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	<title>Mosca sul cappello &#187; Genova</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Che cos’è la libertà</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 21:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attendiamo, al vento di maggio delle Marose, la guerra civile, la buona guerra. Marose, perché di burrasca, marose, perché d’un pirata che spogliò il dio del suo mare, amorose, perché delle puttane. S’attende, aruspici distratti nella tazzina del caffè al tavolo all’aperto, consultando lo zucchero nero, senza parlarsi. Il tempo è appena segnato nell’ombra che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_8iRAT-dQtyQ/R5JBq9rib8I/AAAAAAAAAOQ/prwJyGrRXMA/s320/lau3.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal">Attendiamo, al vento di maggio delle Marose, la guerra civile, la buona guerra. Marose, perché di burrasca, marose, perché d’un pirata che spogliò il dio del suo mare, amorose, perché delle puttane. S’attende, aruspici distratti nella tazzina del caffè al tavolo all’aperto, consultando lo zucchero nero, senza parlarsi. Il tempo è appena segnato nell’ombra che pende sulla piazza, come una spada antica, dimenticata. Tempo di guerra (d’armonia irregolare), <em>et a nullo tenebris damnabitur aevo</em>.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Potrebbe darsi, questo pomeriggio, un’aria più mite, più disperata. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E poi Tu con un pugno di fogli. Da un serraglio lontano, la ragazza scrisse una lettera: </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>«Caro marito, ho bisogno sin d’ora di baciarti, sulla bocca, sugli occhi, perché tanto è il tempo che ci separa ormai. So, tuttavia, quali siano le questioni cui tieni, e di cui vuoi esser messo a conoscenza, e cercherò di non indugiar oltre, stante la gravità delle cose di qui che ti dirò avanti. Ma, amore, come potrei non chiederti di mandarmi almeno un bacio, in una delle tue prossime lettere? Scusa questo sentimento, con cui scrivo e ti conto delle cose più recenti, ma, come mi è capitato di leggere in una bella massima del tempo, un autore donna dee conservare i privilegi del suo sesso; e se il suo cuore guida qualche volta la sua penna e cerca di far passare negli altri le impressioni che essa ha ricevute, ciò le si perdonerà senza dubbio. Avanti ieri è stato deciso di attendere ancora sino al Giugno. Io dico per timore dei movimenti dall’Elba, chè si son visti troppi pochi inglesi. <span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Marito mio, questa città è calma, ma suggerisce qualcosa, che non riesco ad afferrare. Non ho molta compagnia. Perdonami se indugio ancora con il cuore. Il Signor Crooke è stato così gentile da procurarmi le Morganiche, dove leggo che fino a cinquant’anni addietro gli Italiani erano soliti dire che i Francesi, quando movevano per visitare l’Italia, deponevano a Lans-le-Bourg il loro buon senso. Che dire, mio amore…non potrei non vedervi, tuttavia, una certa fondatezza, specie se ho riguardo alle donne della tua famiglia, che qui mi ospitano con tanta premura. Lascia che ti racconti quest’ultima stramberia. Ogni pomeriggio, impietrendo la vita in imbusti che tirano con forza, s’ escono, come dicono, per una piccola passeggiata, ma sai, in realtà, dove si vanno? Dal medico, tutti i pomeriggi. S’entrano puntuali alle quattro e, in attesa che questi sbrighi le visite degli altri pazienti, s’accomodano in anticamera e fan servire il tè e le riviste. Quando si son fatte ormai le cinque e mezza, ed il dottore ha dimesso ogni altra incombenza del giorno, egli passa nella stanzetta dove l’aspettano: le servette, mandate avanti per prime, si dolgono di mali ai denti, mentre le Signore s’azzuffano a farsi auscultare chi le spalle, chi i polmoni, chi la schiena. Le Signorine, osano le gambe, per qualche mal di caviglia o di ginocchio, che va e viene, di giorno in giorno. Il poveretto, dovrebbe vedersi, s’agita lo stetofonendo ed il cucchiaio in mano, e scrive, scrive di continuo ricette. Ottenuta la piccola prescrizione &#8211; solitamente qualche goccia, uno sciroppo, non più di tre pastiglie per il sonno, un’erbetta per la pancia &#8211; le Signore s’accomiatano con tanti ringraziamenti, e rincasano. Forse non vi è nulla di strano, ma […]». La lettera, da questo punto in avanti, è strappata. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>La Signora Target morì la sera di quel giorno, per aver ingerito, sbadatamente, un’eccessiva dose di sonniferi. <span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il marito, sfogliata appena la mezza-lettera che – misteriosamente – qualcuno gli aveva comunque spedito, lesse distrattamente, rimproverando alla moglie, il cicaleccio che salta di cosa in cosa, tipico vizio della vanità della scrittura femminile. <span> </span></span></p>
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		<title>Lapsus &#8211; Nuova Rivista letteraria</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 16:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Si segnala l’uscita del numero di lancio di una nuova rivista trimestrale letteraria, LAPSUS. Visita la pagina all&#8217;indirizzo: http://eccelapsus.com/    “La rivista è eclettica, e vi trova posto la narrativa, la poesia, gli articoli di costume, le interviste a personaggi famosi, o che lo diventeranno, o che resteranno giustamente sconosciuti. Lapsus rappresenta un salto nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><span>Si segnala l’uscita del numero di lancio di una nuova rivista trimestrale letteraria, <strong>LAPSUS.</strong></span></p>
<p><span><strong>Visita la pagina all&#8217;indirizzo: <a href="http://eccelapsus.com/">http://eccelapsus.com/</a> </strong></span></p>
<p><span> <img class="alignleft" style="float: left;" src="http://eccelapsus.com/wp-content/images/number001-cover.jpg" alt="" width="300" height="500" /><br />
</span></p>
<p><span>“La rivista è eclettica, e vi trova posto la narrativa, la poesia, gli articoli di costume, le interviste a personaggi famosi, o che lo diventeranno, o che resteranno giustamente sconosciuti.<br />
Lapsus rappresenta un salto nel buio, un eccesso, un errore di valutazione, un azzardo, la testimonianza incontrovertibile che noi siamo vivi e potenzialmente pericolosi.<br />
Lapsus è anche – ed è di questo che siamo più fieri- un’anomalia, e un anacronismo: Lapsus è una pipa, un monocolo, un paio di ghette, un orologio da taschino. Laspus rifiuta di stare al passo dei tempi, poichè i tempi procedono al passo dell’oca. Noi di Lapsus abbiamo puntato sul cavallo zoppo, e lo abbiamo fatto con la convinzione e l’entusiasmo tipico dei visionari e dei dementi. Perchè fondare in questo nuovo millennio albeggiante una rivista che abbia il doppio handicap di essere cartacea e letteraria? Chi legge riviste? Chi legge? Ecco che il cavallo zoppo siete voi, adorati lettori. Ma noi, in voi, abbiamo piena fiducia: siamo ansiosi si sapervi vivi, e vi preghiamo di battere un colpo. C’è ancora posto nelle vostre vite per una cosa così squisitamente superflua?</span></p>
<p><span>Noi diciamo sì”.</span></p>
<p><span> </span></p>
<p> </p>
<p><span>Il primo numero di Lapsus. </span></p>
<p><strong><span>All’interno contributi di:</span></strong><span><span> </span></span><span>Mario Aloi, Flavio Brighenti, Sergio Civolani, Eugenio D’Agata, Ivano Fossati, Tommaso Gazzolo, Marco Panzica, Gianmaria Patrone, Luigi Pesce e Roberto Vecchioni. Inoltre l’intervista di Lapsus a Francesco Guccini.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span>DISTRIBUZIONE:</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>È possibile acquistare Lapsus al costo di 5 €, direttamente a Genova, in luoghi convenzionati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Durante la settimana verranno attivati altri punti LAPSUS nei locali cittadini. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Per ora la rivista è disponibile presso <strong>Rattopennügo,</strong></span><strong><span> Antichità, Genova, <span><a href="http://tuttocitta.it/tcol/mappe/genova?cb=0&amp;cx=8.93457&amp;cy=44.41054&amp;dv=Genova%20(GE)&amp;ind=Vico%20Stella,%2024&amp;op=mc&amp;ldv=Genova%20(GE)&amp;lpr=GE&amp;lre=Liguria&amp;lcn=Genova&amp;ccd=41535&amp;cre=5&amp;lty=C&amp;lcd=41535&amp;cerr=5&amp;z=1&amp;isciv=1&amp;poi=0000" target="_blank">Vico Stella 24r;  B</a>ird - <span style="font-weight: normal;">Birreria Letteraria, <a href="http://tuttocitta.it/tcol/mappe/genova?cb=0&amp;cx=8.92956&amp;cy=44.40719&amp;dv=Genova%20(GE)&amp;ind=Via%20dei%20Giustiniani,%203&amp;op=mc&amp;ldv=Genova%20(GE)&amp;lpr=GE&amp;lre=Liguria&amp;lcn=Genova&amp;ccd=41535&amp;cre=5&amp;lty=C&amp;lcd=41535&amp;z=1&amp;isciv=1&amp;poi=0000" target="_blank"><span style="color: #000000; text-decoration: none;"> </span></a><a href="http://tuttocitta.it/tcol/mappe/genova?cb=0&amp;cx=8.92956&amp;cy=44.40719&amp;dv=Genova%20(GE)&amp;ind=Via%20dei%20Giustiniani,%203&amp;op=mc&amp;ldv=Genova%20(GE)&amp;lpr=GE&amp;lre=Liguria&amp;lcn=Genova&amp;ccd=41535&amp;cre=5&amp;lty=C&amp;lcd=41535&amp;z=1&amp;isciv=1&amp;poi=0000" target="_blank">Via dei Giustiniani 3r ; </a><strong>Nouvelle Vague <span style="font-weight: normal;">Caffè-eno-libreria, <a href="http://tuttocitta.it/tcol/mappe/genova?cb=0&amp;cx=8.93457&amp;cy=44.41054&amp;dv=Genova%20(GE)&amp;ind=Vico%20De%20Gradi&amp;op=mc&amp;ldv=Genova%20(GE)&amp;lpr=GE&amp;lre=Liguria&amp;lcn=Genova&amp;ccd=41535&amp;cre=5&amp;lty=C&amp;lcd=41535&amp;cerr=5&amp;z=1&amp;isciv=1&amp;poi=0000" target="_blank"><span style="color: #000000; text-decoration: none;"> </span></a><a href="http://tuttocitta.it/tcol/mappe/genova?cb=0&amp;cx=8.93457&amp;cy=44.41054&amp;dv=Genova%20(GE)&amp;ind=Vico%20De%20Gradi&amp;op=mc&amp;ldv=Genova%20(GE)&amp;lpr=GE&amp;lre=Liguria&amp;lcn=Genova&amp;ccd=41535&amp;cre=5&amp;lty=C&amp;lcd=41535&amp;cerr=5&amp;z=1&amp;isciv=1&amp;poi=0000" target="_blank">Vico De’ Gradi 4r</a></span></strong></span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span>Possibile anche l’ <strong>acquisto Online. Clicca qui: <a href="http://eccelapsus.com/index.php/buy/">ACQUISTA LAPSUS ON LINE</a></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p> </p>
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		<title>A dieci anni dalla morte di Fabrizio De André.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 15:09:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  “Nel 1968, dopo sette anni e una ventina di canzoni senza successo, avevo deciso di completare gli studi in legge. Fu Mina che, interpretandola con la sua voce miracolosa, mi rincuorò. Così decisi che non sarei stato un pessimo avvocato, ma uno scrittore di canzoni” (F. De André)       Un sole disturbato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Nel 1968, dopo sette anni e una ventina di canzoni senza successo, avevo deciso di completare gli studi in legge. Fu Mina che, interpretandola con la sua voce miracolosa, mi rincuorò. </em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: small;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-family: ">Così decisi che non sarei stato un pessimo avvocato, ma uno scrittore di canzoni</span></em><span style="font-family: ">”</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">(F. De André)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><img src="http://solomnibuslucet.files.wordpress.com/2007/10/fabrizio_de_andre.jpg" alt="Fabrizio De André" width="619" height="447" /></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Un sole disturbato e immobile, mentre passeggiamo sulle strade in barocca salita-discesa, noi genovesi, lasciamo, impercettibilmente distratti, uno sguardo veloce al mare: scontente api mandevilliane<a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_ednref1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[i]</span></span></span></span></span></a>, uomini <em style="mso-bidi-font-style: normal;">diversi</em><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_ednref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[ii]</span></span></span></span></span></a>, tumultuosi impolitici (ossia facchini e carbonaj)<a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_ednref3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[iii]</span></span></span></span></span></a>: inutile quasi, oggi, riprendere tutti gli splendidi versi che ci hanno cantato. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Durante il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">funerale di uomo</em> (una piccola chiesa sconsacrata) di un pittore di Corso Dogali<a style="mso-endnote-id: edn4;" name="_ednref4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn4"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[iv]</span></span></span></span></span></a>, d’inverno gennaio come questo, qualche anno fa, con i nostri occhi chiusi, i cappotti blu, fumando sul sagrato abbiamo ascoltato le note di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Coda di Lupo</em>. Nessun dio lo avrebbe accompagnato meglio di quel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quand’ero piccolo mi innamoravo di tutto, correvo dietro ai cani</em>… <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Nemmeno quel pittore che ci prendeva in giro<a style="mso-endnote-id: edn5;" name="_ednref5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn5"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[v]</span></span></span></span></span></a> avrebbe creduto a un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dio senza fiato.</em> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Questa mattina, intorno al mezzogiorno, fai girare un disco di Fabrizio De André, per i suoi non-diecianni: solo per te che lo hai amato, con la sua voce che solo un genovese poteva avere, profondamente calma e astratta, ed insieme tanto sola e dolorosa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non campanilismo, ma l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">ombra amica </em>di uno degli uomini chiusi di questa città, cui solo chi vive in questa città, tra Albaro e Castelletto, tra Pegli e la riviera, sa come rivolgersi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Noi genovesi di studi, dei palazzi borghesi, delle case buie e ampie di via Caffaro, noi che abbia spesso sentito parlare, abbiamo conosciuto quelle ombre amiche, di cui gli <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Incontri</em> di Bianca Montale ci hanno lasciato dolci ricordi<a style="mso-endnote-id: edn6;" name="_ednref6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn6"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[vi]</span></span></span></span></span></a>. Proprio una parente del poeta, ha intrecciato le figure a me familiari con quelle del poeta – precauzionalmente cantautore <a style="mso-endnote-id: edn7;" name="_ednref7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn7"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[vii]</span></span></span></span></span></a>- : il padre, filosofo e politico, Giuseppe De Andrè, “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">con un timbro di voce che avrebbe reso celebre Fabrizio</em>”, “Il Capo”, innamorato dei <em style="mso-bidi-font-style: normal;">maudits</em> francesi, con la mia parente Emilia Morelli (per me, da bambino, sulle alture di Teglio, la vecchia cugina “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Milla</em>”<a style="mso-endnote-id: edn8;" name="_ednref8" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn8"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[viii]</span></span></span></span></span></a>), figlia del senatore del regno, la professoressa di storia del Risorgimento, forse la migliore interprete di Mazzini in Italia, con la sua <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Alfa Romeo</em><a style="mso-endnote-id: edn9;" name="_ednref9" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn9"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[ix]</span></span></span></span></span></a>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>E chi, tra noi giovani studiosi, avvocati, praticanti, professionisti, non ha sentito i ricordi e i racconti, dai nostri domini, negli studi legali, nel Tribunale di Piccapietra, del genio di Mauro De André, delle sue notte passate a giocare a carte? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La borghesia di questa città, che non capirete se non sarete anche voi degli strani Bartleby, dei giuristi e dei poeti, che ama più di tutte <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Bocca di Rosa</em>, proprio come il suo autore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non è in Via del Campo che dovete cercare Fabrizio De André, ma nei cappotti intellettuali e borghesi della nostra città, in chi tra le mani ha quel giocattolo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">tecnico</em> che è la poesia, che è la letteratura. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Noi ci riprendiamo il nostro cantautore, e non lo lasciamo alla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vulgata</em> idiota degli “abbandonati”, dei “derelitti”, vaga espressione con cui l’ideologica critica musical-politica vorrebbe pensare ad un poeta anarchico del popolo. Quale popolo? Quello di Via del Campo, dei vicoli negri e latini?<a style="mso-endnote-id: edn10;" name="_ednref10" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn10"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[x]</span></span></span></span></span></a> Purtroppo per il volgo, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">nemico e odioso</em>, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>la parola è prezioso segreto degli intellettuali, come lo è De André, come lo sono quei visi di incontri di Bianca Montale: borghesi di palazzi ricchi, di raffinata storia italiana, di lusso nascosto negli armadi e poesia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non ascolterete girare <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Rimini</em> o l’invenzione linguistica di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Creuza de ma</em> nei vicoli, tra i figli di questo mondo che furono amati da De André con quel distacco genovese, in cui si incontrano opposti la compassione e l’ egoismo,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>pari a quello con cui il poeta ripensa al Carubba di Corso Dogali. Sappiate distinguere la poesia dall’oggetto della poesia: con tutto l’amore che si può avere per il personaggio che viene cantato, che viene difeso, con cui ci si schiera. Egli resta sempre un oggetto, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">un altro<a style="mso-endnote-id: edn11;" name="_ednref11" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn11"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[xi]</span></span></strong></span></span></span></a></em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma, scusate, ascoltando girare questi dischi non voglio dir molto, in fondo: non è un attacco politico, né una polemica. Con questo sole tiepido, la finestra appena aperta, la amara nostalgia, non volevo che dirvi questo: a chi vuol avvicinarsi a De André, in questi dieci anni passati, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">dico soltanto di non spogliarsi della sua ipocrisia conformistica per farsi indefinito libertario, bensì di studiare. E studiare molto</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Perché è dentro le canzoni di De André, è con i suoi passaggi di testo e paesaggi musicali, che la fatica della conoscenza paziente si ritrova. Non c’è improvvisazione. Non è arte, questa, da vaghi anarchici o da studenti distratti. È <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mestiere di vivere</em>, e di verità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non dopo, ma prima di De Andrè, dovrete trovare Rimbaud, Pound, Campana, conoscere la storia del nostro paese, le labbra di carne della primavera, le leggi dell’idrogeno e dell’ossigeno, i memoriali della conquista spagnola, il diritto e il rovescio della giustizia, degli Stati, la filosofia dell’illuminismo e le cronache locali dei fiorentini, la teologia agostiniana. Dovete conoscere più di quel che, non troppo bene, conosceva De André, per capirlo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il lettore, in quanto intellettuale, deve conoscere più dell’artista, che intellettuale non è. Le orecchie devono sentire più di quanto la bocca abbia inventato. Perché è ai lettori che spetta ordinare ciò che l’artista si è limitato a creare, in un gesto misterioso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Un giorno, al di là delle idiote antologie scolastiche e dei dozzinali libri-pop che si sfogliano da Feltrinelli, sarà un libro di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Incontri</em>, molto borghese ed elegante, accademico e per pochi, a ricordare affettuosamente Fabrizio De André, come adesso vengono ricordati suo padre e suo fratello: lui non ha ancora ricevuto questo tributo, è ancora indietro e meno celebre, in questo senso, dei suoi familiari. Ma se ci riprenderemo i suoi meditati studi, forse potremo ancora salvarlo dall’essere un semplice manifesto popolare. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Intanto, io credo, oggi, anniversario triste, a far girare i suoi dischi in salotto saranno i miei amici, figli di professori, avvocati, notai e medici, i giovani più brillanti dei licei, i gentiluomini, gli educati, i miei amori, le buone famiglie, le persone a modo, i padroni schivi, gli scrittori sconosciuti. Non certo i disperati e i poveracci. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<div style="mso-element: endnote-list;">
<hr size="1" />
<div id="edn1" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_edn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[i]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> M. Marchesiello, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Le ombre del palazzo. Congetture su Genova e il diritto</em>, De Ferrari, 1997. </span></p>
</div>
<div id="edn2" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_edn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[ii]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> <a name="151">Già dantesco “<em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="color: #112211;">Ahi Genovesi, uomini diversi</span></em></a><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="color: #112211;"> <a name="152">d&#8217;ogne costume e pien d&#8217;ogne magagna,</a> <a name="153">perché non siete voi del mondo spersi?</a>”,</span></em><span style="color: #112211;"> Canto XXXIII dell’Inferno. </span></span></p>
</div>
<div id="edn3" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_edn3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[iii]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Dalla <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Relazione Anonima intorno allo spirito pubblico e all&#8217;indole del popolo genovese</em> (Genova, 3 ottobre 1815), in E. Guglielmino, <em>Genova dal 1814 al 1849. Gli sviluppi economici e l’opinione pubblica</em>, in «Atti della Società Ligure di Storia Patria», serie del Risorgimento, IV (1939), pp. 223-226: “Da tutto quanto ho in succinto raccolto dei fatti succeduti in questa città, ben conoscendosi l&#8217;instabilità dei Genovesi, e l&#8217;indole rivoltuosa e tumultuante di questa popolazione per contenere la quale, ad esempio di Ludovico XII, Re di Francia, io crederei necessaria la costruzione di una fortezza, o l&#8217;ingrandimento di quelle già esistenti rendendole capaci di contenere forti presidj, oppure costruirne una nuova, la quale, dominando più da vicino la città, ne incutesse un salutare timore, e contegno, egualmente che un&#8217;imponente guarnigione nella città; non omettendosi soprattutto di stabilirvi una Direzione, o Presidenza di Buon Governo, la quale attentamente invigilando sopra tutte le classi indistintamente di cittadini, fosse a portata di soffocare nel suo nascere qualunque sorta di tumulto popolare, in vista massime che questa città avendo un numero grande di carbonaj, facchini da grano, da vino, da portantine e simili, sono costoro nei movimenti popolari molto pericolosi”.</span></p>
</div>
<div id="edn4" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn4;" name="_edn4" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref4"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[iv]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Un vicino di casa, pertanto, di Eugenio Montale, come amava lui stesso ricordare. Al poeta passeggiava insieme, in quella via: “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Se frugo addietro fino a Corso Dogali / non vedo che il Carubba con l’organino / a manovella / e il cieco che vendeva il bollettino / del lotto. Gesti e strida erano pari. / Tutti e due storpi ispidi e rognosi / come i cani bastardi dei gitani / e tutti e due famosi nella strada, / perfetti nell’anchilosi e nei suoni. / La perfezione: quella che se dico / Carubba è il cielo che non ho mai toccato</em>” (E. Montale, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Corso Dogali</em>, in <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Diario del ’71</em>). </span></p>
</div>
<div id="edn5" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn5;" name="_edn5" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref5"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[v]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Come dal suo prezioso gioco di parole e figure. Ho tutto il mio ricordo di lui in quell’articoletto già pubblicato in «<a href="http://moscasulcappello.com/zig-zag-allorizzonte/209/">http://moscasulcappello.com/zig-zag-allorizzonte/209/</a>» </span></p>
</div>
<div id="edn6" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn6;" name="_edn6" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref6"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[vi]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> B. Montale, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Incontri</em>, Marco Sabatelli Editore, 2003.</span></p>
</div>
<div id="edn7" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn7;" name="_edn7" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref7"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[vii]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Così nella celebre intervista: <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>“<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Benedetto Croce diceva che fino all’età di diciotto anni tutti scrivono poesie, poi rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. Quindi io, precauzionalmente, preferirei considerarmi un cantautore</em>”. </span></p>
</div>
<div id="edn8" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn8;" name="_edn8" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref8"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[viii]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Lo ricorda anche Bianca Montale: “Mi è capitato di arrivare inattesa a Teglio scendendo dai monti dell’Engadina, con piccozza e ramponi, e di trovarmi, in abbigliamento assolutamente inadatto alla circostanza, nell’annuale riunione di famiglia, in cui si incontravano i vari rami della dinastia, che contava nomi importanti nel campo della cultura. Attorno alla Milla, una specie di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mater familias</em>, cugini e nipoti si ritrovavano, spesso dopo lunghe assenze”. Io, bambino di non più di cinque-sei anni, ricordo ancora, sebbene in modo sfocato, il campo da tennis della villa, la mia bisnonna Elisa Morelli, in quel giardino di quelle riunioni. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
</div>
<div id="edn9" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn9;" name="_edn9" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref9"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[ix]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Brava Bianca Montale, che te la ricordi anche tu, quella famosa automobile, con cui la vecchia cugina, ottuagenaria e che fumava cento sigarette, continuava a sfrecciare sulle montagne della Valtellina: “Ma il regno più amato dalla Morelli era la villa di famiglia, lo stupendo palazzo settecentesco Cattani-Morelli, a Teglio in Valtellina. Chi non arrivava con la propria auto, veniva accolto a Sondrio dalla padrona di casa e pilotato, non senza qualche emozione, a destinazione sull’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Alfa Romeo </em>che vantava primati di velocità”. </span></p>
</div>
<div id="edn10" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn10;" name="_edn10" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref10"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[x]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Se vi è mai capitato di passare per Via del Campo, per i vicoli genovesi, soltanto i muri, le case, le cose vi potranno ricordare le canzoni di De André. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>È un ricordo di macerie. Ma le facce che vedrete, non vi diranno nulla. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
</div>
<div id="edn11" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn11;" name="_edn11" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref11"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="color: #0000ff;">[xi]</span></span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> E poi che De André abbia davvero cantato principalmente i diseredati? Dovete andare a cercare quel <em style="mso-bidi-font-style: normal;">giudice</em> nano di quell’antologia che già Edgar Lee Masters – un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">avvocato di Chicago</em>, con tutte le corrispondenze del caso <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>- aveva cantato, ora inscritta in un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">concept album</em> pacato, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">astratto</em>: astratto perché, proprio a rivoltare quel pregiudizio di cantastorie dei <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quartieri dove il sole del buon dio non dà i suoi raggi</em>, è tautologicamente letterario, è acrobazia poetica su se stessa, è speculazione pura di versi tradotti, ruminati, storici, re-interpretati, rivissuti, riscritti. Dove andare a cercare il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">bombarolo</em> non nel popolo, ma tra i liberi pensatori anacronistici e disperati di università che li han rifiutati, ed ora colletti bianchi. Dovete aprire il suo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Testamento</em>, con l’eredità che lascia, in uno studio notarile del figlio che fu già del padre, e vedere Bianca Maria, la vecchia contessa, la cortigiana, figlie e madri di buona famiglia che girano intorno al letto del divertito pecora nera figlio di famiglie di amici e conoscenti.</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 11pt; font-family: ">***</span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"> </p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"> </p>
</div>
</div>
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		<title>Canzoni nel pomeriggio. All&#8217;ultimo dell&#8217;anno.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 11:27:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[XX Settembre]]></category>

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		<description><![CDATA[Pre- intermezzo: Scomposizione del viaggio, in due coppie, di fronte ai giardini dell’Acquasola. Mario, seduto dietro in automobile, occhi scuri in forma di immagini, che si guardano sempre intorno come forbici pronte a tagliare, qua e là, le parti morte della pellicola. Sempre ove ne ve fosse bisogno. Intanto suona una canzone, rompendosi dentro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://farm2.static.flickr.com/1348/588854265_f745744c72.jpg?v=0" alt="Silvana Mangano" width="415" height="304" /></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Pre- intermezzo:</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Scomposizione del viaggio, in due coppie, di fronte ai giardini dell’Acquasola.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mario, seduto dietro in automobile, occhi scuri in forma di immagini, che si guardano sempre intorno come forbici pronte a tagliare, qua e là, le parti morte della pellicola. Sempre ove ne ve fosse bisogno. Intanto suona una canzone, rompendosi dentro i finestrini ed il fumo delle sigarette: sì, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il paese era molto giovane</em>, dico anche io, ma ben sapendo dell’importanza di quel conseguente logico <em style="mso-bidi-font-style: normal;">i soldati a cavallo erano la sua difesa</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Primo nodo di Mario<a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_ednref1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[i]</span></span></span></span></a>: (…<em style="mso-bidi-font-style: normal;">dimostrava in maniera lampante l&#8217;esistenza di Dio</em>): ora tu ci fai giocare ad un gioco, ma noi giochiamo a non giocare a quel gioco. Se ora, seduto dietro di noi, fa vedere che ci vedi giocare, non rispetterai le regole. Devi giocare anche tu, di non vedere che vedi il gioco, che tu stesso hai creato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mi guarda stupito…</span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Io, unico figlio biondo quasi come Gesù, avevo pochi anni e vent&#8217;anni sembran pochi. </span></em></span><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Dolores, con un piccolo giro di manopola, sposa il vento della Pennsylvania Avenue…, con i suoi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">santi dell’Occidente</em>: una fitta malinconia diffusa, nelle diverse tonalità della voce, a salire e salire e salire (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">I due Giovanni e pace un po’ alla buona, ramblas di Barcellona!</em>) , e poi in picchiata, in giù (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">tu cosa sei? Chi siamo?</em>).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mario canticchia anche lui, contro le labbra di Flora (lei, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">e il liberal-progresso</em>…), le labbra che accompagnano con un bacio il freddo che c’è fuori, la neve che sta per cominciare a cadere, contro le labbra di Mario: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">poeta di varietà</em>…? Sì, perché Lola adesso sorride, mentre è al volante, mentre corrono le canzoni tra le nostre parole. Io seduto davanti, senza sapere mai come sto, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">come stai? Come stai?</em> Non lo so, credo bene. Sei proprio uno strano tipo di bambina.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">***</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Intermezzo I</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">–</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">“Era Lo, semplicemente Lo al mattino (…)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">(Nabokov, esordio del romanzaccio)</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Mario lo conosce bene, quel libro. Si limita a sorridere bonario; ho tutta la sua ironia e comprensione letteraria. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">C’è soltanto un imperativo morale per l’uomo: non è il dovere (che, in fondo, è soltanto un concetto puramente giuridico, e, con buona pace koningsbergica, non ha alcun riflesso morale), è <em style="mso-bidi-font-style: normal;">la ricerca della verità</em>. Code di automobili, in forma di lupi e volpi, agnelli arrabbiati intorno all’acqua e al gelo: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">non parlate con me di politica</em>, ragazzi, dico sorridendo. Chiacchiere, chiacchiere, cara Flora, se mi dici che chi di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mestiere</em> fa l’aguzzino ad Auschwitz è una <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cattiva</em> persona. Tu lo sai, che ho gli occhi che, come da un romanzo un po’ moderno, sono liberamente tratti dal cielo. Mi volto, distrattamente, e dico soltanto una frase da romanzo<a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_ednref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">[ii]</span></span></span></span></a>: “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">non è perché mangio carne che mi piacerebbe lavorare in un mattatoio, non trovi?</em>”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">In ogni caso, per favore, non mettiamoci in questa discussione, che mi costerà il passaggio a casa, credo, se venisse continuata (e nella testa filastrocco come un bimbo latino <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ad rivum eundem, lupus et agnus venerant siti compulsi…</em>). Sono giorni in cui non mi va di giudicare nessuno, perché fa troppo freddo, davvero troppo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Datevi un altro bacio, mentre vi osserviamo dallo specchietto, lasciando i bambini giocare nelle nostre teste, lasciando gli uomini sulle stelle, in un sottile e semplice riflesso di vetro che la musica significhi, del tutto casualmente, le vostre mani che si annodano. Io sono un poeta solo; vi aspetto in cielo, anche se soffia in altra direzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma, poiché il mondo non sembra avere alcun ordine, si <em style="mso-bidi-font-style: normal;">regge appena</em>, volteggia pacatamente impazzito e lento, ricordo all’improvviso la splendida Mangano – con doppia legge delle citazioni: guardo Moretti che guarda Anna che avevo già ricordato prima che la ricordasse lui -, ballando in modo strano </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Tengo gana de bailar el nuevo compás Dicen todos cuando me ven pasar &#8220;¿Chica, dónde vas?&#8221; <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>&#8220;¡Me voy a bailar, el baión!&#8221;…</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: ">molto più atroce e profondo, nella sua schiavitù, dell’urlo nero della Magnani. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">La conoscete quella canzoncina</em>… &#8211; chiedo ai nessuno compagni di viaggio &#8211; <em style="mso-bidi-font-style: normal;">…quella che cantava la Mangano in quel film..arriva el negro zumbon</em>? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Dolores non solo la ricorda: prende da una tasca sotto il sedile un nastro, proprio quello. Rido di gusto, davvero. Sento che il gioco può riuscire, così continuo: e <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il plip</em> della Pavone chi se lo ricorda? Silenzio imbarazzato. Nessuno. Il gioco è già finito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">La statua leibniziana mi è sfuggita di mano, come al solito: mi ritrovo in un’automobile, diavoleria del secolo, a parlare della soluzione finale ascoltando <em style="mso-bidi-font-style: normal;">el negro zumbon</em>, con Mario che maledice me e abbraccia la vita di Flora. Giuro, non avrei voluto, non volevo ingannare nessuno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Scende lentamente, verso via XII Ottobre, con la sua frangetta post-nucleare e leccalecca; intravedo, con la mente, la libreria Giuffrè, nascosta sotto un portico: mattine dopo il Tribunale passate proprio lì, a far ammattire la commessa: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">come non lo stampate più? Che significa?</em> mentre la benzina araba rumina filosofica ogni legge conosciuta della meccanica. Eccoci qua, tra due gatti enormi e agitati che traversano al semaforo e un martedì mattina. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">La domanda è sempre la stessa: siamo noi che sogniamo loro due che si baciano dietro di noi o sono loro che sognano noi, che stiamo insieme perché pensiamo troppo?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Fumo ancora una sigaretta, sei quello che fuma troppo, che si rovina la salute, che tiene il finestrino abbassato anche con la città stramazzata, con i cavalli morti, con le mosche in forma di fiocchi di neve, rumorose e bianche. <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Viva l’Italia</em>&#8230;.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Una ragazza romana mi scrive: da giurista, anche se incontrassi il diavolo, dovrebbe prima ascoltare le mie richieste. Forse sì, dovrebbe. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Si sale, con la marcia costretta nel niente, su su per via Caffaro: butto un occhio al portone in cui so che rincasava Giovanni Tarello, mentre mi faccio lasciare davanti allo studio..ho dimenticato qualche libro, devo tornare, in mille nuovi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">deja vu</em>. Poi questa ossessione di Montale, dei suoi quaderni…possibile abbia parlato di tutto ciò di cui voglio parlare io? Mi rubava le idee ancor prima che nascessi? <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Fortuna, o sfortuna vuole, ch’io non faccia il poeta di professione, e sia mio compito <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pensare il verso, prima che scolpirlo</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Che ore sono?</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: "> Chiedo alle gambe con stivali di Dolores, gelosi delle riflessioni con Flora; loro battono sul pedale del freno, come a dire, ridendo: tu non preoccuparti di cose come il tempo. Io sono preso dall’irresistibile curiosità di sapere se conosce il senso del XX Settembre, cui è dedicata la via portante della nostra città. Non vi dirò, se l’ha saputo o no.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Intermezzo II</span></em><span style="font-size: 12pt; font-family: "> –</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Fuggita in montagna, sulla neve e tra i ragazzacci di campagna che mi urlano contro, ridendo come cavalli drogati, inebetiti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">So che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quello che non ho è di fregarti a carte</em>, cara Lo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Spegni la musica, su quel verso finale “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai</em>?”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Domani è Capodanno. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Genova, a dieci anni contati dalla sua morte cicca, inaugura una mostra fotografica dedicata a Fabrizio De André. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Oggi somiglio anche a De Andrè. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<div style="mso-element: endnote-list;">
<hr size="1" />
<div id="edn1" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_edn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: ">[i]</span></span></span></span></span></a><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"> È lo pseudo-R.D. Laing, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Nodi</em>, Einaudi.<em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></span></span></p>
</div>
<div id="edn2" style="mso-element: endnote;">
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_edn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: "><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: ">[ii]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size: 11pt; font-family: "> Liberamente tratto da uno pseudo-Littell, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Le Benevole</em>, p. 87</span></p>
</div>
</div>
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		<title>Fallacia dell’immacolata concezione.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   8 . 12 . Genova .     Stefano si stava ancora radendo, ineffabilis deus, quando il mio fischio cupo sotto la finestra aperta di casa, ha richiamato la mia presenza – epifania della lametta che trema leggermente, accanto al labbro. Questo Lunedì immacolato, dove i negozi sono chiusi ed i bambini corrono il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.arsenalofhypocrisy.com/blog/wp-content/uploads/2008/04/hitler_in_paris.jpg" alt="" width="273" height="363" /> 8 . 12 . Genova . </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Stefano si stava ancora radendo, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ineffabilis deus</em>, quando il mio fischio cupo sotto la finestra aperta di casa, ha richiamato la mia presenza – epifania della lametta che trema leggermente, accanto al labbro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Questo Lunedì immacolato, dove i negozi sono chiusi ed i bambini corrono il loro triciclo sulla piazzetta di Castelletto, io e Stefano, fumando sopra il concetto di amore <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pieno di grazia</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Cattiva è questa via che scende verso l’<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ascensore</em> scelta prima della creazione, per portare Caproni in paradiso. Stefano e la sua teodicea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Io che ho in tasca due occhi piemontesi ed una piuma d’angelo. Sindrome della <em style="mso-bidi-font-style: normal;">casa in collina</em>, gli amici di Roma, ricordi. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il piano degli dei è al telefono. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Dentro una macchina parcheggiata davanti ad un albero enorme, due poeti parlano delle loro ipocondriache malattie. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Hitler sorride a Parigi vuota, all’alba: che serva a tutti da lezione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Volevi una mia fotografia, e adesso hai un paio di occhiali e Genova dall&#8217;alto: io ti avrei insegnato questa misera città, con l&#8217;anima di chi la subisce, così intensamente, da sentirla come nessuno, come sua. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Io che passeggio con più forza, muovendo con crudeltà i capelli biondi ed il cappotto blu; che mi affaccio alla ringhiera, dove ho ballato con mia madre, amore mio. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ecco, una ragazza è in piedi su un cancello, lo scavalca sorridendo, mentre la banalità del male l’aspetta. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ti fissano i miei occhi azzurri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                                                                      ***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ed un uomo, il più malato di tutti, con i suoi occhiali e lo sguardo da burocrate senz’anima, metterà una bomba dentro un giardino verde che finge di fotografare, e farà esplodere il mondo, lo distruggerà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                                                                       *** </span></p>
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		<title>Passanti, sulla tovaglietta del mio pranzo al Bar Portello.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 21:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[assassino]]></category>
		<category><![CDATA[bar]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Portello]]></category>

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		<description><![CDATA[13.05 (Sul bordo di una piscina invernale, tra il costume e le ossa, ascolta il motivetto dei propri piedini pucciati nell’acqua; un nuovo fidanzato in bianco accappatoio: si sorridono, si piacciono. Dentro la borsa, suona il telefono, senza che nessuno lo possa sentire). In piedi,  dentro un autobus vuoto, rincasano i laureati, stretti nei propri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><img class="alignright" style="float: right;" src="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/foto_trattate/2008/01/31/1castellettoReportage_9341--U1101264100075tqD-300x551--158x237.jpg" alt="" width="175" height="253" />13.05 </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">(Sul bordo di una piscina invernale, tra il costume e le ossa, ascolta il motivetto dei propri piedini pucciati nell’acqua; un nuovo fidanzato in bianco accappatoio: si sorridono, si piacciono. Dentro la borsa, suona il telefono, senza che nessuno lo possa sentire).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">In piedi, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>dentro un autobus vuoto, rincasano i laureati, stretti nei propri cappotti; tengono ferme le loro borse, piene di carta, veloci pensano di essere profondamente soli. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Un assassino mangia un gelato sotto il portico di un bar: in questo pieno inverno, due trentenni lo scontrano, distratti dai loro giri di rock and roll linguistici: my miting, governans, brifing – uno di loro lascia cadere il telefono nelle sue mani. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Sui gradini che scendono qui in piazza, una donna tiene tra le mani tre cuccioli di cane: uno cade a terra, e comincia a muovere la coda in festa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Si parla di Roma, mentre Mario, in un appartamento caldo, vende romanzi dalla finestra e bacia le caviglie di Flora, il suo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cerchio puro</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Sotto un ombrello inglese, tre giudici parlottano di diritto, di quel che ne è rimasto: un’ape ronza tra le mani aperte a formare una scodella di uno dei negri che mendicano nel sottopassaggio – alla prima moneta si ringrazia, carità cristiana, e si levano piccoli miracoli: la trasformazione del denaro in denaro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ancora una telefonata, dal piano di sopra che dà sulla strada: corre un telegramma dalla tabaccheria al cesto di frutta dell’ufficio, con la scritta «Monaco, 1938». Tira un’aria di pace.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Pietre sulle impalcature, dove fischiettano gli operai. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Che aria di pace, in questa fredda giornata. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">L’assassino ha un indirizzo buono, in tasca. Ma finisce prima il suo pranzo, a fianco a me.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Gli sorrido, imbarazzato. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 22:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[francesca gazzolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Piazza De Ferrari]]></category>

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		<description><![CDATA[  di Francesca Gazzolo   ****]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/genova.jpg"></a><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/genova.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/genova.jpg"><img class="size-full wp-image-229 aligncenter" title="Genova era la sua città, e lo sarebbe sempre stata" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/genova.jpg" alt="" width="539" height="351" /></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/25141547@N06/">di Francesca Gazzolo</a></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;">****</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE SERVE DI JEAN GENET –COMPAGNIA TEATRALE LES BONNES-</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 13:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Genet]]></category>
		<category><![CDATA[Le serve]]></category>
		<category><![CDATA[Les Bonnes]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[EVENTO TEATRALE Teatro Altrove, Piazzetta Cambiaso 1, Genova.       Lunedi 4 novembre 2008 Martedi 5 novembre 2008 - Installazioni ore 20:30 - Performance ore 21:00 Durata della performance 1&#8242; e &#8221;30 minuti.     Costo biglietto per installazioni e performance teatrale € 12.-. Prenotazione biglietti: Tel. 010 251 19 34.       [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span class="style111"><span style="color: windowtext;"><strong><span style="font-size: small;">EVENTO TEATRALE</span></strong></span></span></p>
<p><span class="style111"><span style="color: windowtext;"><strong></strong></span></span></p>
<div><span style="font-family: "><img class="size-medium wp-image-221 alignright" style="float: right;" title="les-bonnes" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/les-bonnes-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><br />
<span style="font-size: small;">Teatro Altrove, </span><a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=106283029399197323379.00045675a219554849e9d&amp;ll=44.411352,8.931799&amp;spn=0.003962,0.00942&amp;z=17" target="_blank"><span style="color: windowtext;"><span style="font-size: small;">Piazzetta Cambiaso 1, Genova</span></span></a><span style="font-size: small;">.</span></span></div>
<div><span style="font-family: "> </span></div>
<div><span style="font-family: "> </span></div>
<p><span style="font-family: "> </p>
<p></span></p>
<div><span style="font-family: "><br />
<span style="font-size: small;">Lunedi 4 novembre 2008<br />
Martedi 5 novembre 2008</span></span></div>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">- Installazioni ore 20:30<br />
- Performance ore 21:00</span></span></div>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Durata della performance<br />
1&#8242; e &#8221;30 minuti.</span></span></div>
<p><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<div><span style="font-family: "><br />
<span style="font-size: small;">Costo biglietto per installazioni e performance teatrale € 12.-.</span></span></div>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"></p>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;">Prenotazione biglietti:<br />
Tel. 010 251 19 34.</span></span></div>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"></p>
<div><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"> </span></span></div>
<p></span></span></div>
<p><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><span style="font-family: "><span style="font-size: small;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p></span></span></span> </p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Due serve, due sorelle, Claire e Solange, amano ed odiano la loro padrona. Madame è la loro ossessione. Tutte le sere, nella sua camera, a turno le due recitano il ruolo di Madame. Tutte le sere, in questo loro rituale segreto inscenano l’assassinio di madame, senza riuscire mai a compierlo veramente. Questo gioco, è tutto ciò che hanno. Una storia senza tempo né luogo. fatta di simboli. Un dramma sull’apparenza, sul mascheramento e l’idolatria delle immagini.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Claire e Solange sono una persona sola. Il mascolino e il femminino si mescolano e non hanno più valore e la femminilità di madame è sogno. Esteriorizzata perde sostanza ma acquista poeticità. La donna diviene cifra, che le due serve perseguono in due diverse, ma ugualmente distruttive maniere: l’alienazione nel sogno e l’autodistruzione.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">***</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Un dramma sull’apparenza, sul mascheramento e l’idolatria delle immagini. Due serve, due sorelle, Claire e Solange </span><a href="http://www.les-bonnes.com/newsletter/immagini/volantino_download.jpg" target="_blank"></a><span style="font-size: small;">amano ed odiano la loro ossessione: <strong><span style="font-family: ">Madame.</span></strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: small;"><strong><span style="color: #000000;">La storia delle serve è senza tempo né luogo. </span></strong><span style="color: #000000;">È fatta di simboli. La camera di Madame è un luogo mentale in cui le due sorelle vivono le loro ossessioni e i loro giochi come fossero una persona sola, una mente schizofrenica.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Per l&#8217;occasione, l&#8217;associazione culturale Les Bonnes ha organizzato un <strong><span style="font-family: ">concorso video </span></strong>dal titolo Fratello televisore amico bisturi, vinto dal gruppo &#8220;Intenside&#8221;. Il progetto vincitore verrà prensentato, insieme alle altre installazioni, nell&#8217;androne del teatro Altrove a Genova (</span><a href="http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=en&amp;msa=0&amp;msid=106283029399197323379.00045675a219554849e9d&amp;ll=44.411352,8.931799&amp;spn=0.003962,0.00942&amp;z=17" target="_blank"><span style="font-size: small; color: #954371;">Piazzetta Cambiaso</span></a><span style="font-size: small;">).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: small;"><strong><em><span style="color: #000000;">I biglietti per lo spettacolo, sono disponibili presso il numero di telefono: 010 251 19 34.</span></em></strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Per maggiori informazioni e foto clicca il sito </span><a href="http://www.les-bonnes.com/" target="_blank"><span style="font-size: small;">www.les-bonnes.com</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/les-bonnes-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-220 aligncenter" title="les-bonnes-2" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/11/les-bonnes-2-300x163.jpg" alt="" width="337" height="198" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Le serve Sono un doppio, Tutto ciò di cui vivono è finzione. Tutto ciò per cui vivono è Madame. Sinchè l’una basterà all’altra. Madame stessa non esiste,dietro il suo cerone troviamo un&#8217;altra identità frustrata e insignificante: anch&#8217;essa una serva. Nulla la distingue se non la sua posizione stessa di &#8216;Madame&#8217;, d’altronde come lo stesso Genet afferma:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">“Ogni uomo, e ne ho avuto la rivelazione, conserva al di là di una apparenza gradevole o ai nostri occhi mostruosa, una qualità che si direbbe una risorsa estrema e che fa si che egli sia, in una sfera molto segreta, forse insopprimibile, ciò che ogni uomo è.” (Jean Genet)</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Due serve, due mostri o due sante con cui Genet ci invita a vedere ciò che siamo, il diritto, il rovescio, la realtà e il travestimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">“La funzione degli attori è di rivestire gesti e panni che consentono di mostrarmi a me stesso e di mostrarmi a nudo, nella solitudine e nell’esultanza.&#8221; (Jean Genet)</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">***</span></em></p>
</div>
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		<title>I numeri, dentro la pioggia che batte alle sette di sera</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/i-numeri-dentro-la-pioggia-che-batte-alle-sette-di-sera/216/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 09:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzaglia]]></category>
		<category><![CDATA[San Casciano]]></category>

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		<description><![CDATA[(Genova, Piazza Lavagna)   Si nascondono dei numeri                      nelle gocce d’acqua bianca che taglia dolcemente  l’ombrello di M., oltre-personaggio Ora (e ora è un numero trascendentale) lui è felice, perché il cuore gli batte troppo in fretta                 Volano pesci d’argento, con uauauauah prebellici: stivali che battono Cinque  o sei  cic ciac a passettino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://files.splinder.com/1c4ec681ff4a085b2f392a677cbe6fd8.jpeg" alt="" width="231" height="340" />(Genova, Piazza Lavagna)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Si nascondono dei numeri </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                     nelle gocce d’acqua bianca che taglia dolcemente</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> l’ombrello di M., oltre-personaggio </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ora (e <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ora</em> è un numero trascendentale) lui è felice, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">perché il cuore gli batte troppo in fretta</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                </span>Volano pesci d’argento, con uauauauah prebellici: stivali che battono </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Cinque</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>o sei</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>cic ciac a passettino,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">              </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>una gonna che s’alza appena, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                                                </span>il sigarillo tra le labbra, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">mentre la balena, <span style="mso-spacerun: yes;">                                                   </span><span style="mso-spacerun: yes;">                         </span>il Leviatano, dorme sott’acqua. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Sette devo uscire <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">           </span>ai rintocchi della campana del </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">San Casciano,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                                                         </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>mangiato dai propri discepoli. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Al cimitero della scoperta dell’America, sulle panchine giocano a scacchi </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Due</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>ragazzi. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">               </span>Poi piove ancora, e sotto ombrelli di vicoli la ragazzaglia che mi è ostile </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Tre, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">i baci ancora di M., che chiude in cucina la sua amica antica </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                                  </span>Lei con la luna, lei con gli scacchi </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Due, al tavolo all’aperto, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                </span><span style="mso-spacerun: yes;">                                                 </span>salumi piccanti e mozzarelle, la coda rossa del cavallo: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">salto generazionale intorno alla ragazzaglia </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                               </span>con la sua <em style="mso-bidi-font-style: normal;">discesa</em> intramondana. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">È tempo di tornare al lavoro, di tornare alla propria <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vocazione</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;">                                                                                                </span>Una soltanto, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">la passante che rimane seduta, con la sua giacca militare, </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">a scrivere il suo diario. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                                                              ****</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Genova bianca, e quel che non imparai.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 19:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Ceneri di Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Notte bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Stupenda e misera città]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Notte è bianca, su Genova: una banda invisibile suonacchia per la strada di Maddalena, sotto il cielo che piove. Una casa di fronte ad un Santo, in cui trovo rifugio tra libri tedeschi e luce di candele: capelli splendidi si slegano nei racconti e nella musica classica.   Una cena di pesci bruciati: le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> <span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La Notte è bianca, su Genova: una banda invisibile suonacchia per la strada di Maddalena, sotto il cielo che piove. Una casa di fronte ad un Santo, in cui trovo rifugio tra libri tedeschi e luce di candele: capelli splendidi si slegano nei racconti e nella musica classica. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<div class="Section1">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Una cena di pesci bruciati: le mie mani nelle tasche, le mie sigarette alla finestra. Un sorriso, scambiato in controluce. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il silenzio e le parole, come in continua tensione tra loro, a tessere il tempo che passa con calma. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La mattina svegliarsi, mangiare cioccolata e passeggiare tra i genovesi sempre incerti, se porsi domande o darsi risposte. Avvocato, la sua <em style="mso-bidi-font-style: normal;">parcella</em>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Non ho mai voluto imparare nulla dalla mia città. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Il mio anti-marxismo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">esistenziale</em>, il mio pensiero conservatore, il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">politico ed il giuridico</em>, la mia negazione del cristianesimo, il mio gesto mite ma feroce, contro il mondo moderno, mi separano dalle ceneri del poeta che recita in modo meraviglioso <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span><span style="font-size: 11pt; font-family: "><br style="page-break-before: auto; mso-break-type: section-break;" /></span></p>
</div>
<div class="Section2">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">“Stupenda e misera città,</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: "><span style="font-family: "><span style="font-family: "><span style="font-family: "><span style="font-family: "><span style="font-family: "><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%;"><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://davidderrick.files.wordpress.com/2007/11/pp-pasolini.jpg" alt="" width="350" height="396" /></span></span></span></span></span></span>che m&#8217;hai insegnato ciò che allegri e </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">feroci</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">gli uomini imparano bambini,</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">le piccole cose in cui la grandezza</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">della vita in pace si scopre, come</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">andare duri e pronti nella ressa</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">delle strade, rivolgersi a un altro uomo</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">senza tremare, non vergognarsi</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">di guardare il denaro contato</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">con pigre dita dal fattorino</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">che suda contro le facciate in corsa</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">in un colore eterno d&#8217;estate;</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">a difendermi, a offendere, ad avere</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">il mondo davanti agli occhi e non</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">soltanto in cuore, a capire</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">che pochi conoscono le passioni</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">in cui io sono vissuto:</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">che non mi sono fraterni, eppure sono</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">fratelli proprio nell&#8217;avere</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">passioni di uomini</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">che allegri, inconsci, interi</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">vivono di esperienze</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">ignote a me. Stupenda e misera</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">città che mi hai fatto fare</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: ">  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">esperienza di quella vita</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">ignota: fino a farmi scoprire</span><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">    ciò che, in ognun, era il mondo”.</span><span style="font-family: "> </span><span style="font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: ">(da Pasolini, “Le ceneri di Gramsci”)</span><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: "><br style="page-break-before: auto; mso-break-type: section-break;" /></span></p>
</div>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La mia vita in pace è forse un’altra: ritirata a <em style="mso-bidi-font-style: normal;">San Casciano</em>, dopotutto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">La <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cameretta petrarchesca </em>è il luogo della mia meditazione, la non-esperienza di alcuna vita ignota. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Io tremo, rivolgendomi all’uomo. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Ma forse la città mi ha insegnato qualcosa. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">Passeggiamo fino alla stazione. Ci si può amare lo stesso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: ">                          ***</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: "> <span style="font-family: "><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/09/untitled.bmp"><img class="size-medium wp-image-200 alignleft" style="float: left;" title="Pasolini -Le ceneri di Gramsci" src="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/09/untitled.bmp" alt="" width="581" height="278" /></a></span></span></span></p>
<div></div>
<p><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; mso-bidi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
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