagli americani “bottino di guerra”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">A partire dagli anni ’50, una battaglia legale è stata portata avanti dagli eredi del fotografo, e continua ancora oggi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Attraverso la stampa americana e le sentenze, tentiamo di darne conto anche al lettore italiano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<div style="mso-element: footnote-list;">
<hr size="1" />
<div id="ftn1" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[1]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US"> W. MASER, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Adolf Hitler</em>, München, 1971; trad.it. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Adolf Hitler</em>, Roma, Ciarrapico, 1978, p. 69</span></p>
</div>
<div id="ftn2" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[2]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US"> A. HITLER, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Mein Leben</em>, 1925; trad. it. </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">La mia vita</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">, Milano, Bompiani, 1941, p. 9 </span></p>
</div>
<div id="ftn3" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftn3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[3]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Per una rassegna di questo meschino e povero filone, si vedano perlomeno R. <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">ROSENBAUM,</span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"> Explaining Hitler</em>, 1998; trad. it. </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">Il mistero Hitler</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">, Milano, Mondadori, 2000<em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">;</span></em><span style="mso-bidi-font-weight: bold;"> H.W. GATZKE, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler and Psychohistory</em>, in </span><cite>The American Historical Review</cite><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">, 78, 1973, pp. 394-401. Nel circuito psicoanalitico, tra i lavori più celebri si ricordano W. C. LANGER, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">The Mind of Adolf Hitler: The Secret Wartime Report</em>, New York, 1972; R. C. L. WAITE, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">The Psycopathic God: Adolf Hitler</em>, New York, 1977; R. BINION, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler and the Germans</em>, New York, 1976; E. FROMM,</span> <em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">The Anatomy of Human Destructiveness</span></em><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">, New York, 1973; trad. it. </span></span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Anatomia della distruttività umana</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">, Milano, Mondadori, 1975.</span></p>
</div>
<div id="ftn4" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftn4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[4]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> In questa rivista, all’indirizzo &lt;<a href="http://moscasulcappello.com/neologismi-la-fallacia-ad-schicklgruberum/62/">http://moscasulcappello.com/neologismi-la-fallacia-ad-schicklgruberum/62/</a>&gt;&gt;</span></p>
</div>
<div id="ftn5" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftn5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[5]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">H.U. WELHER, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Psycoanaliysis and History</em>, in <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Social Research</em>, XLVII, 1980, p.531; trad.it. in I. KERSHAW I., <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Che cos’è il nazismo?,</em> Torino, Bollati Boringhieri, 1995, p.96</span></span></p>
</div>
<div id="ftn6" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn6;" name="_ftn6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref6"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[6]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Sul periodo di vita di Hitler a Vienna, si rimanda ai testi di B. HAMANN, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitlers Wien</em>, München, 1996; trad. it. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler: gli anni dell’apprendistato. </em></span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">Adolf Hitler a Vienna 1908-1913</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">, Milano, TEA, 2001; J. FEST, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler. Eine Biographie</em>, Berlin, 1973; trad. it. </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Hitler</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Una biografia</em>, Milano, Rizzoli, 1974 (ristampa e ultima edizione Milano, Garzanti, 2005); W. MASER, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Adolf Hitler, cit.</em>; I. KERSHAW, </span><em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Hitler, 1889-1936: Hubris</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">, London, 1998; trad. it. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler. 1889-1936</em>, Milano, Bompiani, 1999.</span></p>
</div>
<div id="ftn7" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn7;" name="_ftn7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref7"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[7]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Su Heinrich Hoffmann, si leggano: R. HERZ, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hoffmann und Hitler. </em></span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">Fotografie als Medium des Führer-Mythos</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: " lang="EN-US">, München, 1994; K. D. ABEL, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Presselenkung im NS-Staat. Eine Studie zur Geschichte der Publizistik in der nazionalsozialistichen Zeit</em>, Berlin, 1968; J. HABERMANN, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Die Presselenkung im Dritten Reich</em>, Bonn, 1970; A. M. SIGMUND, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Diktator, Dämon, Demagoge. </em></span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Fragen und Antworten zu Adolf Hitler</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">, Munich, 2006; trad. it. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Dittatore, demone e demagogo. Domande e risposte su Adolf Hitler</em>, Milano, Corbaccio, 2008, pp. 86-116. Egli scrisse anche una sorta di autobiografia: H. HOFFMANN, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler wie ich ihn sah. Aufzeichnungen seines Leibfotografe</em>, 1955; trad. inglese <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Hitler was my friend</em>. </span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">***</span></p>
<div></div>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: "></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">INDICE (in aggiornamento):</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-list: Ignore;">1.<span style="font: 7pt ">     </span></span></span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">R. CORNWELL<strong>, </strong><em style="mso-bidi-font-style: normal;">Nazi&#8217;s heirs lose legal battle over Hitler watercolours</em><strong>, </strong>in </span><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">The Indipendent</em>”, 5 Luglio 2002 (Traduzione di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Lizza</strong>)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">2. Sentenza <em>Price Vs. United States</em>, 20 Novembre 1995 (Traduzione di <strong>Michele Curatola</strong>)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">2.   Appendice 1: <em>I quadri di Hitler</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; text-indent: -18pt; mso-list: l0 level1 lfo1;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">3.   Appendice 2: <em>Un libro fotografico di Heinrich Hoffmann: Hitler in seinen Bergen</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: " lang="EN-US">***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: " lang="EN-US"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 1;"><strong><span style="font-size: 14pt; font-family: " lang="EN-US">R. CORNWELL, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Nazi&#8217;s heirs lose legal battle over Hitler watercolours</em>, in </span></strong><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; font-family: " lang="EN-US">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">The Indipendent</em>”, 5 Luglio 2002 </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-outline-level: 1;"><span style="font-size: 14pt; font-family: ">Traduzione di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Lizza</strong></span><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">«GLI EREDI DEI NAZISTI PERDONO LA LORO BATTAGLIA LEGALE SUGLI ACQUERELLI DI HITLER»</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">“Il destino di quattro acquerelli dipinti da Adolf Hitler è stata deciso dalla Suprema Corte degli Stati Uniti d’America 57 anni dopo la morte del fondatore del Terzo Reich. La Corte ha deciso che l’esercito americano è autorizzato a trattenere le opere presso di sé.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">I dipinti furono portati in America come bottino di guerra e da allora sono andati quasi decomponendosi in un deposito a Alexandria, nello stato della Virginia. Negli ultimi vent’anni sono stati oggetto di una battaglia legale che ha visto lo scontro tra la famiglia di Heinrich Hoffmann – uno dei principali fotografi del regime nazista al quale i dipinti furono donati dallo stesso Hitler nel 1936 – e il governo di Washington.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Hitler e Hoffmann erano buoni amici – addirittura si narra che il Führer incontrò la sua compagna, Eva Braun, nello studio berlinese di Hoffmann.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Durante il conflitto, Hoffmann depositò le opere, assieme alla sua collezione di due milioni e mezzo di fotografie, in un castello tedesco, dove furono scoperte dalle vincitrici truppe statunitensi nel 1945. Le fotografie furono usate come prova al processo di Norimberga, in cui Hoffmann fu giudicato colpevole di sciacallaggio in tempo di guerra. In seguito, i dipinti furono silenziosamente spediti<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>alla volta dei caveaux del Pentagono nei pressi di Washington.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Da un punto di vista artistico gli acquerelli appaino di scarsa qualità e, a detta di chi ha potuto osservarli,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>rappresentano scene di strada e paesaggi di guerra. Tuttavia, come dimostra la divertente saga dei falsi diari di Hitler del 1983, qualunque artefatto che riporti la firma “A. Hitler” pare avere un valore “di curiosità” che trascende<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>il prezzo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Hoffmann morì nel 1957, e suo figlio cercò di rientrare in possesso tanto degli acquerelli quanto delle fotografie. Gli fu consigliato di passare attraverso “canali diplomatici”, ma questa strada si rivelò un buco nell’acqua. Nel frattempo, un collezionista texano, tale Billy F. Price, acquisì parte dei diritti sui dipinti, e nel 1983 instaurò il primo di numerosi giudizi per proprio conto e per conto degli eredi di Hoffmann.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Mentre la causa proseguiva il proprio cammino attraverso le Corti, nel 1983 un giudice federale del Texas condannò il governo a pagare 10 milioni di dollari di danni per essersi rifiutato di restituire le opere. Questo verdetto fu ribaltato dalla Corte d’Appello Federale, che statuì l’appartenenza dei dipinti in capo alle forza armate americane sulla base di un trattato successivo alla guerra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Robert White, legale di Hoffmann, ha detto questa settimana, rivolgendosi alla Corte Suprema: “L’unica certezza di questo furto è che il colpevole è il governo statunitense”. Di contro, l’avvocato generale Theodore Olson, ha controbattuto insistendo che la confisca delle opere è stata una “fondamentale decisione di politica generale”, nonché parte della procedura di de-nazificazione della Germania.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">I nove giudici della Corte Suprema hanno aderito alla tesi di Olson e, così facendo, hanno arricchito le collezioni pubbliche americane di quattro acquerelli del più turpe artista del ventesimo secolo”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> ***</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Corte d’Appello degli Stati Uniti,</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Quinto Distretto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">No. 93-2564.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Billy F. PRICE, ed altri, Attore</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">v.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">STATI UNITI d’America, Convenuto</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">(<em style="mso-bidi-font-style: normal;">omissis</em>)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">20 Novembre 1995</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Giudizio di Appello presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Southern Texas.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Davanti a WOOD, JR.</span><a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_ednref1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[i]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;">, JOLLY e DeMOSS, Giudici Distrettuali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">E. GRADY JOLLY, Giudice distrettuale:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Con questo appello si richiede di decidere se una corte federale possa garantire un risarcimento del danno contro gli Stati Uniti in relazione al rifiuto di questi di restituire opere d’arte e fotografie storiche prelevate dalla Germania durante l’occupazione degli alleati al termine della Seconda guerra mondiale. Billy Price, un uomo d’affari Texano, ha ottenuto circa 8 milioni di dollari di ristoro contro gli Stati Uniti in ragione del rifiuto di questi ultimi di restituire quattro acquarelli dipinti da Adolf Hitler e registri fotografici compilati dai fotografi personali di Hitler, Henrich Hoffman e suo figlio. Nei primi anni ottanta &#8211; quasi quattro decadi dopo che questi dipinti ed archivi furono ritrovati in alcuni lughi della Germania ed inviati negli Stati Uniti &#8211; Price, che è descritto nella copertina del suo libro come “proprietario di una delle più grandi collezioni dell’arte di Hitler ed acclamato esperto internazionale sulla materia”, ha acquistato i diritti sui dipinti e sugli archivi dagli eredi di Hoffman.<span style="mso-tab-count: 1;">   </span>Price richiese che gli Stati Uniti gli consegnassero tali opere e, dopo il rifiuto di questi ultimi, ha depositato il presente ricorso richiedendo che il predetto rifiuto fosse riconosciuto come una detenzione illecita.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Gli Stati Uniti sostengono ampiamente in appello che il giudizio della corte distrettuale non può trovare conferma. Così è. Per i motivi che seguono, questa corte ritiene che la corte distrettuale non avesse giurisdizione sulla materia. Conseguentemente, il giudizio della corte distrettuale viene cassato e ne viene istruito il rigetto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">I</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Mettendo da parte gli aspetti storici, militari e di politica estera del caso, questa causa è semplicemente una richiesta di danni derivante da un illecito civile concernente un bene mobile. Il ricorso è formulato contro gli Stati Uniti, in ogni caso, ed i beni mobili consistono in oggetti prelevati dalla Germania durante gli anni di occupazione seguenti la fine della Seconda Guerra Mondiale: specificamente, quattro acquarelli di Adolf Hitler e gli archivi fotografici compilati da Heinrich Hoffman e suo figlio, Heinrich Hoffman, Jr.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Hoffamn ottenne gli acquarelli acquistati da Hitler come regalo.<span style="mso-tab-count: 1;">     </span>Il primo paio, intitolato “Old Vienna Ratzenstadl” e “Munich 1914 Alterhof”, raffigura scenari urbani ed è stato dipinto quando Hitler viveva in quelle città prima di arruolarsi nell’esercito tedesco durante la Prima Guerra Mondiale. Il secondo paio, intitolato “on the Railroad Line of Biache” e “Beclaire 1917”, è stato dipinto durante la Prima Guerra Mondiale e raffigura rispettivamente un terrapieno sulle rotaie ed un villaggio devastato dalla guerra</span><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_ednref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ii]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">I registri fotografici che furono compilati dagli Hoffman consistono in diverse centinaia di migliaia di stampati e <em style="mso-bidi-font-style: normal;">glass-plate negatives</em> the raffigurano immagini di significato politico, storico e culturale nell’Europa dal 1860, attraverso la nascita e la caduta del regime di Hitler.<span style="mso-tab-count: 1;">          </span>Questi archivi sono divisi in due parti. La più importante delle due parti è in possesso degli Stati Uniti dal momento del suo ritrovamento in Germania ad opera delle truppe americane. E’ conservata presso L’Archivio Nazionale di Washington D. C., in prosieguo l’“archivio di Washington”. La parte più ridotta è entrata in possesso degli Stati uniti nei primi anni ’80, quando la società Time-Life Inc. l’ha donata all’Istituto di Storia Militare in Carlisle, Pennsylvania, in prosieguo l’”archivio Carlisle”. I dipendenti della Time lo avevano prelevato dalla Germania durante gli anni quaranta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Il coinvolgimento del sig. Price inizia nei primi anni ’80, quando, durante una visita in Germania alla ricerca di un testo sulla carriera di Hitler come artista, venne a conoscenza che Hoffman era stato il proprietario dei quattro acquarelli.</span><a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_ednref3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iii]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> Pagò una piccola somma agli eredi di Hoffman, cittadini e residenti in Germania, in cambio dei diritti sugli archivi e sugli acquarelli. Egli promise altresì di impegnarsi al fine di far rientrare gli eredi stessi in possesso di parte di ciò che egli fosse riuscito ad ottenere dagli Stati Uniti. Fece dunque richiesta per la restituzione ad opera degli Stati Uniti dei dipinti e degli archivi, depositando la prima istanza di questa causa il 9 Agosto 1983.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Nel febbraio 1989, la corte distrettuale respinse la declinatoria degli Stati Uniti, secondo le <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Rules</em> 12(b)(1) e 12(b)(6) delle <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Rules of Civil Procedure</em>, e si pronunciò, a seguito di un giudizio parziale sul merito, in favore del sig. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Price. Price v. U.S., 707 F.Supp. 1465 (S.D.Tex.1989). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">La corte distrettuale sembra aver determinato che gli Stati Uniti fossero meri depositari dei dipinti e degli archivi, e che il deposito fosse continuato fino alla violazione operata con il rifiuto degli stessi nei confronti del sig. Price nei primi anni ’80. Si osserva che “[d]urante i cinque anni in cui questa causa è stata pendente, il governo non ha contestato nessuna delle prove poste alla base del giudizio sommario dell’attore limitandosi a qualificarle come irrilevanti,” id. at 1469, la corte distrettuale ha castigato gli Stati Uniti per la loro strategia processuale difensiva. ”Invece di fornire argomenti di diritto civile, il governo continua a basarsi sulla denigrazione dell’artista e degli archivisti. Lo stesso grado di giustizia protegge ogni persona senza eccezione per coloro la cui politica dei padri fu errata.” Id. at 1473. “Dopo cinque anni di processo,” si conclude, “gli Stati Uniti non sono stati in gradi di contestare in fatto il titolo degli Hoffman ne la natura dell’acquisizione governativa di detta proprietà.” Id. La corte distrettuale decise che il sig. Price avesse diritto agli acquarelli ed agli archivi dei quali doveva sarebbe dovuto entrare in possesso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Nonostante che gli Stati Uniti non avessero introdotto alcuna controprova in pendenza del giudizio, dopo il deposito della decisione parziale di merito, gli Stati Uniti avanzarono alcune obiezioni giurisdizionali ed altre difese, richiedendo alla corte distrettuale di riconsiderare la decisione. La corte distrettuale bocciò tali richieste ed anzi aprì un giudizio per il risarcimento del danno. La corte determinò che i danni causati dalla detenzione illecita degli acquarelli e degli archivi, inclusi i danni per il mancato uso a partire dal 1983, ammontavano a 7.949.907,69 dollari.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Entrambe le parti depositarono appello contro la suddetta decisione, gli Stati Uniti lamentando l’infondatezza del giudizio ed il sig. Price</span><a style="mso-endnote-id: edn4;" name="_ednref4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn4"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iv]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> sostenendo che detta liquidazione fosse insufficiente in confronto ai 41 milioni di dollari richiesti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">II</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Sin da principio, questo caso presenta delle questioni implicanti l’immunità sovrana degli Stati Uniti. Si è infatti guidati da due principi ben stabiliti: da un lato, gli Stati Uniti sono immuni da qualsivoglia procedimento a meno che essi stessi non abbiano acconsentito al venir meno di detto principio; dall’altro tale deroga di immunità vede un’interpretaione restrittiva. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Ad es., Gregory v. Mitchell, 634 F.2d 199, 203 (5th Cir.1981); Loomis v. Priest, 274 F.2d 513, 518 (5<sup>th</sup> Cir.1960), cert. denied, 365 U.S.862, 81 S. Ct. 828, 5 l.Ed.d 824 (1961).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">“La questione se [gli Stati Uniti] abbiano derogato all’immunità in relazione alla causa per danni è, in prima istanza, questione di giurisdizione che ciascuna corte d’appello federale ha lo specifico obbligo di soddisfare, anche qualora non riguardi la sua stessa giurisdizione ma quella della corte di primo grado la cui sentenza sia stata messa in discussione.” </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Mocklin v. Orleans Levee Dist., 877 f.2d 427, 428 n. 3 (5th Cir.1989). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Il punto di partenza per l’analisi è dunque se una giurisdizione federale esista sul caso. La questione, viene da se, è soggetta ad una valutazione <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ex novo</em>. Più specificamente la questione è rimasta aperta dal momento in cui la materia è stata sottoposta al precedente appello. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Vedasi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">In Re Petition of Price</em>, 723 F.2d 1193, 1195 (5th Cir.1984).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Nonostante che il sig. Price abbia introdotto diverse teorie nella sua istanza iniziale, la sua posizione davanti a questa cote è che gli Stati Uniti abbiano illecitamente detenuto i dipinti e gli archivi dal momento in cui si sono rifiutati di restituirli al richiedente nei primi anni ‘80. Le allegazioni del sig. Price attengono alla materia della responsabilità civile. Se la giurisdizione della corte distrettuale deve essere affermata questa causa cade nella materia (preliminare) relativa all’immunità dello stato, contenuta nel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Claims Act</em>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Le parti sostengono mutualmente che solo la sezione 28 U.S.C. § 1346(b) sarebbe idonea a fondare la giurisdizione nella presente causa. Così essa prevedendo:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 6pt 70.9pt; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Soggette alla previsione della [sezione 28 U.S.C. § 2671-2680], le corti distrettuali . . . hanno giurisdizione esclusiva su azione civili contro gli Stati Uniti, per risarcimento del danno a partire dal primo gennaio 1945, per danni o perdita di proprietà . . . causati per colpa od omissioni di alcuno degli impiegati del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni o del proprio ufficio, in quelle circostanze per le quali gli Stati Uniti, come un soggetto privato siano responsabili nei confronti di un attore secondo la legge del luogo dove l’azione o l’omissione è avvenuta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">28 U.S.C. § 1346(b) (1988). Si evidenzia che il § 1346(b) condiziona l’esistenza della giurisdizione in combinato disposto con altre previsioni del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Claims Act</em>. Per questa ragione non è possibile assumere così semplicemente che la giurisdizione sia presente e permetta di traslare un giudizio sulla giurisdizione in un giudizio sul merito. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Compare Sierra Club v. Shell Oil Co., 817 F2d 1169, 1172 (5th Cir.9, cert. denied, 484 U.S. 985, 108 S.Ct. 501, 98 L.Ed.2d 500 (1987). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Al contrario gli atti devono essere esaminati alla luce delle specifiche eccezioni e delle relative limitazioni al consenso che gli Stati Uniti possono prestare alla giurisdizione della corte distrettuale e garantire che i ricorsi della presente causa non ricadano entro quelle circostanze. Devono essere prese in considerazione, nell’ordine, le richieste relative (A) ai dipinti, (B) all’archivio di Washington e (C) all’archivio di Carlisle.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">A</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Si considerino dapprima i quattro dipinti e, specificamente, la questione se la causa su di quelli sia sorta negli Stati Uniti. Nonostante che il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Claim Act</em> fornisca giurisdizione alla corte distrettuale sulla materia contro gli Stati Uniti “ove gli Stati Uniti, come un soggetto privato siano responsabili ne confronti di un attore secondo la legge del luogo dove l’azione o l’omissione è avvenuta,” 28 U.S.C. § 1346(b), la corte distrettuale non ha giurisdizione ex 28 U.S.C. § 2680(k) se il fatto è avvenuto in un paese straniero. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Eaglin v. U.S., Dept. of Army, 794 F2d 981, 982 (5th Cir.1986). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In relazione agli acquarelli, la questione iniziale è se il fatto illecito sia avvenuto. Qualora l’illecita detenzione sia iniziata in Germania, la corte distrettuale non ha ovviamente giurisdizione sul caso<a style="mso-endnote-id: edn5;" name="_ednref5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn5"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[v]</span></span></span></span></a>. Il fatto che gli Stati Uniti non contestino le prove allegate dal sig. Price a fondamento delle sue pretese semplifica il compito di questa corte, potendosi assumere che tali elementi di provano stabiliscano gli elementi di fatto della causa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Ai fine della valutazione sulla giurisdizione, si sostiene che l’essenza dell’illecita detenzione tanto sotto la legge tedesca quanto sotto quella americana sia un atto compiuto da un soggetto diverso dal proprietario ed incompatibile con l’interesse di quest’ultimo. Vedasi anche §§ 858, 992 del Codice Civile Tedesco (Rothman ed 1994) in relazione al <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Restatement </em>(2d) <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dei Torts</em>, §§ 222°, 234. Posta semplicemente, in fatto di giurisdizione: a che punto della detenzione dei dipinti gli Stati Uniti hanno compiuto un atto contrario all’interesse degli Hoffman?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Le prove raccolte nel giudizio del sig. Price dimostrano che i dipinti sono stati deposti in un castello in Germania durante la guerra, e che lì sono stati trovati e raccolti dalle truppe Americane. Dobbiamo dunque accettare le prove raccolte nel giudizio del sig. Price in quanto dimostrano che il ritrovamento ed il trasporto dei dipinti ad opera degli Stati Uniti dal castello al punto in cui sono stati ricollocati non era contrario agli interessi degli Hoffman e che per questo non costituisce una detenzione illecita. Da lì, come tutta l’arte scoperta nel teatro delle operazioni, i dipinti passarono dai punti di raccolta stabiliti dall’esercito degli Stati Uniti d’America. Ai punti di raccolta ciascun pezzo d’arte fu identificato, fotografato, catalogato e conservato finché i proprietari non fossero stati individuati e l’oggetto non fosse fatto tornare in loro proprietà. Si accetta l’argomento di Price che tali azioni compiute dall’esercito degli Stati Uniti non costituiscano completamente un atto di illecita detenzione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">A questo punto, però, i fatti prendono una piega sfavorevole all’argomento di Price. Price ha allegato la deposizione di un cittadino tedesco che analizzava oggetti d’arte nel centro di raccolta centrale di Monaco nel quale i dipinti sono transitati. Basandosi su “certificati di proprietà”</span><a style="mso-endnote-id: edn6;" name="_ednref6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn6"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[vi]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> che le furono mostrati nel corso della deposizione, la depositaria testimoniò che gli acquarelli portavano il nome “Hoffman”, significando che Hoffman ne era il proprietario e che, a dispetto di questo fatto, le autorità militari degli Stati Uniti ordinarono la confisca</span><a style="mso-endnote-id: edn7;" name="_ednref7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn7"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[vii]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> e che gli acquerelli fossero trasferiti a Wiesbaden, punto da cui furono imbarcati per gli Stati Uniti. La deponente ha poi testimoniato che due dei dipinti furono “confiscati” in quanto “oggetti militari.”</span><a style="mso-endnote-id: edn8;" name="_ednref8" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn8"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[viii]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> Il certificato di uno degli acquarelli specificamente lo descrive come un “oggetto miliare nazista.”</span><a style="mso-endnote-id: edn9;" name="_ednref9" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn9"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ix]</span></span></span></span></a><span style="font-size: small;"> Si noti, questa testimonianza riflette che altri oggetti d’arte della collezione artistica di Hoffman &#8211; arte non di Adolf Hitler, ma similarmente etichettata come “Hoffman”, trovata con gli acquarelli di Hitler ed inviata dal punto centrale di raccolta in Monaco &#8211; fu restituita al figlio di Hoffman più o meno quando gli acquarelli venivano confiscati. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">La differenza di trattamento accordata ai vari oggetti d’arte della collezione Hoffman chiaramente mostra che la detenzione degli acquarelli, atto contrario agli interessi della famiglia Hoffman su quelli, è occorsa quando le autorità militari degli Stati Uniti ordinavano il trasferimento di quelli da Wiesbaden ed il loro invio negli Stati Uniti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Price sostiene che le stesse regole dell’esercito degli Stati Uniti sui conflitti, incluse nelle Leggi sul <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Land Warfare</em> e nel Diritto Internazionale, così come nella Convenzione dell’Aia sulle Leggi ed Usi della Guerra Terrestre, non autorizzassero gli Stati Uniti a tenersi gli acquarelli una volta entrati in loro possesso; per questo motivo, avrebbero dovuto tenerli &#8211; non conoscendo l’identità del proprietario &#8211; in una sorta di detenzione, o simili. Come conseguenza, Price sostiene che gli Stati Uniti non avrebbero potuto detenere gli acquarelli illecitamente fino al rifiuto della sua domanda degli anni ’80. Ne segue, come sostenuto, che l’atto di detenzione illecita è stato perpetrato negli Stati Uniti quando la sua pretesa restitutoria fu respinta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Si deve rigettare la conclusione che Price deriva dalle regole di guerra dell’Esercito e dalla Convenzione dell’Aia. Nonostante non si sia affrontata la questione dell’applicabilità di tale norme alla condotta dell’Esercito degli Stati Uniti in Germania durante la guerra e l’occupazione, la determinazione che il sequestro e l’invio degli acquarelli dalla Germania fosse un atto di illecita detenzione è rafforzata nella misura in cui tali regole potessero trovare applicazione così da non permettere il legittimo prelievo di quegli acquerelli. In altre parole, una confisca illecita degli acquarelli si presta solo a supportare la nostra conclusione che un atto chiaramente contrario all’interesse degli Hoffman è avvenuto in Germania. Tutto sommato, anche se fossimo d’accordo con Price che l’iniziale recupero degli acquarelli avesse creato una specie di detenzione &#8211; od almeno che non si fosse già compiuta in maniera illecita &#8211; da questo non deriva che gli Stati Uniti abbiano continuato a detenerli in una specie detentiva fino agli anni ’80, quando Price ne ha chiesto la restituzione. La prova addotta alla corte distrettuale porta solo alla conclusione che l’Esercito degli Stati Uniti ha detenuto in maniera illecita gli acquarelli quando li ha “confiscati” in Germania ed inviati negli Stati Uniti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Prima di abbandonare la questione degli acquarelli, è necessario affrontare l’errore nella decisione della corte distrettuale sul punto. La corte distrettuale ha concluso che una sorta di detenzione sia esistita in relazione agli acquarelli e che la domanda di Price non avesse rilievo finché il dovere di restituzione derivante dalla detenzione non fosse violato dagli Stati Uniti. Vedasi 707 F.Supp. at 1469-70. La conclusione in diritto della corte distrettuale sembra derivare in parte dal suo considerare <em style="mso-bidi-font-style: normal;">in blocco</em> i tre gruppi di proprietà oggetto di questo caso<em style="mso-bidi-font-style: normal;">. Id.</em><span style="mso-spacerun: yes;">  </span>Nonostante non si sia giunti ad esaminare se una detenzione sia esistita nell’archivio di Washington, gli atti sembrano contenere prova che così fosse. Quella prova, comunque, non può supportare la conclusione che gli acquarelli fossero tenuti in detenzione. La prova concernente gli acquarelli alla quale la corte distrettuale si riferisce direttamene è semplicemente insufficiente a concludere che una detenzione fosse esistita. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Id</em>. at 1476. La corte distrettuale sembra focalizzarsi quasi esclusivamente sulle azioni disposte nel 1945. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Id</em>. Significativamente, la corte distrettuale né menziona né dispone sul fatto cruciale che opere d’arte non hitleriane e possedute dagli Hoffman furono trattate in maniera differente negli anni dopo il 1945.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Il fatto che gli Hoffman non spesero il destino o la località degli acquarelli fino ai primi anni ’80 non modifica la natura delle azioni compiute dagli Stati Uniti in Germania dopo la guerra. Al contrario, la loro ignoranza supporta la questione sulla maturazione della domanda ai fini delle disposizioni limitative contenute nel 28 U.S.C. § 2401(b). Siccome la domanda sugli acquarelli deve essere rigettata sulla base dell’eccezione del “paese straniero”, non si affronta quest’ultimo problema.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Essendo stato ampiamente rivisto il giudizio sopra menzionato dalla corte distrettuale, si conclude che esso non è sufficiente a dimostrare la conclusione che l’illecita detenzione non fosse sorta in Germania. Come conseguenza, la domanda di Price ricade entro l’eccezione del § 2680(k) di “domanda derivante da un paese straniero”. La domanda, per questi motivi, non concerne una deroga all’immunità e, conseguentemente, la corte distrettuale non aveva giurisdizione per esaminare la domanda relativa agli acquarelli.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">B</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>E’ ora necessario esaminare l’archivio di Washington. Gli atti mostrano che l’archivio fu prodotto durante il processo di Norimberga con l’assistenza del sig. Hoffman e di suo figlio, e che gli Stati Uniti incaricarono Heinrich Hoffman Jr. di completare una storia pittorica della Germania. Il progetto fu, in ogni caso, reso conciso e gli archivi furono inviati negli Stati Uniti nei tempi del ponte aereo con Berlino. Il 25 giugno 1951 l’Avvocato Generale, promuovendo un’azione basata sul <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em> [Atto sul commercio con il Nemico], 50 U.S.C.App. § 1-33, investì se stesso di tutti i diritti sule fotografie ed immagini fotografiche “da, tenere, utilizzare, amministrare, liquidare, vendere o diversamente gestirle nell’interesse e per il beneficio degli Stati Uniti“ Vedasi il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Vesting Order</em> 17952, 16 Fed.Reg. 6162.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Questo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vesting order</em>, ne si è convinti, sposta la domanda di Price relativa all’archivio di Washington fuori dall’indagine sulla giurisdizione della corte distrettuale. Secondo il § 2680(e), le domande che “scaturiscono da un’azione od un’omissione di un impiegato del Governo nell’adempimento degli obblighi dell’[Atto sul Commercio col Nemico]“ sono escluse dalla rinuncia all’immunità sovrana. 28 U.S.C.App. § 2680(e) (1988). In una veloce ma ben ragionata opinione, la corte distrettuale ha sollevato questa eccezione per prevenire gli sforzi dell’attore atti ad utilizzare il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Claims Act</em> per evitare l’applicazione del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em>. Gubbins v. Stati Uniti, 192 F.2d (D.C.Cir.1951) (ove si rigettava una causa di diffamazione basata sul fatto che l’attore era stato iscritto, in conformità al <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em>, in una lista di soggetti cui erano vietate un certo tipo di transazioni); vedasi anche Schilling v. Rogers, 363 U.S.A. 666, 674-76, 80 S.Ct. 1288, 1294-95, 4 L.Ed.2d. 1478 (1960) (ove si stabiliva che le norme per una revisione giudiziale con riferimento alle norme del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em> fossero escluse da altri rimedi e si rigettava l’argomento secondo il quale la revisione giudiziale di azioni promosse secondo il suddetto atto fosse possibile anche attraverso l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Administrative Procedure Act</em>). Il ragionamento in Gubbins è applicabile anche nel caso presente e similmente si ritiene che la domanda di Price con riguardo all’archivio di Washington non rientri nel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Act</em> e sia interamente conoscibile attraverso il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Price tenta di evitare l’applicazione di quest’eccezione contestando la validità dello stesso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Vesting Order</em>. Il Collegio ritiene che questo non sia necessario, comunque, per considerare il merito della contestazione: è quindi chiaro che per il contenuto delle allegazioni avanzate sul merito della contestazione, avrebbe dovuto agire secondo il § 9 del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em>. Per di più, secondo i termini del § 33 dello stesso, i termini per sollevare quell’eccezione sono scaduti. “Nessuna domanda relativa al § 9 . . . può essere promossa . . . dopo due anni dalla data del sequestro o dell’attribuzione nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Alien Property Custodian</em>, secondo il caso, della proprietà o dell’interesse secondo i quali una misura è richiesta.” 50 U.S.C.App. § 33 (1988). Secondo questi termini, Price avrebbe dovuto istruire la domanda non più tardi del 25 giugno 1953. La sua causa non è stata istruita, in ogni caso, dopo più di trent’anni da quella data.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Price sostiene che, siccome gli Stati Uniti non hanno sollevato il § 33 come difesa positiva prima che il giudizio parziale sommario fosse deciso, quello non può essere sollevato ora per prevenire la sua domanda. Price è in errore. Il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Trading with the Enemy Act</em>, così come il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Federal Tort Claims Act</em>, costituisce una deroga all’immunità sulla sovranità degli Stati Uniti. La lettera stessa del § 33 stabilisce che “nessuna azione . . . può essere promossa” a meno che certe condizioni non siano soddisfatte. Si è sostenuto che il § 33 costituisca una limitazione a quella rinuncia all’immunità sovrana e che il diritto di promuovere un’azione per contestarla sia precluso a meno che l’azione non sia istituita entro i termini previsti dalla normativa. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Loomis, 274 F.2d at 518; vedasi anche Pass. McGrath, 192 F.2d at 415, 416 (D.C.Cir.1951), cert. denied, 342 U.S. 910, 72 S.Ct. 302, 96 L.Ed. 681 (1952). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Per il fatto che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nessuno</em> avrebbe potuto contestare il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vesting order</em> in questo caso, tale domanda non era più proponibile dal 25 giungo 1953, tre decadi sono interamente trascorse prima che tale allegazione domanda fosse introdotta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Come alternativa, Price urge la corte di riconoscere un’eccezione ragionevole all’immunità sovrana degli Stati Uniti ed ammettere un attacco collaterale al <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vesting order</em>. </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Price usa come analogia il caso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs v. Williams Packing and Navigation Co.,</em> 370 U.S. 1, 82 S.Ct. 1125, 8 L.Ed.2d 292 (1962). </span><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">In <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs</em> la Corte Suprema stabilì che un’ingiunzione può essere emessa contro l’accertamento o la raccolta delle tasse federali, nonostante esista una specifica proibizione contro tale tipo di ingiunzioni, se la valutazione o la raccolta non siano valide sotto qualsivoglia teoria. Price ne deduce che similmente il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vesting order</em> non sia valido e, come conseguenza, che la corte dovrebbe permettere la sua contestazione, nonostante il fatto che il § 33 <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ritiri</em> la sola base per la giurisdizione su una contestazione al <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vesting order</em>, e per questo revochi la limitata deroga degli Stati Uniti alla propria immunità sovrana. Price, in sostanza, legge la causa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enchs</em> così da permettere alla corte di dedurre una ragionevole limitazione all’immunità sovrana. Non si può essere d’accordo. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">In primis</em>, il precedente impedisce qualsiasi possibilità che la regola del caso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs</em> possa essere utilizzata con riguardo alla giurisdizione della presente controversia. Si è riconosciuto che l’applicazione del caso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs</em> richiede due condizioni: “(1) è chiaro che sotto alcuna circostanza il governo possa prevalere alla fine sulla merito della sua causa, e (2) <em style="mso-bidi-font-style: normal;">una ragionevole giurisdizione esista</em>.” <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Lange v. Phinney</em> 507, F.2d 1000, 1003 (5th Cir.1975) (corsivo aggiunto). E’ chiaro che la regola del caso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs</em> possa applicarsi quando la giurisdizione sia fondata: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enochs</em>, tuttavia, non può fornire una base alla giurisdizione quando questa non esiste. Più nello specifico, comunque, l’immunità sovrana degli Stati Uniti è definita dal “linguaggio che il sovrano usa nel cedere parte della sua immunità, e [dal fatto che] <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nessuna considerazione configgente di ragionevolezza possa essere discussa nel giudicare la questione</em>.” <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Loomis</em>, 274 F.2d at 518 (corsivo aggiunto). E’ chiaro, infine, che la corte distrettuale fosse priva di giurisdizione sulla domanda del sig. Price in relazione agli archivi di Washington.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">C</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Da ultimo, si analizza la domanda relativa all’archivio Carlisle. Questo è molto meno sostanzioso di quello di Washington &#8211; la corte distrettuale ha determinato che il suo valore di mercato nel 1983 fosse di 9.000 dollari, una piccola frazione percentuale rispetto all’archivio di Washington del 1983 il cui prezzo di mercato è di 2,695 milioni di dollari. Le prove sono considerevolmente meno sviluppate per questo archivio. Sembra, ad esempio, che gli Sati Uniti abbiano ricevuto queste fotografie in lotti separati nel 1981 e 1983, ma le prove non specificano quali fossero e quando furono inviate. Senza considerare queste incertezze, comunque, non si hanno dubbi che la domanda sull’archivio Carlisle debba essere rigettata. La giurisdizione della corte è condizionata al 28 U.S.C. Sec. 2675(a), il quale stabilisce che “un’azione non può essere promossa” a meno che l’attore non abbia promosso un’azione amministrativa ed abbia ottenuto un rigetto scritto oppure abbia atteso per sei mesi. 28 U.S.C. Sec. 2675(a) (1988). Un’azione che sia promossa prima della scadenza del termine di sei mesi relativo al silenzio-diniego, e per questo motivo non tempestiva, non può diventarlo per il fatto che il tale termine sia trascorso dopo al deposito di suddetta domanda. </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Vedasi McNeil v. United States</span></em><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">, &#8212; U.S. &#8212;-, &#8212;-, 113 S.Ct. 1980, 1983, 124 L.Ed.2d 21 (1993). Essendo questione di giurisdizione non può essere derogata. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Gregory</em>, 634 F.2d at 203-204.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Price ammette di non aver soddisfatto questo requisito. Ad ogni modo solleva due questioni al fine di derogare alla sezione 2675(a). Per prima cosa, sostiene, il diniego orale della sua domanda in relazione all’archivio in parola ad opera dell’Avvocato Generale degli Stati Uniti soddisfa la sezione 2675(a). In secondo luogo, sostiene, il governo non avrebbe potuto sollevare la sua inadempienza con questo requisito in quanto egli seguiva la loro disposizione. Nessuno di questi argomenti è persuasivo perché le parole della norma sono chiaramente diverse: la sezione 2675(a) richiede, inequivocamente,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>che “la domanda debba essere definitivamente rigettata per iscritto dall’agenzia e notificata a mezzo raccomandata.” Questa è “chiaramente una prescrizione inderogabile” <em style="mso-bidi-font-style: normal;">McNeil</em>, &#8212; U.S. at &#8212;-, 113 S.Ct. at 1984, e non può riscontrarsi una deroga all’immunità sovrana dove, come qui, l’attore ha proposto una domanda contro gli Stati Uniti senza rispettare questi termini.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">III</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Al termine, per le ragioni stabilite sopra, la corte distrettuale non aveva giurisdizione sulla causa. Gli Stati Uniti possono disporre degli oggetti sequestrati durante l’occupazione degli alleati in Germania come ritengono adeguato; e così hanno fatto. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Vedasi</em> l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Act</em> del 17 marzo 1982, Pub.L. No. 97-155, 96 Stat. 14 (che autorizza il Segretario dell’Esercito a trasferire titolo e custodia di certi oggetti d’arte sequestrati al governo tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale). Senza giurisdizione le corti federali sono comunque sprovviste di poteri tali da ordinare il pagamento di danni in relazione alla decisione relativa ai menzionati acquarelli ed archivi fotografici. Si deve pertanto CASSARE il giudizio della corte distrettuale e RINVIARE per un ordine di rigetto. Le domande del sig. Price con riferimento agli acquarelli ed all’archivio di Whashington devono essere rigettati e l’attore non potrà promuovere nuova domanda. La domanda relativa all’archivio Carlisle, comunque, è rigettata senza che ciò rechi pregiudizio ad un’eventuale separata azione pendente davanti alla corte distrettuale. Non si esprimono posizioni su alcuno degli aspetti di quella causa, inclusi gli argomenti sollevati in appello e non posti a questa corte. Da ultimo, con riguardo alla determinazione relativa alla mancata giurisdizione della corte distrettuale, si RIGETTA il contro-appello del sig. Price sulla misura dei danni liquidati dalla corte stessa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>CASSATA E RIMESSA in giudizio con istruzione di rigetto;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: justify;"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">Contro-appello RIGETTATO.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 200%; text-align: center;" align="center"><span style="font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="font-size: small;">[<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Omissis</em>]</span></span></p>
<div style="mso-element: endnote-list;">
<span style="font-size: small;"><br />
<hr size="1" /></span></p>
<div id="edn1" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_edn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[i]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Giudice del settimo distretto, nominato per designazione.</span></p>
</div>
<div id="edn2" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_edn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ii]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Copie degli acquarelli è allegata come prova</span></p>
</div>
<div id="edn3" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_edn3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iii]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Nel 1983 e 1984 il sig. Price ha pubblicato in tedesco ed in inglese edizioni di un catalogo dei dipinti e schizzi di Hitler. Detto catalogo raffigura i dipinti oggetto della presente causa. </span><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ansi-language: EN-GB;" lang="EN-GB">Vedasi Billy F. Price, Adolf Hitler: The Unknown Artist (England ed. 1984).</span></p>
</div>
<div id="edn4" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn4;" name="_edn4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref4"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iv]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Per “Price” si intendono anche gli eredi di Hoffman i quali intervennero nel giudizio in qualità di attori. La corte ha rigettato le loro domande in quanto irrilevanti ai fini della decisione.</span></p>
</div>
<div id="edn5" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn5;" name="_edn5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref5"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[v]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Il fatto che la Germania fosse occupata, od anche se il diritto tedesco sia applicabile, non ha effetti per l’applicazione del § 2680(k). La Corte Suprema ha definito il termine “stato” come “una regione od una porzione di territorio.” Vedi Smith v. United States, &#8212; U.S. &#8211; &#8212;, &#8212;-, 114 S.Ct. 1178, 1181-83, 122 Led.2d 585 81993) (sostenendo che la questione, essendo cominciata in Antartide, che non ha né un’organizzazione governativa né un corpus di leggi, dovesse cadere sotto il § 2680(k)).</span></p>
</div>
<div id="edn6" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn6;" name="_edn6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref6"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[vi]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Il punto di raccolta centrale di Monaco conservò una “Property Card Art” per ciascun pezzo d’arte che fosse transitato presso il centro, contenente informazioni sul pezzo e sulla gestione dello stesso fino alla sua collocazione definitiva.</span></p>
</div>
<div id="edn7" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn7;" name="_edn7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref7"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[vii]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> La deponente ha utilizzato i termini ”confiscato” o “confisca” svariate volte durante la testimonianza.</span></p>
</div>
<div id="edn8" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn8;" name="_edn8" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref8"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[viii]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> Per esempio:</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Domanda 87m: Perché questo dipinto fu trasferito dal “Punto di Raccola Wiesbaden” al Punto di raccolta di Monaco?</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Risposta: Perché fu identificato come oggetto militare ed è stato confiscato.</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Domanda 87n: Nell’altro lato di questo Certificato, c’è un’annotazione [sic] “29.6.50 a Washington, D. C.” Qual è stato il motivo di questa annotazione fatta sul “Certificato di Proprietà d’Arte” e che significa?</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> </span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.4pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;">Risposta: Significa che le autorità Americane hanno dato ordine al Punto di Raccolta di Wiesbaden. Sì, di trasferire questo dipinto confiscato come “oggetto militare” a Washington, D. C.</span></p>
</div>
<div id="edn9" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn9;" name="_edn9" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref9"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ix]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;"> La corte distrettuale sembra aver ignorato questa prova quando ha stabilito che gli acquarelli non furono “mai portati via dalla Germania nel processo di de-Nazificazione.” 707 F.Supp. at 1471. Ha così bocciato la possibilità che gli acquarelli “potessero essere un elemento di ripresa per una possibile reviviscenza del Nazismo” Id. at 1470-71. La loro caratterizzazione, comunque, non è oggetto di questa causa. </span></p>
</div>
</div>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> <strong>APPENDICE 1</strong>:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Calibri;">Visualizza <a href="http://www.flickr.com/photos/27615928@N08/sets/72157611773398071/show/with/3147200118/"><strong>I quadri di Hitler</strong></a></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "><strong>APPENDICE 2:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: ">Visualizza <span style="font-size: 14pt; line-height: 115%;"><span style="font-family: Calibri;"><a href="http://www.flickr.com/photos/27615928@N08/sets/72157611820310866/show/"><strong>Hitler in seinen Bergen &#8211; di H. Hoffmann</strong></a></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: center;"> </p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 16pt; font-family: "> </span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Fallacia dell’immacolata concezione.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   8 . 12 . Genova .     Stefano si stava ancora radendo, ineffabilis deus, quando il mio fischio cupo sotto la finestra aperta di casa, ha richiamato la mia presenza – epifania della lametta che trema leggermente, accanto al labbro. Questo Lunedì immacolato, dove i negozi sono chiusi ed i bambini corrono il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.arsenalofhypocrisy.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/hitler_in_paris.jpg" alt="" width="273" height="363" /> 8 . 12 . Genova . </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Stefano si stava ancora radendo, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ineffabilis deus</em>, quando il mio fischio cupo sotto la finestra aperta di casa, ha richiamato la mia presenza – epifania della lametta che trema leggermente, accanto al labbro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Questo Lunedì immacolato, dove i negozi sono chiusi ed i bambini corrono il loro triciclo sulla piazzetta di Castelletto, io e Stefano, fumando sopra il concetto di amore <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pieno di grazia</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Cattiva è questa via che scende verso l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ascensore</em> scelta prima della creazione, per portare Caproni in paradiso. Stefano e la sua teodicea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Io che ho in tasca due occhi piemontesi ed una piuma d’angelo. Sindrome della <em style="mso-bidi-font-style: normal;">casa in collina</em>, gli amici di Roma, ricordi. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il piano degli dei è al telefono. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Dentro una macchina parcheggiata davanti ad un albero enorme, due poeti parlano delle loro ipocondriache malattie. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Hitler sorride a Parigi vuota, all’alba: che serva a tutti da lezione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Volevi una mia fotografia, e adesso hai un paio di occhiali e Genova dall&#8217;alto: io ti avrei insegnato questa misera città, con l&#8217;anima di chi la subisce, così intensamente, da sentirla come nessuno, come sua. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Io che passeggio con più forza, muovendo con crudeltà i capelli biondi ed il cappotto blu; che mi affaccio alla ringhiera, dove ho ballato con mia madre, amore mio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ecco, una ragazza è in piedi su un cancello, lo scavalca sorridendo, mentre la banalità del male l’aspetta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ti fissano i miei occhi azzurri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                                                                      ***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ed un uomo, il più malato di tutti, con i suoi occhiali e lo sguardo da burocrate senz’anima, metterà una bomba dentro un giardino verde che finge di fotografare, e farà esplodere il mondo, lo distruggerà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                                                                       *** </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Annotando la Primavera hitleriana di E. Montale.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 21:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il passato non appartiene ad altri. È stato un cenno, dolcissimo, in una lettera che mi è arrivata, a farmi ricordare questa poesia, che già avevo amato nei giochi del ginnasio. Ri-leggendola, stasera, nuovi significati si creano e si fondono nella luce che un girasole, che ho perduto, mi ricorda d’avermi un tempo dato.    [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: left;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/girasole.jpg"><img class="size-medium wp-image-243 alignleft" style="float: left;" title="girasole" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/girasole.jpg" alt="" width="283" height="353" /></a>Il passato non appartiene ad altri. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">È stato un cenno, dolcissimo, in una lettera che mi è arrivata, a farmi ricordare questa poesia, che già avevo amato nei giochi del ginnasio. Ri-leggendola, stasera, nuovi significati si creano e si fondono nella luce che un girasole, che ho perduto, mi ricorda d’avermi un tempo dato. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Clizia segreta, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mia</em> incomprensione <em style="mso-bidi-font-style: normal;">reciproca</em> e mio nuovo amore, scissione nella pioggia che batte stanotte, di fronte ai quadri <em style="mso-bidi-font-style: normal;">diffusi</em> di Fontana. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Vivo per te, con il mio scabro ma essenziale <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ricordo</em>, che vola nella nostra storia: mi sono anche io calato nel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">male</em>, tra le <em style="mso-bidi-font-style: normal;">falene impazzite</em>, nel dramma delle situazioni <em style="mso-bidi-font-style: normal;">irrisolte</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Tu, che m’accompagnavi in quelle giornate calde sulla spiaggia di Quarto, a guardare un mare machiavellico: nella mia testa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">passava a volo un messo infernale</em>, mentre, come fossero ormai tante stagioni fa, un disco suonava inglese <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Pensiero d’amore</em>. Eravamo giovani, vero? …<em style="mso-bidi-font-style: normal;">chi scordarti non sa</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Pioggia bianca di questa mia città, che, stanotte, si è inchiodata al tuo nuovo fidanzato, l’ acqua che, stanotte, batte sul mio tetto, e <em style="mso-bidi-font-style: normal;">più nessuno è incolpevole</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Tu, trasformata in girasole, ora che ti levi al sole mi ami ancora? &#8211; <em><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">vertitur ad solem mutataque servat amorem.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Piango il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">lungo addio</em>, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">con le nuove lettere che non ti ho mai spedito. Perché, anche qui, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">non raggela in morte</em> <em style="mso-bidi-font-style: normal;">questa</em> mia <em style="mso-bidi-font-style: normal;">morte</em>? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Mario, mio amico lontano da questa calda Firenze del ’38, che ricordo così bene, un circolo puro: perché non mi hai avvertito in tempo?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Ho davvero saputo distruggermi in <em style="mso-bidi-font-style: normal;">lui</em>, nel raccapriccio. Ora rincasi, da una passeggiata che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ti è piaciuta tanto</em>, e ai miei <em style="mso-bidi-font-style: normal;">rintocchi</em> (che davvero <em style="mso-bidi-font-style: normal;">salutano i mostri della sera</em>) risponde, dopo ore, un solo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">buoni amici</em>. Ma in me, illuso, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">si confondono già col suono che slegato dal cielo, scende, vince. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Illuso dentro le lettere decaffeinate, dentro i regali per il Natale, dentro i libri nascosti nei cassetti. Illuso nel duplice senso di quel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">bianco</em> rumore, che ci lega insieme. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Tutto per nulla, dunque?</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Tu, mia donna-girasole, hai già salvato quest’uomo dalla storia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Tu, Clizia, che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il non mutato amor mutata serbi</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Redimi l’ Apollo che non ti ha compreso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Sei l’unico mio miracolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">***</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Equilibrio o egemonia. Considerazioni sopra un problema fondamentale della storia politica moderna</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 17:23:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ACQUISTA AUTORE: LUDWIG DEHIO TITOLO ORIGINALE: GLEICHGEWICHT ODER HEGEMONIE, 1948 EDITORE: IL MULINO, BOLOGNA, 1988, EURO 18,59     Non si può capire il testo di Dehio senza tener conto del fatto che il suo sguardo nella storia del mondo è in primo luogo, prima che una ricerca storica o politica, un tentativo di porre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/10/dehio.jpg"><img class="size-medium wp-image-218 aligncenter" title="dehio" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/10/dehio-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/equilibrio-egemonia-considerazioni-problema-fondamentale/libro/9788815019684">ACQUISTA</a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">AUTORE: LUDWIG DEHIO</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">TITOLO ORIGINALE: GLEICHGEWICHT ODER HEGEMONIE, 1948 </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">EDITORE: IL MULINO, BOLOGNA, 1988, EURO 18,59</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Non si può capire il testo di Dehio senza tener conto del fatto che il suo sguardo nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">storia del mondo</em> è in primo luogo, prima che una ricerca storica o politica, un tentativo di porre una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">posizione di senso</em>, una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">filosofia della storia</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">È vero che l’unico richiamo dottrinale di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Equilibrio o egemonia</em> è all’opera di Leopold von Ranke, opera di storico, come fissazione del concetto di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">sistema degli Stati</em> e del piano politico internazionale come struttura del piano politico interno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma in questo rapporto esterno-interno si cela un movimento dello spirito, un più profondo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">senso di filosofia della storia</em>. Il libro di Dehio, come avrò modo di approfondire, certamente ha una tessitura che risponde e si specchia a molti motivi tanto weberiani che schmittiani. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">E allo Schmitt del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em> si avvicina ancora, nell’esigenza di costruire una filosofia della storia, prima che una mera analisi giuridica<a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftnref1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">[1]</span></span></span></span></a>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma da quello stesso Schmitt, si allontana, proprio nella costruzione del senso profondo della storia. <span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Quando Carl Schmitt scrisse <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Terra e Mare</em>, non credo avesse in mente Hegel se non per quel richiamo, esplicitato soltanto nella nota del 1981, al paragrafo 247 della sua <em style="mso-bidi-font-style: normal;">filosofia del diritto</em>:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“Come per il principio della vita famigliare è condizione la terra, base e terreno stabile, così per l’industria l’elemento naturale che l’anima verso l’esterno è il mare”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">storia del mondo</em> schmittiana, infatti, nessun’anima, nessun eroe, nessuna astuzia della ragione: nella filosofia della storia di Schmitt che in quelle pagine si scopre, è il cristiano <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Katechon</em> che viene sotteso nei passaggi di egemonia ed equilibrio, e non la razionalità hegeliana in forma di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">panlogismo</em>, la nottola di Minerva che si leva al crepuscolo, quando la realtà è già bell’e fatta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">La lotta delle potenze di terra e mare, viene così tagliata in senso trasversale da colui <em style="mso-bidi-font-style: normal;">qui tenet</em>, da un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">potere frenante</em>, che ritarda, che nega, in questo senso, il fine hegeliano della storia<a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftnref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">[2]</span></span></span></span></a>.<span style="mso-spacerun: yes;">    </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">In Dehio, invece, la struttura hegeliana è evidente. Pur convertendosi al cattolicesimo, Dehio non ha rinunciato al senso di una filosofia della storia costruita sugli individui come <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mezzi</em> della storia e sull’idea che a tessere il movimento di equilibri ed egemonie sia un’Astuzia della ragione (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">List der Vernunft</em>).<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Sono le <em style="mso-bidi-font-style: normal;">anime del mondo</em> che, forse in trono forse in catene, muovono e sono al contempo mosse dalle astuzie di una ragione che si costruisce nell’eterna opposizione tra la terra ed il mare, tra il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">principio continentale ed il principio insulare</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Così come per Hegel, anche per Dehio <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il genio dell’Europa s’incarna in una persona</em> (p. 87): là era Napoleone a cavallo<a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftnref3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">[3]</span></span></span></span></a>, qui Guglielmo d’Orange, che “aveva saputo sorpassare l’egoismo di uno stato singolo e progettava e agiva per tutti gli stati”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma Dehio, e qui sta la grandezza di quest’opera, sa più dello stesso Hegel come le anime del mondo non siano che inscritte davvero nelle astuzie della ragione: equilibrio ed egemonia non sono allora che i movimenti del cd. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">sistema degli Stati</em> (lo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em> di Schmitt), costruito, a partire dalla scoperta dei nuovi spazi e dalla fine dell’unità della <em style="mso-bidi-font-style: normal;">res publica christiana</em> medievale, sul rapporto terra-mare. I motivi schmittiani sono evidenti: analoga la corrispondenza perfetta tra spazio e tecnica, tra unità e frammentazione politica. Schmitt stesso potrebbe essere l’autore di quel</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“Espansione oltremarina e sistema degli stati nati nello stesso tempo, e il medesimo impulso vitale spezzò i confini dell’Occidente al pari che la sua unità” (p. 64).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma, a costo di mangiare il mio stesso maestro, il testo di Dehio ha per certi versi maggior profondità di quello schmittiano: nella tensione tra equilibrio ed egemonia non soltanto la prosa tocca alcune vette stilistiche assenti in Terra e Mare (mi riferisco alle pagine su Filippo II, tra tutte), ma è lo stesso <em style="mso-bidi-font-style: normal;">senso storico</em> che viene più accuratamente definito. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Penso così, in primo luogo, al perfetto momento in cui l’egemonia di Filippo II si rompe nel mare inglese, con la distruzione dell’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">armada</em>. Schmitt e Dehio convergono fino ad un punto in cui non si distinguono più<a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftnref4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">[4]</span></span></span></span></a>: poi Dehio, improvvisamente, sale in volo sia nella prosa che nella capacità di dar senso filosofico-storico allo schema schmittiano:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Afflavit et dissipati sunt: è il soffio d’oltremare che ha disperso l’ Armada. Sono gli spazi inseriti recentemente nel gioco, gli spazi oceanici questa volta, quelli che nel punto culminante della lotta egemonica agirono come contrappeso decisivo – non ancora direttamente, ma già indirettamente, in quanto sollevarono a importanza mondiale l’Inghilterra e l’Olanda, le potenze marinare, la forma di vita insulare</em>” (p. 69). <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Questo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">salto verso una maggior profondità di senso</em> rispetto a Schmitt è a mio avviso evidente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">La storia del mondo di Schmitt (in <em style="mso-bidi-font-style: normal;">terra e mare</em>, ed in parte anche nel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nomos della terra</em>) si svolge su un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">sentiero interrotto</em>: la prospettiva teologica (il katechon) resta nascosta, e non è introdotta come ciò che regge il movimento di terra e mare. Schmitt, in altre parole, non è ancora disposto a tracciare una filosofia cristiana della storia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Gli elementi di terra e mare sembra perciò si muovano, in definitiva, sul vuoto (ossia sulla negazione di una filosofia della storia). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Tale vuoto verrà sostituito, nelle opere successive, dal concetto di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nomos</em>, come la divisione che dà diritto, ed in questo senso è al principio del sistema degli Stati. Ma il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nomos</em>, in quanto concetto giuridico, non fonda una filosofia della storia. Fonda una storia giuridica: terra e mare diventano concetti giuridici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">In Dehio, invece, terra e mare non sono concetti giuridici, ma sono i movimenti strutturali dell’Astuzia della Ragione. Essi hanno così una portata esistenziale e trascendentale. In questo sta, a mio avviso, la sua forza espressiva e, nel contempo, la sua debolezza (ossia la fallacia deterministica e panlogistica). In altri termini: la profondità di Dehio paga il prezzo della sua debolezza teorica (l’errore metodico). In questo Schmitt è certamente un pensatore infinitamente più grande di Dehio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Così, anche quando le prospettive di Schmitt e Dehio sembrano convergere, non deve trascurarsi la differenza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Lo stesso episodio centrale nella storia mondiale, ossia il passaggio dell’Inghilterra a un’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">esistenza puramente marittima</em>, in Schmitt assume un ruolo davvero centrale solo a patto di filtrare le suggestioni esistenziali nelle reti giuridiche della costruzione del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mare liberum</em>, mentre in Dehio è centrale in un senso diverso, non giuridico, ma filosofico: l’Inghilterra crea il sistema degli Stati, ponendo l’opposizione terra-mare, ma questa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">è creazione del movimento e del senso storico, e non soltanto dell’ordine giuridico</em> (il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em>). <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">È l’Inghilterra, e poi saranno gli Stati Uniti, a incarnare lo Spirito del mondo: a differenza che in Schmitt, per Dehio gli inglesi non rappresentano il mare in quanto mera contrapposizione dialettica alla terra, ma rappresentano la stessa opposizione e lo stesso senso di quell’opposizione. Per questo l’Inghilterra non è una faccia della medaglia terra-mare, ma un Giano bifronte:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Tenendo rivolta al continente una faccia della sua testa di Giano, per regolare la bilancia dell’equilibrio, e rivolta ai mari l’altra faccia per rafforzare il suo predominio oceanico</em>” (p. 119)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Solo così la storia del mondo diventa storia dei tentativi egemonici degli Stati continentali, sempre fermati in un nuovo equilibrio dall’incomprensione del mare, dell’esistenza oceanica inglese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Così, ad esempio, Luigi XIV rovina nel 1692 a La Hogue, perchè:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">nel calcolo francese si celava una frattura che si ripercuoteva fatalmente fin nei particolari. L’anima della Francia continentale e quella della Francia oceanica non si fondevano. Luigi in fondo non ha mai compreso il mare</em>” (pp. 88-89). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Allo stesso modo Federico di Prussia, nel suo patto di neutralità con gli inglesi (1756) e nella guerra dei Sette anni, per il quale:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">forse si può anche dire che egli, da continentale, assolutizzava l’antica opposizione continentale della Francia contro l’Austria e non aveva la piena sensazione di quello che era il tema preminente della politica francese d’allora: l’inasprita rivalità con l’Inghilterra. Poiché questo è manifesto: «le cose del mare gli sfuggivano»; gli sfuggì l’enorme importanza della lotta oltremarina delle due potenze atlantiche. Gli americani del nord festeggiavano le sue vittorie come se egli fosse uno di loro, e Pitt dichiarò di avere conquistato il Canada in Germania. Ma Federico, che tanto aveva contribuito a tale conquista, sapeva valutarne il suo peso? Forse non più del suo Voltaire che scherniva il Canada come un paio di poveri iugeri di neve</em>” (p. 117).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">L’intreccio tra eroi del mondo che incrociano le astuzie della ragione raggiunge le sue vette di profondità con il tentativo egemonico di Napoleone. Nelle pagine dedicate allo scontro anglo-francese, viene alla luce ancor di più l’idea hegeliana del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">condottiero come veggente</em>, ossia di colui che sa quale sarà il prossimo movimento dello spirito e lo asseconda, lo segue fino a compierlo. Fino, nel contempo, ad esser mosso anziché muovere: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Poiché ad una natura come quella del Bonaparte come poteva venire in mente di fermarsi a mezza strada? La signoria del mondo racchiude in sé una tentazione d’ una particolare violenza (…) così il destino proseguì il suo corso</em>” (pp. 153-155).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma anche qui il movimento della storia è quello del mare, dell’elemento inglese. Napoleone fallisce anche lui, poiché non è in grado, da “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">occidentale continentale</em>” (p. 164) di comprendere l’oceano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Le tappe della sua avanzata e quelle della sua disfatta sono scandite proprio dall’impossibilità ad afferrare il senso profondo della sistema degli stati, ossia <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il senso del mare</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Così, nonostante l’invasione dei Paesi Bassi, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">La Francia non era in grado di utilizzare le basi navali conquistate giacchè le mancava una flotta da guerra efficiente (…). La Francia restò per anni nell’impossibilità di combattere il suo principale nemico nel suo elemento</em>”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Abukir (1798) e Trafalgar (1805) segnano le umiliazioni per mare del tentativo egemonico continentale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">La lotta tra Francia e Inghilterra diventa così, con Napoleone, “lotta del principio insulare col continentale” ad una intensità mai vista prima. Qui Dehio richiama simmetricamente la situazione tedesca nel 1940: non è un mero parallelismo, ma è l’invito a cogliere il senso profondo della guerra di Hitler, sulla quale, nonostante il capitolo finale del suo libro sia a ciò intitolato, decide di non dedicare altra riflessione, se non appunto la seguente –parlando di Napoleone e del momento in cui raggiunse l’egemonia nel continente:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Non diversamente anche alla Germania rivoluzionaria negli anni 1938-1940, cadevano in grembo tutti gli aurei frutti lungamente bramati, cui avevano rivolto lo sguardo le passate generazioni; mancava in entrambi i casi una cosa sola: la pace con l’Inghilterra”.</em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Napoleone e Hitler sono forse gli unici due spiriti del mondo che, pur nel fallimento, hanno intuito il senso dell’isola inglese, senza saperlo risolvere, senza riuscire a combatterlo. La descrizione dei progetti napoleonici di sbarco nel 1804 a Boulogne pare una descrizione dell’Operazione Leone Marino (lo stesso Dehio annota: “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Non è come se si parlasse dell’estate del 1940?</em>”, p. 155).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Allo stesso modo di quella di Hitler, l’avanzata della Francia napoleonica sul continente (1805: vittoria di Austerliz; 1806: battaglia di Jena; 1807: pace di Tilsit), è già dal principio destinata al fallimento, senza l’alleanza con l’elemento del mare:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Napoleone ormai percorse rapidamente, passando per Jena e per Austerliz, fino alla pace di Tilsit, una nuova cruenta carriera vittoriosa, più brillante della precedente eppure non compensatrice di quell’azione che a Boulogne non si era avverata: « Senza pace con l’Inghilterra tutte le altre conclusioni di pace non sono che tregue», disse una volta lo stesso imperatore</em>” (p. 156-157).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Le medesime parole le avrebbe pronunciate anche Adolf Hitler. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Dopo il tentativo egemonico di Napoleone, la narrazione di Dehio, per quanto concerne le politiche del Continente, si rende più astratta: la prima e la seconda guerra mondiale, ossia i tentativi tedeschi, vengono dipinti con sfumature più letterarie che storico-filosofiche. Perché?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Il motivo, a mio avviso, è nella sua filosofia della storia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">L’astuzia della Ragione, che per Dehio –lo ricordo- non è tanto rappresentata dalla dialettica terra-mare ma dal <em style="mso-bidi-font-style: normal;">senso storico </em>del mare, dal <em style="mso-bidi-font-style: normal;">senso storico dell’elemento oceanico</em>, cambia il gioco: con l’ascesa degli Stati Uniti d’America, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>il cd. sistema degli stati (il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em>) cessa di essere non soltanto teatro giuridico (come in Schmitt), ma cessa di essere il Regno, lo spazio dove lo Spirito si realizza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Ora la libertà, che è rappresenta l’ultima tappa delle incarnazioni della Ragione nella storia, non sta più nel mare inglese che tiene in equilibrio le spinte egemoniche dell’Europa, ma risiede nello spazio <em style="mso-bidi-font-style: normal;">chiuso</em> oceanico <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>consolidatosi a partire dalla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dottrina Monroe</em>: l’unità del mondo, che Dehio quando scrive il testo non vede ancora (poiché è in atto ancora lo spazio della guerra fredda), coincide, nella sua filosofia, con il regno della libertà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">L’America è il nuovo spazio insulare, che ha distrutto il gioco di equilibrio ed egemonia. Con essa:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Quella sentenza che spazi nuovi inseriti nel gioco mantengono in equilibrio il sistema come contrappesi ad ogni tendenza egemonica svela il suo punto debole. Il vecchio occidente deve pagare la sua libertà con l’incipiente esodo della sua potenza</em>” (p. 119-120). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Con gli Stati Uniti, l’astuzia della ragione ha virato il movimento storico: dall’Europa (ossia dalla dialettica egemonia-equilibrio) alla nuova isola, la quale potrà garantire e inaugurare un nuovo spazio di pace e libertà. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Essa conserva il senso esistenziale del mare inglese, poiché è figlia dell’Inghilterra, delle sue migrazioni, del suo spirito di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">civilizzazione<a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftnref5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">[5]</span></strong></span></span></span></a></em>, ma, in una sorta di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Aufhebung</em>, ne costituisce appunto il superamento: l’idea, lo Spirito, il senso della storia, ritorna in sé. È esattamente questo il passaggio dall’opposizione terra-mare all’unità del mondo: è il passaggio dalla spirale tetica-antitetica (dove il movimento è dialettico) alla sintesi, ossia al momento in cui l’idea ritorna in se stessa, presso di sé.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">È in tal senso che vanno lette le sue considerazioni conclusive:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">La fine delle guerre napoleoniche aveva trascinato già molto più in basso il vinto, e la fine della guerra mondiale più che mai. Ma nel 1945 si verificò un caso estremo: chi perse, perse la sua esistenza politica e mise a repentaglio la sua esistenza fisica. E non è tutto. Se ci poniamo la domanda se il vecchio continente in genere potrà ancora una volta generare dal proprio seno una nuova lotta egemonica, non possiamo rispondere affermativamente. Oggi pare a noi che il gran gioco che nell’età moderna ha tenuto in moto l’Europa e alla fine il mondo, sia terminato</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Questo “gran gioco” non è rimpianto da Dehio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Dehio scrive il suo testo immediatamente dopo il 1945, in coincidenza con il suo avvicinamento alle posizioni di Meinecke e con il cattolicesimo: la sua meditazione perde così il tratto schmittiano del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">senso della distruzione, </em>per ispirarsi ai sentimenti antinazionalistici, cosmopoliti e antitotalitari e ad un liberalismo anglosassone. Dehio, così, finisce per condividere la distruzione dell’equilibrio europeo per l’affermazione e lo sviluppo di una nuova libertà del mondo, quella della civilizzazione americana. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Schmitt, al contrario, rimpianse quel “gran gioco”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Per Schmitt il gran gioco, il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em>, si distrugge in un’unità mondiale che porta guerra e rovine. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: ">Per questo egli ne viveva la fine, come scrisse, in quanto <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ultimo rappresentante</em>, ne viveva la fine così <em style="mso-bidi-font-style: normal;">come Benito Cereno visse il viaggio della nave pirata</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<div style="mso-element: footnote-list;">
<hr size="1" />
<div id="ftn1" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[1]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Valga questo splendido passo di C. SCHMITT, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Tre possibilità di un’ immagine cristiana della storia</em> (1950), in ID., <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Un giurista davanti a se stesso</em>, Vicenza, Neri Pozza, 2005, p 249: “Ogni tentativo di auto comprensione non può essere oggi in ultima istanza che un tentativo di situarsi in una prospettiva storico-filosofica oppure di delocalizzarsi nell’utopia. Ogni uomo che formula piani e cerca di trascinare le masse dietro i suoi piani produce una qualche forma di filosofia della storia. Egli accetta come un dato di fatto i mezzi di distruzione che la scienza della natura moderna mette nelle mani dei potenti. Ma il problema di decidere contro quali uomini questi mezzi potranno essere ragionevolmente utilizzati non riguarda ovviamente la scienza della natura. Non è più nemmeno da tempo una questione morale o giuridica. Oggi essa non può essere posta né trovare soluzione se non in una prospettiva di filosofia della storia”. </span></p>
</div>
<div id="ftn2" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Il fine della storia del mondo, in Hegel, è infatti <em style="mso-bidi-font-style: normal;">progresso, movimento dialettico verso la libertà</em>: è lo Spirito che giunge a sapere di ciò che esso è veramente, e oggettivi questo sapere, lo realizzi facendone un mondo esistente.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>In Hegel la storia del mondo (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Weltgeschichte</em>) è movimento dello Spirito, è “svolgimento dell’idea universale dello spirito” (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Enc</em>., par. 536). In Schmitt è esattamente il contrario: la storia è sguardo indietro, e non avanti. È lo sguardo di Cristo che “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">guarda indietro verso eventi compiuti e vi trova una ragione interna e un nucleo simbolico, nell’attiva contemplazione dei quali il senso oscuro della nostra storia continua a svilupparsi</em>” (C. SCHMITT, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Tre possibilità di un’ immagine cristiana della storia, cit., </em>p. 253).<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
</div>
<div id="ftn3" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftn3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Ricordo la lettera in cui Hegel descriveva l’entrata a Jena di Napoleone (13 ottobre 1806): “Ho visto l’imperatore – <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quest’anima del mondo</em> – cavalcare attraverso la città per andare in ricognizione: è davvero un sentimento meraviglioso la vista di un tale individuo che, concentrato qui in un punto, seduto su di un cavallo, abbraccia il mondo e lo domina”. </span></p>
</div>
<div id="ftn4" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftn4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Identiche sono infatti le ragioni addotte a sostegno della sconfitta spagnola. In DEHIO si legge, a proposito dell’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">armada</em> spagnola, che “questi equipaggi erano, per così dire, un pezzo di terraferma in alto mare, corpi estranei a bordo” (p. 68). In C. SCHMITT, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Terra e Mare</em>, Milano, Adelphi, 2006, p. 28, con una descrizione che vale, come si vede alla pagina seguente, anche per lo scontro del 1588, “La battaglia navale è sempre un corpo a corpo. (…) Nella battaglia di Milazzo i romani furono i primi ad andare all’arrembaggio gettando tavole di legno verso l’esterno, e creando in tal modo un ponte attraverso il quale poterono salire sulla nave nemica. La battaglia marittima si trasformò così in una battaglia terrestre condotta su navi”. </span></p>
</div>
<div id="ftn5" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftn5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: "> DEHIO riprende l’idea weberiana (e presente anche nella nozione che di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">tecnica</em> fa Schmitt) del processo di civilizzazione come <em style="mso-bidi-font-style: normal;">disincantamento del mondo</em>, il quale costituisce il tratto distintivo della modernità. Così per Dehio “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">L’avanzare della civilizzazione entro l’economia generale della vita è in se stesso un fenomeno costante dei secoli moderni. È l’espressione più evidente di quel processo storico lento, molteplice e pur tuttavia obbediente ad una direttiva unica: il passaggio dal superamento ascetico del mondo nel medioevo al potente assoggettamento del mondo nella nostra recentissima età; dalla negazione dell’al di qua alla sua affermazione; da un senso pessimistico della vita ad uno ottimistico; da una relativa staticità alla più alta dinamica</em>” (p. 130)</span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">***</span></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Auschwitz, o la banalità della filosofia.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 21:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[“E io, l’intellettuale europeo, che sarà mai di me?” (Paul Valery)   UN BREVE SCRITTO POLEMICO (DEDICATO &#8220;AI GIURISTI E AI GENERALI&#8221;)  QUESTE POCHE RIGHE MAL SI CONCILIANO CON LA PROFONDITA&#8217; DEL PENSIERO IVI CONTENUTO. SOLTANTO RICOSTRUENDO I NESSI NON ESPRESSI E&#8217; POSSIBILE COGLIERE LA STRUTTURA DELLA POLEMICA.      Nessuna disciplina scientifica ha fallito come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.moonbattery.com/archives/Auschwitz_corpses.JPG" alt="" width="320" height="301" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">E io, l’intellettuale europeo,</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">che sarà mai di me?”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">(Paul Valery)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">UN BREVE SCRITTO POLEMICO (<span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">DEDICATO &#8220;AI GIURISTI E AI GENERALI&#8221;)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> <span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">QUESTE POCHE RIGHE MAL SI CONCILIANO CON LA PROFONDITA&#8217; DEL PENSIERO IVI CONTENUTO. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">SOLTANTO RICOSTRUENDO I NESSI NON ESPRESSI E&#8217; POSSIBILE COGLIERE LA STRUTTURA DELLA POLEMICA. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"> <span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Nessuna disciplina scientifica ha fallito come la filosofia nel tentativo di pensare, spiegare ed afferrare il senso profondo della distruzione europea tra il 1914 ed il 1945, della distruzione geografica e politica del suo ordine giuridico, del suo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Di tutta la letteratura riflessa sull’asse <em style="mso-bidi-font-style: normal;">guerre en forme </em>- <em style="mso-bidi-font-style: normal;">guerra civile europea</em>, quella filosofica è la più povera e banale, la più vuota e del tutto slegata dai fatti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Esiste prima la storia, di ogni teoria sulla storia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La prima guerra mondiale è l’evento-chiave del primo cinquantennio di secolo. L’evento che taglia in due il paradigma dell’Ottocento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Il secondo conflitto è, sotto il profilo della rivoluzione del paesaggio mentale dell’uomo europeo, meno importante, perché è intrinsecamente <em style="mso-bidi-font-style: normal;">contro-rivoluzionario</em>, nel senso che muove dal tentativo tedesco di operare una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">restaurazione</em> dell’ordine giuridico europeo distrutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Il 1941 rappresenta l’anno di svolta della seconda guerra mondiale, in quanto è l’anno che in linea teorica segna la fine della guerra stessa, la fine del suo scopo: da quel momento, diventerà soltanto il prolungamento di una fine già scritta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">E la guerra finisce, in quanto fallisce il tentativo di un asse anglo-tedesco che, fondato sulla opposizione terra-mare, potesse ricostruire quel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">jus publicum Europaeum</em> di cui Hitler incarna l’ambigua figura di “ultimo rappresentante e distruttore finale”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Sono il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">volo di Hess</em> e la sua <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cattura</em> che segnano la fine della guerra: la fine della lotta per lo spazio europeo, uno spazio tradizionale e classico. Questo spazio era il presupposto logico per l’invasione dell’Unione Sovietica, per il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Lebensraum</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Il nazionalsocialismo rappresenta dunque, a totale differenza dal fascismo, un tentativo di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">restaurazione dell’Europa ottocentesca</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Saltata la possibilità</span></em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> di metter in atto tale restaurazione (l’asse Terra-Mare), il nazismo diventa definitivamente il distruttore di quell’ordine che tentava di ricostituire: esplode <em style="mso-bidi-font-style: normal;">l’intensità del politico</em>, esplode la <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dialettica amico-nemico</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Nel momento in cui il nazismo non trova più di fronte a sé un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">iustus hostis</em>, perché è crollato quel sistema, con tutta la sua violenza si rivolge contro il nemico, nemico assoluto: cambia la sua idea di spazio, cambia il paradigma. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Dallo spazio vitale allo spazio razziale</em>, che non ha più nulla a che vedere con il legame tra territorio e diritto. Da qui lo sterminio, l’annientamento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Di questo quadro, tracciato brevemente e pertanto con un veloce tratto generalizzante e di conseguenza impreciso, la storia ed il diritto hanno spesso compreso i lineamenti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La filosofia non ha, al contrario, compreso nulla.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Una “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">sindrome del dopo-Auschwitz</em>” ha spinto la filosofia nuovamente nella <em style="mso-bidi-font-style: normal;">metafisica</em>: i filosofi hanno rinunciato a spiegare Auschwitz, per fare della metafisica di Auschwitz. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Una metafisica della storia come fine di una filosofia della storia. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Mai fu spesa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">parola più impropria per Auschwitz</em> che quella che è divenuta un vero e proprio <em style="mso-bidi-font-style: normal;">postulato filosofico</em>, che quella finzione dell’ <em style="mso-bidi-font-style: normal;">autodistruzione della ragione</em> di Adorno: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Auschwitz ha dimostrato inconfutabilmente il fallimento della cultura. Il fatto che potesse succedere in mezzo a tutta la tradizione della filosofia, dell’arte e delle scienze illuministiche, dice molto di più che essa, lo spirito, non sia riuscito a raggiungere e modificare gli uomini”</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>(<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Dialettica negativa</em>, Einaudi, Torino, 1982, p.331)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Ma che significa? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Quale cultura? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La ragione illuministica era già <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fallita</em> con Kant, che la costruiva su un presupposto inesistente, il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">noumeno</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non c’è nulla di più errato e misero delle riflessioni di Hannah Arendt: il concetto vuoto di totalitarismo (un’etichetta da guerra fredda), la riflessione sul terrore e l’ideologia, non sembrano dar nessun contributo alla lettura del nazionalsocialismo e delle guerre civili europee. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non c’è nulla di più vago ed infecondo dei temi hegeliani con cui Kojève guarda a Stalin nuova <em style="mso-bidi-font-style: normal;">anima del mondo</em>, della “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">teodicea di Auschwitz”</em> di Jonas, del <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Behemoth</em> di Neumann. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Nulla di più stridente con i fatti storici e la storia della cultura dell’idea di Marcuse della forza emancipatrice ed individualistica del nazismo come epurazione degli elementi guglielmini nella società tedesca (quando fu l’esatto contrario!). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Nulla di più falso delle tesi dell’ incatenamento del corpo di Levinas, del nichilismo che vorrebbe scovare Löwith, della <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vanità del nulla</em> di Camus: Hitler, il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Füher biedermaier</em>, il suo è proprio il tentativo più mediocre di restituire un’anima al corpo!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Sono questi filosofi, e non quelli che, a detta loro, prepararono il nazismo, a tessere una visione <em style="mso-bidi-font-style: normal;">escatologica del tempo, ad essere profondamente storicisti</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Sono questi filosofi a non riuscire a cogliere <em style="mso-bidi-font-style: normal;">l’idea che la storia possa tornare indietro</em>. L’idea che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Auschwitz non sia il simbolo della modernità</em>, non sia una figura novecentesca, ma sia invece l’ultimo atto che chiude l’Ottocento. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">È la trincea ad essere moderna, mentre Auschwitz è strutturalmente anti-moderna. Il progresso tecnico è la morte di massa della prima guerra mondiale, i gas dei combattimenti, le luci che cambiano la notte ed il giorno: non gli aguzzini, l’ordine concentrazionario, i forni crematori. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La filosofia non è riuscita ad accettare il fatto storico che il nazismo fosse un movimento <em style="mso-bidi-font-style: normal;">fermo al 1914</em>, ad ancora prima della Grande Guerra. E che tale movimento si sia trovato a dirigere uno Stato moderno <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quindici anni dopo che il suo tempo si era fermato</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La filosofia non è stata in grado di cogliere questo buco nella rete. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">La filosofia non è riuscita ad accettare <em style="mso-bidi-font-style: normal;">l’antistoricismo della storia</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non a caso, si tratta perlopiù di filosofi hegeliani o marxisti per formazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Loro sono i profeti più falsi, e più che altro inutili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Carl Schmitt non rispose alla lettera che Walter Benjamin gli inviò nel dicembre del 1930. Fece davvero bene. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Silete, philosophi, in munere alieno!</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">***</span></em></p>
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		<title>Il volo di Hess: la fine dell&#8217;opposizione terra-mare (dallo spazio vitale allo spazio razziale)</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 18:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia e Diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sveglio con un letterario fischio al naso: un nasone, direi, per un fischio buzzatiano. Precauzionalmente faccio un bagno (sostiene Pereira) : ricordo Mastroianni in costume, tossisco, tirando un sasso in mare ricavo la formula chimica dello iodio: una granita al limone, e lei chiusa in biblioteca. Una disturbata barca a vela va e viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sveglio con un letterario fischio al naso: un nasone, direi, per un fischio buzzatiano. Precauzionalmente faccio un bagno (sostiene Pereira) : ricordo Mastroianni in costume, tossisco, tirando un sasso in mare ricavo la formula chimica dello iodio: una granita al limone, e lei chiusa in biblioteca. Una disturbata barca a vela va e viene davanti a me.</p>
<p>Spasimanti indegni le ronzano intorno, cercando di farla ridere. Deve ridere di voi, &#8220;amici&#8221;.</p>
<p>Piccola, ora parlerò soltanto a te, ma poco, perchè poi tutto finirà in una teoria ancor più profonda (nel mio piccolo libro-tesi) : ma ecco il segreto, la chiave per capire la pace europea che ci illudiamo di vivere oggi.</p>
<p>Io credo in un mondo di uomini pacifici e buoni, ma questo mondo non è quello dell&#8217;ordine mondiale in cui viviamo, democrazie-satellite, ma sarà solo quello in cui l&#8217;Europa ri-scoprirà il legame tra diritto e terra.</p>
<p>Io parlo un poco a te, come in una vecchia passeggiata da soli, in riva al mare, di tanto tempo fa.</p>
<p>Vorrei fosse un piccolo racconto, accennato.</p>
<p> </p>
<p>Dal 1913, da quando giunse a Monaco da Vienna, Hitler non cambiò più un&#8217;idea sul mondo .</p>
<p>Ma una volta sì, vi fu un&#8217;inversione, legata al suo concetto di <em>spazio</em>. Il <em>volo di Rudolf Hess </em>segna il momento in cui Hitler, e con lui il nazismo, cambiò prospettiva.</p>
<p>Nel nazionalsocialismo di Hitler vi è ancora affermato il paradigma hegeliano del paragrafo 247: la condizione di esistenza storica e politica dello spazio europeo, del suo<em> ius publicum</em>, è l&#8217;opposizione di terra e mare.</p>
<p>Nelle pagine di Hitler è chiarissimo come l&#8217;intero mondo (ossia, per lui, il <em>Vecchio Mondo</em>) sua costruito sull&#8217;asse Impero inglese, come potenza marittima- Germania, come potenza continentale.</p>
<p>Tale dialettica è definitivamente risolta in sè, distrutta, tramontata, nel 1945, l&#8217;anno che ha determinato la fine di questa opposizione attraverso la distruzione fisica e la <em>divisione spaziale</em> della Germania ed il crollo della struttura imperiale britannica attraverso la decolonizzazione. Un ordinamento globale fondato su un nuovo elemento, <em>l&#8217;aria</em>, si è imposto: le orbite spaziali hanno costruito un nuovo equilibrio freddo tra Stati Uniti e URSS.</p>
<p>Di tale passaggio, che segna il crollo del diritto internazionale europeo, della guerra limitata (<em>guerre en forme</em>), del <em>nomos </em>della terra, Rudolf Hess è la figure-chiave.</p>
<p>Hess volò nel 1941 in Scozia al fine di definire una trattativa di pace separata con gli inglesi, in vista dell&#8217;attacco tedesco all&#8217;Unione Sovietica.</p>
<p>L&#8217;alleanza tra Germania e Inghilterra definisce, nè è la struttura portante, del concetto di <em>Lebensraum </em>(spazio vitale), che costituiva il pilastro geopolitico del nazismo sino al fallimento del volo di Hess: Karl Haushofer, Hess e Hitler stesso teorizzarono la necessità di un&#8217;espansione continentale tedesca ad Oriente (URSS) fondata sulla separazione rispetto al mare, lasciato al controllo inglese.</p>
<p>Nelle pagine del <em>Mein Kampf </em>è espressa più volte tale visione. Hitler, con il suo sguardo ottocentesco, non aveva in alcuna considerazione il nuovo ruolo dell&#8217;America e ragionava mediante quello schema del <em>jus publicum Europaeum</em> che in parte era già crollato.</p>
<p> </p>
<p>&#8220;Nessun sacrificio si sarebbe dovuto ritenere eccessivo se era un mezzo per guadagnare l&#8217;amicizia dell&#8217;Inghilterra. <em>Andavano abbandonate le amibizioni coloniali e navali </em>e ogni tentativo di competere con le industrie britanniche&#8221;</p>
<p align="right">(Hitler, <em>Mein Kampf</em>, Bompiani, 1939, p.87)</p>
<p>Dalla lettura del <em>Mein Kampf</em> emerge con tutta chiarezza come il concetto di &#8220;<em>spazio vitale</em>&#8221; sia un&#8217;idea tradizionale e ottocentesca, perfettamente inscritta nella classica opposizione di terra e mare e nel diritto internazionale europeo. Quella del <em>Lebensraum </em>è un&#8217;idea indissolubimente legata al concetto tradizionale di spazio: un <em>nomos </em>della terra accanto al dominio inglese dei mari.</p>
<p>Il nazismo non condusse perciò alcuna guerra di annientamento contro gli inglesi e, più in generale, ad Occidente: lo &#8220;spazio vitale&#8221;, quale equilibrio inscirtto nella &#8220;guerra in forma&#8221;, era <strong><em>una modalità di limitazione della guerra</em> portato avanti dai nazisti. </strong></p>
<p>In tal modo si spiega la cd. &#8220;<em>strana guerra</em>&#8221; anglo-tedesca tra il 1939 ed il 1941.</p>
<p>Quando Hitler invase la Polonia e l&#8217;Inghilterra dichiarò guerra alla Germania, la RAF non bombardò il suolo tedesco e la Polonia fu <em>de facto </em>abbandonata a se stessa. Allo stesso modo, quando i nazisti ebbero l&#8217;opportunità di distruggere l&#8217;esercito Alleato intrappolato a Dunqkerque (sarebbe stato un massacro di 338.000 soldati, che avrebbe posto fine ad ogni possibile operazione militare inglese), Hitler ordinò ai suoi soldati di fermarsi, permettendo l&#8217;evacuazione. La stessa celebre Operazione Leone Marino (<em>Fall Seelowe</em>), con i suoi preparativi per l&#8217;invasione della Gran Bretagna, non fu che un bluff, uno specchio per le allodole al fine di nascondere l&#8217;Operazione Barbarossa (ossia l&#8217;invasione dell&#8217;Unione Sovietica). La Germania non avrebbe mai tentato di invadere l&#8217;Inghilterra.</p>
<p>Il concetto di <em>spazio vitale</em> è perciò funzionale ad una limitazione della guerra: non è un concetto distruttivo, sepur aggressivo, non è una nozione che sottende l&#8217;annientamento, seppur prevede l&#8217;espansione. <em>Lebensraum </em>è spazio inteso come equilibrio.</p>
<p>Gli inglesi erano del tutto consapevoli di tale prospettiva, e pronti a concludere la pace con la Germania: il cd. circolo di Hamilton, favorevole all&#8217;alleanza, era anzi formato dallo zoccolo <em>più inglese dell&#8217;Inghilterra</em>, il più restìo al compromesso anglofono con Roosevelt e gli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p>Così la <em>City </em>londinese era schierata in blocco per una politica di appeasement verso i tedeschi, come del resto la Corona. Il gabinetto Chamberlain, il quale firmò nel 1938 il Patto di Monaco, era composto da uomini-chiave filotedeschi: sir Samuel Hoare, lord Halifax, R.A. Butler. Come ha scritto Scott Newton:</p>
<p>&#8220;La presenza in questo movimento [per la pace] della regina madre, dei duchi di Westminster e di Buccleuch, dei lord Aberconway, Bearsted, Brockett, Buckmaster, Harmsworth, Londonberry, Mansfield e Ruschcliffe, più almeno trenta membri della Camera dei Comuni, <em>dimostra la solida natura dei legami della lobby con la corte, la City, la grande industria e l&#8217;aristrcrazia terrena (&#8230;) Tutti i suoi membri condividevano la profonda paura che l&#8217;ordine interno e internazionale che aveva sostenuto la Gran Bretagna liberal-imperialista stesse per essere irrimediabilmente cambiato (&#8230;)&#8221;</em></p>
<p align="right">(NEWTON S., <em>Profits of Peace: The Political Economy of Anglo-German Appeasement</em>,</p>
<p align="right">trad. in italiano in PICKNETT L.-PRINCE C.-PRIOR S., <em>Il caso Rudolf Hess</em>, Sperling&amp;Kupfer, 2001, p.64)</p>
<p>Fu Churchill, che sostituì nella carica di Primo Ministro Chamberlain, a far naufragare l&#8217;alleanza: egli trasportava l&#8217;Inghilterra nell&#8217;elemento spaziale americano.</p>
<p>Non è un caso che Churchill fu il primo statista europeo a riconoscere la legittimità dell&#8217;emisfero occidentale, del ruolo del Nuovo Mondo in Europa: la sua invenzione della &#8220;<em>cortina di ferro</em>&#8221; risponde a <em>un&#8217;idea spaziale americana, e non britannica</em>.</p>
<p>L&#8217;asse Roosevelt-Churchill prevalse perciò su quello Corona-City britanniche.</p>
<p>L&#8217;Inghilterra non si arrendeva, continuava a combattere la guerra, che divenne in quello stesso anno <em>mondiale</em>.</p>
<p>Il 1941 è l&#8217;anno che può dirsi della distruzione del <em>jus publicum Europaeum</em> o, meglio, dell&#8217;equilibrio terra-mare che lo costituiva.</p>
<p> </p>
<p>Hess, volato nel 1941 in Scozia per portare a termine le trattative di pace con gli inglesi, fu l&#8217;ultimo rappresentante dell&#8217;opposizione-equilibrio tra Inghilterra e Germania: il suo fu l&#8217;ultimo tentativo, disperato, di fissare l&#8217;ordine europeo in un&#8217;alleanza tra terra e mare, per non spostare il centro politico del mondo.</p>
<p>Ma con il definitivo rifiuto inglese di stipulare una pace che Hitler aveva sempre cercato, l&#8217;idea tradizionale di <em>Lebensraum </em>si spezzò.</p>
<p>E&#8217; in questa frantumazione che si spiega il mutamento del concetto di spazio che la Germania fece allora proprio, con l&#8217;invasione della Russia.</p>
<p>Hitler, costretto all&#8217;invasione russa senza aver risolto il fronte Occidentale, senza aver trovato l&#8217;equilibrio, dovette abbandonare, unica volta nella sua vita, un presupposto ideologico fondamentale: l&#8217;idea che lo spazio europeo potesse essere retto da un equilibrio tra la terra ed il mare.</p>
<p>Crollando l&#8217;equilibrio del mare -con la dipendenza inglese dall&#8217;America e l&#8217;entrata in guerra della stessa-, crollava quello della terra: il nazismo non aveva più davanti a sè uno &#8220;spazio vitale&#8221; da conquistare, perchè era distrutto il suo presupposto, ossia il nesso tra diritto, <em>nomos</em>, e territorio.</p>
<p>Il mancato accordo internazionale determinava, in altri termini, <em>l&#8217;impossibilità di combattere una guerra in forma, tra Stati, presupposta dal Lebensraum</em>: la Germania non si trovava più di fronte a soldati rappresentanti diversi Stati europei, ma di fronte ad un&#8217;astratta coalizione di <em>Alleati</em>, intervenuti <em>in nome dell&#8217; umanitarismo e non della conquista del territorio</em>.</p>
<p>La Germania veniva criminalizzata: passava da pari a nemico. <em>Gli Alleati ora combattevano contro un criminale, e non contro uno Stato legittimo quanto i loro</em>.</p>
<p>Il passaggio dalla considerazione politica a quella penale del diritto internazionale ha prodotto un&#8217;esplosione della violenza e del numero di morti nel mondo mai visto fino al 1941. Intervenire per salvare un popolo, provocò la distruzione di quel popolo.</p>
<p>Saltato il rapporto tra diritto e territorio, il nazismo concepì la più grande atrocità storica mai avvenuta: il passaggio dal concetto di &#8220;spazio vitale&#8221; a quello di &#8220;<em>spazio razziale</em>&#8220;.</p>
<p>Dal 1941, la Germania non vide più di fronte a sè un diritto degli Stati che insistono entro i loro confini nazionali, ma un diritto delle razze come <em>soggetti giuridici</em>, fondato su sistematiche operazioni di deportazione di masse di persone da un luogo all&#8217;altro: il territorio perde significato e senso, poichè il <em>nomos </em>non si costruisce più sulla terra, ma sulla razza.</p>
<p>Il fronte chilometrico che si apriva nel territorio russo era tanto vasto e deserto, così mobile e giuridicamente indefinito, che si risolveva in un non-spazio. Non posso soffermarmi in queste righe sulla distinzione tra il politico ed il giuridico nello Stato di Hitler. Ma basti questo: il diritto ha bisogno dello spazio (è <em>nomos</em>). Senza lo spazio, al giuridico subentra il politico. La guerra di annientamento tedesca inizia con l&#8217;invasione dell&#8217;URSS in quanto nasce nella frantumazione dell&#8217;identità tra ordinamento e localizzazione (<em>Ordnung und Ortung</em>), da cui la perdita del concetto di Stato e di diritto. Al loro posto, razza e politico, ovvero distinzione tra amici e nemici.</p>
<p><em>Lo spazio razziale è perciò giuridicamente un non-spazio: è uno spazio politico, e non giuridico</em></p>
<p>. Lo spazio razziale diventa pertanto qualcosa che non ha a che fare con il <em>territorio</em>, con il diritto, ma diviene solo un mero perimetro all&#8217;interno del quale distruggere il nemico. Non è un caso che le divisioni amministrative, e perciò giuridiche, dei territori occupati ad Est non furono mai chiare, e che la competenza del Ministero per gli affari orientali di Rosenberg (giuridico) non potesse intaccare quella di Himmler e delle SS (lo strumento politico del nazismo).</p>
<p>L&#8217;annientamento provocato dalla seconda guerra mondiale risiede essenzialmente in questo mutamento del concetto di spazio.</p>
<p>Il volo di Hess rappresenta l&#8217;ultimo tentativo che alcuni inglesi e tedeschi compirono per conservare il diritto internazionale europeo. Non vi riuscirono. Dal canto suo, fu sconfitto anche il concetto internazionale di &#8220;spazio razziale&#8221; che Hitler aveva allora contrapposto al concetto di &#8220;emisfero occidentale&#8221; degli Americani. In ogni caso, l&#8217;Europa fu distrutta.</p>
<p>Un giorno, piccola, passeggeremo ancora. E parleremo magari anche della cd. <em>teoria del doppelganger</em>, ossia del sosia di Hess. Scherzeremo un pò, forse scopriremo che è tutto vero.</p>
<p>Io intanto controllo le mie cicatrici, per vedere se sono in effetti io.</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5a/Rudolf_Hess_at_Nuremberg_prison.jpg" alt="Rudolf Hess a Norimberga" width="297" height="348" /></p>
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