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	<title>Mosca sul cappello &#187; Bruxelles</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Note sulla mancata ratifica irlandese del trattato di riforma -Lo spazio americano</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 09:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Irlanda ha bocciato il trattato di riforma, i giornali parlano di crisi politica dell’Europa.  A ben vedere, si tratta in realtà di una crisi della spoliticizzazione strutturale a quel trattato di riforma. Il Ius pubblicum Europaeum, per come si è svillupato, oggi mostra i suoi limiti, nella difficoltà di accettare il progetto elaborato nella crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Irlanda ha bocciato il trattato di riforma, i giornali parlano di crisi politica dell’Europa.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>A ben vedere, si tratta in realtà di una crisi della spoliticizzazione strutturale a quel trattato di riforma.</p>
<p>Il Ius pubblicum Europaeum, per come si è svillupato, oggi mostra i suoi limiti, nella difficoltà di accettare il progetto elaborato nella crisi stagnante degli ultimi due anni dopo il fallimento della Costituzione europea e le conclusione del consiglio di Bruxelles che stabilirono nel 2007 le linee del mandato della CIG [i].</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;">Il sistema di Bruxelles, infatti, nasce e si sviluppa dopo la fine dell’opposizione tra terra e mare, quali elementi strutturali del diritto internazionale moderno: dal 1945 si impone l’idea americana di emisfero occidentale, elaborato dalla dottrina Monroe, la quale insiste su un nuovo elemento, l’aria.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il nuovo spazio mondiale degli ultimi cinquanta anni è stato un non-spazio, un uccello contro la balena, l’aria che divora il mare ed anche la terra<a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_ednref2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ii]</span></span></span></span></a>: se l’aeroplano e la bomba hanno distrutto l’Europa e l’opposizione dominio marittimo-dominio terrestre (è la distruzione dei presupposti del dominio sul mare inglese e del dominio tedesco di occupazione territoriale), il nuovo ordine del mondo è stato lo scudo spaziale, le orbite ed i satelliti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’ordine della cd. guerra fredda è poggiato sull’elemento dell’aria, elemento che rappresenta la totale inversione del senso di nomos della terra, del legame tra ordinamento e localizzazione (Ordnung und Ortung). La nuova rivoluzione spaziale, permessa dalla tecnica, è stata la scoperta dello spazio non più talassico o atmosferico, ma missilistico, uno spazio che per definizione non si può occupare, non può localizzarsi. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Lo spazio mondiale degli ultimi cinquanta anni è stato uno spazio astratto e verticale, puramente concettuale: la corsa alla luna non è una lotta per l’occupazione, ma una lotta astratta –tanto che neppure è rilevante se nel ’69 gli americani davvero arrivarono sulla luna, poiché è l’impianto tecnico-visivo che stabilisce la vittoria, e non l’effettiva scoperta o occupazione-.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il missile è qualcosa che prescinde dallo spazio, dall’idea di dividere e spartire il suolo: è qualcosa che può essere lanciato dal proprio indiscusso territorio e giungere attraverso l’aria in un altro territorio, senza che l’aggressore abbia alcun rapporto con esso. Lo spazio internazionale si è quindi neutralizzato in un non-spazio, ed è divenuto uno spazio astratto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">La posizione dell’Europa in tale scenario, è stata quella, come già è stato detto, di un territorio distrutto e, in quanto tale, ormai inutile. Nel nuovo diritto mondiale, il territorio era una nozione che aveva perso di significato, poiché terra e mare erano stati eliminati radicalmente dall’aria. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Bruxelles nasce in tale contesto, come un atto di giuridicizzazione assoluta del territorio europeo: nel momento in cui esso è del tutto spoliticizzato, poiché non ha più rilievo politico, non più opposizione e possibilità di guerra, la sua evoluzione è stata quella di neutralizzarsi attraverso la costruzione di una comunità liberale-kelseniana di diritto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">La Costituzione Europea rappresentava il processo finale di tale percorso, in un’idea spoliticizzata del sovrano: la Costituzione si poneva infatti non quale potere costituente creatore di nuovi valori, non quale ordine materiale e politico dell’Europa, ma quale grundnorm. La posizione monistica di Kelsen rappresenta la spoliticizzazione degli Stati: ogni Costituzione statale diviene infatti una mera norma, una norma positiva la cui validità dipende dalla grundnorm internazionale .</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Ma prima di ogni normazione, vi è la decisione politica fondamentale del titolare del potere costituente<a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_ednref3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_edn3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iii]</span></span></span></span></a>. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Tale idea era del tutto assente nella Comunità di diritto di Bruxelles. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">La Costituzione Europea è stata respinta. Il motivo profondo di tale rifiuto del sistema di Bruxelles –che la relazione del Consiglio indicava in modo eufemistico come una mera incertezza- risiede nella fine e nel fallimento di quel nuovo ordine non-spaziale americano, fondato sull’elemento dell’aria.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’11 settembre ha mostrato un’aereo che ritorna sul suolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Non un missile astratto, senza uomini e che si frantuma e diventa invisibile al momento dell’impatto, ma aeroplani, guidati da persone, che si schiantano contro edifici. Tale atto è una concretizzazione dello spazio, una occupazione della terra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Schmitt svolse la teoria del partigiano come integrazione al concetto di politico. Non poteva in alcun modo, negli anni ’50, legare il partigiano, nella sua elaborazione leninista, al terrorista. In effetti lo scritto in questione è forse il più anacronistico e superato dei lavori di Schmitt, ed è improprio riferire le sue categorie concettuali di questo combattente che si pone fuori dagli schemi della guerra in forma al terrorismo moderno. Solo un elemento va considerato, il quale non è un elemento proprio del terrorista, del combattente, ma è un elemento proprio dell’essenza del diritto: l’elemento tellurico.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’astrazione americana è fallita perché non poteva superare del tutto un momento imprescindibile del diritto: il nomos, ossia il dividere ed il pascolare. Il diritto è sempre, in primo luogo, fisicamente, misurazione concreta, localizzazione nello spazio, terra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’astrazione dell’aria degli ultimi cinquant’anni è stato il tentativo di neutralizzare l’idea di nomos. L’America non aveva la possibilità di lottare contro il Vecchio mondo attraverso una occupazione del suolo e del mare su scala mondiale: la distanza, l’Oceano che separa il nuovo mondo dall’Europa, non permetteva la penetrazione per terra e per mare. L’invenzione dell’aria, di un nuovo spazio aereo, ha colmato la distanza.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Ma nel momento in cui la portaerei è stata superata dal missile, in una progressiva astrazione dell’uccello, l’idea di diritto si è fatta invisibile, fino a nascondersi e scomparire. La crisi americana è la crisi del diritto in quanto anti-nomos, anti-localizzazione, anti-ordinamento.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’impero americano è stato sempre un anti-ordinamento, poiché la sua idea giuridica è l’aria e non la terra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Ogni volta che l’America si è trovata nella necessità di ritornare alla terra, all’occupazione territoriale, è andata incontro a fallimenti militari: il Vietnam e l’Iraq sono esempi paradigmatici.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Ciò accade anche nella misura in cui lo spazio americano, essendo astratto, non è dotato di alcuna intensità politica, come possibilità reale di guerra, di combattimento fisico con il nemico: la sua guerra è stata fredda, ossia possibilità astratta. I soldati americani sono combattenti astratti, nel senso che non sono soldati politici, in grado di comprendere la possibilità concreta ed esistenziale dell’opposizione al nemico: si spiega allora l’impossibilità militare americana di chiedere ai suoi combattenti comportamenti supererogatori, con la necessità di poter condurre concretamente soltanto guerre unilaterali, in cui viene garantito e calcolato il fatto di avere vittime solo del paese in cui si interviene. L’astrazione dello spazio americana si lega dunque alla sua distanza con la terra, ed alla spoliticizzazione nel suo senso di possibilità reale della guerra: l’asymmetrical vulnerability è un principio che deriva direttamente da tale situazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Non posso soffermarmi in tale sede sul senso dell’Islam e del terrorismo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Di certo il suo è un ritorno alla terra, alla concretizzazione della lotta come concretizzazione del diritto: l’11 settembre è la svolta simbolica rispetto alla neutralizzazione del concetto di spazio e di nomos.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il fallimento della Costituzione europea è da leggersi in tale prospettiva: gli Stati dell’Europa devono ritornare al legame tra ordinamento e localizzazione, e la Costituzione progettata era la negazione di tale idea.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Allo stesso modo, il voto contrario irlandese è la negazione di questo tentativo ostinato di neutralizzazione politica dello spazio Europeo, proprio nel momento in cui lo spazio tende a ritornare come luogo fondamentale del diritto internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il trattato di riforma abbandona motti, inni e bandiera, ma conserva l’idea universalistica (si legga il secondo considerando del preambolo) e spoliticizzata dello spazio europeo: lo Stato di diritto ed i valori universali dei diritti inviolabili della persona vengono, si dice, ispirati dalle eredità culturali, religiose e umanistiche dell’Europa. Tale idea rappresenta la finzione della distruzione europea: il ius publicum che regolò le guerre dal XVI al XX secolo aveva bene in mente come alla sua base vi fosse la totale ostilità, nata da una guerra di religione, tra le potenze di terra e mare dell’Europa.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Non basta che la sicurezza nazionale resti di esclusiva competenza di ogni Stato, come pure il progetto concede. Ciò che manca alla riforma dei trattati è la nuova individuazione di una connessione tra ordinamento e territorio, di un nuovo nomos della terra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Lo spazio mondiale americano ha portato due concetti che portano in sé la fine del nomos della terra, la fine della possibilità della limitazione delle guerre: la guerra circoscritta e la polizia internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">In altri termini, l’idea anti-ordinamentale che il nemico politico non risieda in uno Stato, come unità politica, ma in terroristi e partigiani, in singoli individui sparsi negli Stati, porta all’esplosione e non alla limitazione della guerra.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Gli Stati sono posti nel nuovo diritto internazionale americano come completamente pacificati, neutralizzati, spoliticizzati.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’Unione Sovietica non è mai stato un nemico politico, con cui considerare realmente la possibilità della guerra. È stato un nemico astratto, in quanto ordinamento statale. Essa era nemico assoluto, reale, non in quanto Stato, ma in quanto teoria. Il comunismo ed i suoi partigiani sono stati i nemici assoluti dell’ordine mondiale sino al 1989: un ordine che non presupponeva dunque una lotta tra Stati, una politica, ma una polizia, ossia una ricerca dei criminali all’interno degli Stati mondiali. Gli interventi americani sono sempre stati in questa direzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il passaggio del nemico politico a criminale, della politica a polizia, sono state le direzioni di sviluppo dell’ordine occidentale. Il risultato è stato il moltiplicarsi delle guerre, e l’astrazione del diritto internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Dopo il 1989, tale modello è stato mantenuto, ed applicato a nuovi criminali: non più partigiani rossi, ma terroristi islamici.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">L’11 settembre, con il suo segno sul territorio, rappresenta il fallimento di tale politica mondiale di polizia ed astrazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il diritto internazionale deve legarsi adesso nuovamente al nomos, al territorio, agli Stati.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Il nemico deve perdere la sua astrattezza, e ritornare ad essere risolto nello Stato.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">In tal senso, la Cina si mostra nel panorama di potenze, in quanto Stato. L’Europa cercherà di ri-condurre il baricentro mondiale su di sé?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">Tale ritorno al ius publicum Europaeum non è necessariamente incompatibile con l’idea di Bruxelles? Non si dovrà ritornare ad una politicizzazione degli Stati Europei?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;">La fine dell’ordine mondiale dell’aria, deve riportare alla nascita di un nuovo diritto internazionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p style="text-align: justify; mso-element: endnote-list;"> </p>
<p style="text-align: justify; mso-element: endnote-list;">
<hr size="1" /></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-element: endnote;"><a style="mso-endnote-id: edn1;" name="_edn1" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref1"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[i]</span></span></span></span></a> Per la lettura di tale documento <a href="http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressdata/it/ec/94947.pdf">http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressdata/it/ec/94947.pdf</a><span style="mso-spacerun: yes;">  </span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-element: endnote;"><a style="mso-endnote-id: edn2;" name="_edn2" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref2"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[ii]</span></span></span></span></a> SCHMITT C., Il nomos della terra, Adelphi, 2006, p.29. Il lavoro viene ripreso costantemente in queste note, come lente epistemica. Il mio discorso reca sempre l’impronta delle considerazioni schmittiane. Rimando pertanto alla bibliografia che nelle parti precedenti ho citato. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
<p class="MsoEndnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-element: endnote;"><a style="mso-endnote-id: edn3;" name="_edn3" href="http://moscasulcappello.com/wp-admin/#_ednref3"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoEndnoteReference"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: EN-US; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">[iii]</span></span></span></span></a> SCHMITT C., Dottrina della costituzione (1928), Giuffrè, Milano, 1984, p.38 <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancora una piccola nota su Bruxelles: il cittadino zingaro &#8211; parte II</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/ancora-una-piccola-nota-su-bruxelles-il-cittadino-zingaro-parte-ii/67/</link>
		<comments>http://moscasulcappello.com/ancora-una-piccola-nota-su-bruxelles-il-cittadino-zingaro-parte-ii/67/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 08:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Già tra Ginevra e Bruxelles accennavo allo sviluppo di quel pragrafo 247, ed alla totale spoliticizzazione del Ius publicum Europaeum. Va approfondita ora la sua nuova Libertà. Bruxelles è un sistema giuridico, una Comunità di diritto, del tutto neutrale sul piano del politico: sospende l&#8217;idea stessa di jus belli, ossia della possibilità reale di dichiarare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SD_NdWy5rBI/AAAAAAAAAvI/fe8_aPGUuKQ/s1600-h/dresden3.jpg"><img style="float:left;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" src="http://bp3.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SD_NdWy5rBI/AAAAAAAAAvI/fe8_aPGUuKQ/s320/dresden3.jpg" border="0" alt="" width="245" height="173" /></a></p>
<div>Già tra Ginevra e Bruxelles accennavo allo sviluppo di quel pragrafo 247, ed alla totale spoliticizzazione del <em>Ius publicum Europaeum</em>.</div>
<div>Va approfondita ora la sua <em>nuova Libertà</em>.</div>
<div>Bruxelles è un sistema giuridico, una <em>Comunità di diritto</em>, del tutto neutrale sul piano del politico: sospende l&#8217;idea stessa di <em>jus belli,</em> ossia della <em>possibilità reale</em> di dichiarare guerra, di individuare e decidere, nel suo essere <em>unità politica</em>, sul nemico. Ciò accade perchè l&#8217;Europa ha conosciuto la sua totale distruzione, nel 1945, come centro politico del mondo terracqueo. Il sistema conseguente, allora, non può che essere un sistema senza unità politica.</div>
<div>L&#8217;Unione Europea è una <em>comunità di diritto senza essere unità politica</em>. La sua stessa sfera giuridica nasce nella neutralizzazione originaria del suo essere una unità economica.<br />
Non esiste il concetto di nemico, ma solo quello di <em>inimicus</em>, di concorrente, di avversario.</div>
<div>Ed allora, conseguentemente, il diritto europeo è un <em>diritto spoliticizzato e neutrale: è un diritto delle libertà.</em></div>
<div>Sarebbe del tutto errato pensare che tali libertà siano meramente economiche. Lo<em> ius publicum Europaeum</em> ha creato un sistema di diritto, il cui fulcro è, dopo gli anni &#8217;90, la persona, l&#8217;individuo, il cittadino comunitario. La nuova libertà europea è la libertà della persona, <em>in sè e per sè, </em>e non dello scambio.</div>
<div>Gli articoli 17-18 CE sono le nuove reti della legislazione pubblicistica di questa comunità, della legislazione sulla cittadinanza: il cittadino comunitario è colui che possiede <em>in origine</em>, e non per effetto derivato dal suo Stato di appartenenza, le libertà di <em>circolazione</em>, del tutto slegate dalla loro strumentale funzione in relazione allo scambio economico (la sentenza <em>Chen</em> offre un chiaro esempio di tale posizione originaria e non-economica).</div>
<div>Non si tratta qui di soffermarsi allora sul fattore economico, che è senza dubbio stato superato.</div>
<div>Si tratta di comprendere che cosa possa essere un cittadino spoliticizzato.</div>
<div>Le libertà dell&#8217;Europa sono libertà neutrali, ed è questa spoliticizzazione la novità del<em> ius publicum</em> della nuova Europa.</div>
<div>Nel sistema dell&#8217;Europa di Westfalia -continuato sino al &#8217;45-, la <em>libertà e la cittadinanza</em> sono due concetti giuridici legati indissolubilmente all&#8217;unità politica dello Stato.</div>
<div>Lo Stato infatti accorda la libertà ai suoi cittadini e non agli stranieri, e la decisione di diritto pubblico sul cittadino e lo Straniero è una decisione politica: è l&#8217;idea che lo Stato, distinguendo tra amico e nemico, si possa porre come <em>unità politica organizzata al suo interno</em>, unità di cittadini.</div>
<div>Solo la guerra civile spezza questa <em>unità</em>, la quale, in tempo di pace interna, è garantita, è conseguenza, della decisione politica che ha portato con sè la discriminazione giuridica tra il cittadino e lo Straniero (la quale tradizionalmente adotta i criteri del <em>ius sanguinis</em> o del <em>ius soli</em>).</div>
<div>Nel nostro Stato, ad esempio, è l&#8217;idea che solo il <em>sangue</em> italiano garantisce il cittadino italiano, ossia garantisce che egli sia amico -parte dell&#8217;unità politica- e non straniero-nemico.</div>
<div>Questo legame, alla base del concetto giuridico di cittadinanza, è venuto meno.</div>
<div>La caduta politica dell&#8217;Europa ha comportato la scissione tra cittadinanza e politico, la loro separazione: si afferma l&#8217;idea nuova che la cittadinanza<em> non</em> dipenda dalla decisione politica, ma dal mero requisito geografico.</div>
<div>Per Bruxelles, chiunque sia cittadino di uno Stato membro è cittadino dell&#8217;Europa, e gode della libertà Europea: la circolazione, il movimento da uno Stato all&#8217;altro. Si spezza l&#8217;idea che ogni Stato riconosca i cittadini sulla base di una decisione originaria politica, originaria in quanto espressione di una unità politica.</div>
<div>In tal modo, nuovi cittadini vanno e vengono da uno Stato all&#8217;altro, senza aver bisogno della sanzione del politico.</div>
<div>Tale meccanismo si è prodotto, come già sottolineato, a causa del venir meno del concetto del politico nello <em>ius Europaeum</em>.</div>
<div>Il cittadino europeo gode adesso di una nuova libertà, del tutto slegata dalla cittadinanza e, pertanto, dal politico: è ua libertà che si da a chiunque, che i singoli Stato sono obbligati ad offrire <em>anche al loro nemico</em> pubblico. Tale contraddizione non è sentita dall&#8217;Europa, che non conosce il concetto di nemico pubbico.</div>
<div>La libertà europea diventa così la libertà di circolare liberamente, di varcare le frontiere e soggiornare nei territori degli Stati, garantita dal diritto. Ma chi è che <em>circola</em>?</div>
<div><em>Chi è questo nuovo cittadino</em>?</div>
<div>Nell&#8217;Europa a pochi Stati, l&#8217;Europa economica del Trattato di Roma, nessuno circolava: queste libertà erano davvero pure libertà economiche. Erano le <em>merci</em> a circolare, nella CEE, nella CECA e nell&#8217;EURATOM, non le persone.</div>
<div>L&#8217;allargamento dell&#8217;UE, invece, modifica il quadro: non più le merci, ma soprattutto le <em>persone</em> circolano. La libertà diventa della persona, del cittadino.</div>
<div>Ma a usufruire di queste libertà, non sarà certo il cittadino antico degli Stati ginevrini, degli Stati ancora ancorati al vecchio tessuto internazionale di Westfalia: italiani, francesi e tedeschi non hanno alcun interesse a circolare per l&#8217;Europa, poichè sono ancora legati, per storia, al modello della <em>terra e del mare: </em>le civiltà cattoliche restano fisse al loro rapporto con la terra e la famiglia, quelle protestanti alla loro ascesi nel mare, inteso come industria e commercio. Ma entrambe sono fortemente legate all&#8217;idea strutturale dello <em>spazio, il concetto</em> europeo che ha formato nel XVI secolo il diritto internazionale.</div>
<div>Cattolici e protestani occupano uno spazio, non circolano nel vuoto.</div>
<div><em>Viaggiano, ma non circolano</em>: è cioè il loro un viaggio, in continuità con il modello cartesiano -del francese come lingua colta delle corti- che rimane, come già faceva dal &#8217;600, a spostare europei colti e studiosi in nome dello studio e della ricerca. Ma non è un modello nuovo.</div>
<div>Il cittadino nuovo è invece il cittadino dell&#8217;Est, lo zingaro, il rom, il nomade, il post-moderno: è il cittadino <em>carnevalizzante</em>, con i suoi carri teatrali, le sue marionette, la sua musica.</div>
<div>Il nuovo cittadino è colui che non ha mai avuto un legame con la terra. E&#8217; colui che ha posto la sua esistenza <em>al di là della terra e del mare</em>, ha posto la sua esistenza su un carro, destinato a muoversi come una <em>trottola esistenziale</em>.</div>
<div>Il nomade non viaggia, ma circola: egli trova carnevalesco lo spazio europeo, perchè non ne è parte.</div>
<div>Questo nomade è il nuovo cittadino europeo, ed è lui ad essere libero.</div>
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		<title>Piccole note tra Ginevra e Bruxelles: il cittadino-zingaro, dopo la fine dell’opposizione tra terra e mare.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 18:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
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		<description><![CDATA[Meditare –sulle ultime parole pubbliche di Schmitt[i]- l’opposizione hegeliana tra terra e mare, equivale a rileggere la storia politica dell’Europa, storia la quale, fino al ’45, fu piuttosto storia politica del mondo. È in Hegel l’idea del paragrafo 247 dei Grundlinien der Philosophie des Rechts che “Come per il principio della vita famigliare è condizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SDRx2HR9bSI/AAAAAAAAAuQ/FG3CMcG49_I/s1600-h/dresda.jpg"><img style="float:left;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" src="http://bp3.blogger.com/_z6gZ1tmpqmM/SDRx2HR9bSI/AAAAAAAAAuQ/FG3CMcG49_I/s320/dresda.jpg" border="0" alt="" width="291" height="219" /></a> Meditare –sulle ultime parole pubbliche di Schmitt<a name="_ednref1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_edn1">[i]</a>- l’opposizione hegeliana tra terra e mare, equivale a rileggere la storia politica dell’Europa, storia la quale, fino al ’45, fu piuttosto storia politica del mondo. È in Hegel l’idea del paragrafo 247 dei <em>Grundlinien der Philosophie des Rechts</em> che<br />
<em>“Come per il principio della vita famigliare è condizione la terra, base e terreno stabile, così per l’industria l’elemento naturale che l’anima verso l’esterno è il mare</em><a name="_ednref2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_edn2">[ii]</a>”.<br />
Famiglia e terra, industria e mare, sono i legami elementari dell’Europa e del suo tessuto sul quale si costruì, come κατέχον (catechon), lo <em>jus publicum Europaeum</em>: la neutralizzazione della guerra, nel sistema di Westfalia, è alla base del diritto internazionale europeo dei secoli XVII-XX.<br />
La <em>guerra in forma</em> è la forza che trattiene, come il κατέχον paolino<a name="_ednref3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_edn3">[iii]</a>, la guerra nel suo senso <em>politico</em>, nella sua intensità, che è, nell’ Europa che scopre <em>nuovi spazi</em>, la guerra di religione.<br />
La dialettica terra e mare è la <em>dialettica di due condizioni storiche esistenziali</em>: la condizione <em>cattolica</em> e quella <em>protestante</em>, la quale è la reale lotta politica sottesa tra le potenze continentali e quelle marittime.<br />
Il diritto internazionale europeo è sorto per porre riparo alla nuova violenza che esplose tra la terra ed il mare a seguito della <em>scoperta dello spazio</em>.<br />
La fine <em>dell’horror vacui</em> con la scienza moderna, l’America ed i navigatori, schiudono il problema dello spazio nel Cinquecento: la conquista di uno spazio ora terracqueo, non più solo quello chiuso della cattolicità.<br />
La lotta tra <em>Landnahme</em> e <em>Seenhame</em>, tra conquista della terra e conquista del mare, è la lotta tra l’Europa contadina e cattolica (hegeliana <em>famiglia</em>), la quale presuppone come condizione storica della sua esistenza lo spazio della terra, e la nuova Europa capitalistica e protestante (<em>industria</em>), il cui spazio è il mare.<br />
Il luogo weberiano <em>dell’ascesi intramondana</em> del protestante è il mare, perché l’ascesi del protestantesimo deve realizzarsi in uno <em>spazio libero</em>, <em>sottratto al nomos cattolico della terra</em>, al concetto tradizionale di <em>bellum</em>, al <em>radicamento del diritto nella terra</em>.<br />
È il <em>mare liberum</em>, invece, lo spazio nuovo, dell’autonomia privata e non del diritto pubblico, la condizione storica del protestantesimo: olandesi ed inglesi strappano il mare alla potenza cattolica del continente –la Francia-, con una violenza nuova, esistenziale, politica.<br />
Lo <em>jus publicum Europaeum</em> sorge sulle ceneri di questo conflitto religioso, o meglio lo risolve come forza che trattiene: regolamenta la guerra, la pone sul piano internazionalistico. Frena la guerra civile tra protestanti e cattolici, tra mare e terra.<br />
Ma l’ostilità è rimasta, ed il fallimento del sistema di Ginevra ha condotto ad una catastrofe politica nuova.<br />
La fine della seconda guerra mondiale è la fine dell’idea delle potenze di terra europee di conquistare quel nuovo spazio: perduti i territori coloniali, perduto il passaggio verso Est, perduta come potenza principale marittima l’Inghilterra, comunque europea, per la lontana America, <em>muore il nomos della terra</em>.<br />
L&#8217;Europa fisicamente rasa al suolo, con i suoi morti a milioni, perde la terra.<br />
Trionfano il mare e ora l&#8217;aria -le bombe, gli aerei, lo spazio americano- come idea dell’illimitato (il <em>globale</em>, in termini più moderni, mi si suggerisce), della libertà negativa, del liberalismo, del capitalismo protestante.<br />
il mare –incarnato nella dottrina Monroe statunitense- ha liberalizzato, <em>spoliticizzato</em>, neutralizzato oggi ogni <em>senso politico</em> dell’Europa.<br />
Il nuovo sistema di Bruxelles, della Comunità europea, <em>è il nuovo sistema spoliticizzato</em> dell’Europa: non più uno <em>jus pubblicum</em> come forza che trattiene un’ostilità latente e politica, ma uno <em>jus pubblicum Europaeum</em> che non conosce il senso del politico, perché lo ha eliminato.<br />
Qui sta la differenza tremenda rispetto al sistema che Schmitt denunciava di Ginevra: la Società delle nazioni non aveva eliminato in alcun modo la <em>possibilità della guerra</em> –ossia la possibilità del politico- poiché non eliminava gli Stati.</p>
<p>Ginevra anzi era funzionale alla loro esistenza, che è una esistenza politica: non aveva nulla di internazionale, né tantomeno di universale<a name="_ednref4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_edn4">[iv]</a>. Ginevra era né più né meno che una alleanza militare, la quale non eliminava, ma anzi <em>rivendicava per sé lo jus belli</em>: era un’alleanza quindi intensamente politica.<br />
Questo dipendeva dal fatto che il conflitto tra terra e mare rimaneva ancora irrisolto e dinamico: Ginevra sostituiva Westfalia come κατέχον, dopo il fallimento di quest’ultima con la prima guerra mondiale, che non aveva saputo trattenere il conflitto.<br />
L’Unione Europea invece sorge dalle ceneri di un’Europa spoliticizzata, da quel secolare contrasto la terra ed il mare: essa è davvero una struttura che nega il pluralismo degli Stati, nella loro <em>esistenza concreta</em>. Nega cioè il <em>politico</em>.<br />
<em>Non assume su di sé il jus belli</em>, perché nega lo stesso concetto di guerra tra Stati, nega l’idea di poter determinare, in dati casi, il nemico, e di combatterlo.<br />
L’Unione è una struttura fondata sull’idea <em>universalistica</em> di essere non un’alleanza tra Stati, ma un <em>vero Stato Europeo</em> in grado di comprendere in sé tutta la terra europea ed i suoi abitanti: è una pace europea <em>spoliticizzata</em>, che nega ogni distinzione politica per affermare la cittadinanza dell’Unione.<br />
Il nuovo <em>jus pubblicum</em> nasce perché l’opposizione tra terra e mare è finita: l’Europa ha perduto la sua <em>lotta per la conquista dello spazio</em>, iniziata nel XVI secolo, sviluppatasi attraverso un conflitto politico, ossia esistenziale, tra cattolici e protestanti e tra potenze di mare e potenze di terra.<br />
L’Europa ha perduto la lotta per il nuovo spazio e perciò ha perduto la sua esistenza politica.<br />
L’Unione Europea che nasce da questa situazione non può dunque essere un κατέχον, una forza che trattiene l’intensità, la possibilità della guerra mondiale: non vi è più tale possibilità.<br />
Non vi è più conquista dello spazio, perché è cessata.<br />
L’Europa ha perduto il nuovo spazio (Est-Ovest, terra e mare).<br />
Ecco che allora l’Unione Europea pone quale base giuridica della sua esistenza non lo spazio, <em>ma il non-spazio</em>: il cittadino europeo è l’elemento atomico di questa costruzione del nuovo <em>jus pubblicum Europaeum.</em><br />
La cittadinanza europea non può considerarsi infatti come un’operazione di mero rinvio al diritto pubblico degli Stati dell’Unione, cui si ricollegano nuove e più ampie libertà.<br />
Tale è solo il suo aspetto formale. Piuttosto, la cittadinanza europea è la <em>negazione dello spazio, del suolo, della terra</em>, per ciò che non sta in uno spazio.<br />
Il cittadino europeo è infatti del tutto slegato dal suo Stato di cittadinanza, poiché è <em>in se<br />
nso originario</em> cittadino europeo in quanto titolare delle <em>libertà dell’Europa</em>, che sono libertà di circolazione.<br />
Le libertà europee sono <em>libertà del non-luogo, del non-spazio</em>, libertà che non hanno nulla a che vedere con il radicarsi all’elemento della terra, e neppure a quello del mare. Sono finite le grandi tradizioni cattolica e protestante, in queste nuove libertà, che sono <em>libertà post-moderne, ossia libertà nomadi</em>.<br />
Il cittadino europeo non è né il cattolico né il protestante, non ha alcun legame con gli elementi come <em>differenti grandi possibilità dell’esistenza umana</em>. <em>Non c’è più possibilità di tale esistenza elementare, poiché era una esistenza politica</em>.<br />
Il nuovo cittadino europeo è <em>lo zingaro</em>, il nomade.<br />
Utilizzo tale termine nel senso post-moderno: è un <em>cittadino debole, carnevalesco, che non conosce più lo spazio –perché gli è stato sottratto come luogo di esistenza politica: è un nomade, nel senso che è cosmopolita, è umanità.<br />
</em>Ma il nomade non è il trionfo dell’individualismo classico liberale, dell’industria, dell’ascesi nel mondo: è un nuovo liberale <em>umanitario</em>, completamente spoliticizzato.<br />
La sua umanità, il suo cosmopolitismo, sono la negazione del politico, perché negano la possibile distinzione tra amico e nemico.<br />
Il cittadino europeo non conosce più <em>nemici pubblici</em>, non conosce la conquista dello spazio: egli conosce solo la migrazione casuale e libera, gioiosa, giocosa.<br />
Ma in tutto questo, non scompare la violenza, anzi si rende più difficilmente reprimibile.<br />
Se vi fosse un nemico pubblico, infatti, lo si potrebbe combattere.<br />
Ma in Europa, nel nuovo <em>jus pubblicum Europaeum</em>, non vi è più un <em>hostis</em>, un nemico.<br />
Vi sono solo nemici privati, gli <em>inimici</em> che il cittadino nomade può combattere in una dimensione del tutto privata e spoliticizzata, vagando, muovendosi di città in città con il suo carro liberale e gioiso.<br />
<span style="font-size:85%;"><br />
</span><a name="_edn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_ednref1"><span style="font-size:85%;">[i]</span></a><span style="font-size:85%;"> Mi riferisco soprattutto allo scritto Carl Schmitt, <em>Land und Meer. Eine weltgeschichtliche Betrachtu</em>ng, Lipsia, 1942 [trad.it. <em>Terra e Mare. Una riflessione sulla storia del mondo</em>, Adelphi, Milano, 2002]. È qui che in nota, nel 1981, Schmitt scrive: “Lascio al lettore attento il compito di cogliere nelle mie considerazioni l’inizio di un tentativo di sviluppare questo paragrafo 247, analogamente al modo in cui i paragrafi 243-246 sono stati sviluppati dal marxismo”. Segnalo che Angelo Bolaffi ha trattato la questione qui discussa nel congresso su Carl Schmitt del 1985 linkato su questo sito.<br />
</span><a name="_edn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_ednref2"><span style="font-size:85%;">[ii]</span></a><span style="font-size:85%;"> Hegel, <em>Lineamenti della filosofia del diritto</em>, Laterza, Roma-Bari, 1987, p.189<br />
</span><a name="_edn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_ednref3"><span style="font-size:85%;">[iii]</span></a><span style="font-size:85%;"> Il termine κατέχον (“la forza che trattiene”) compare in Paolo di Tarso, nella seconda lettera ai Tessalonicesi (una volta come τό κατέχον -quid detineat-, un’altra come ό κατέχων -qui tenet- ), usato per indicare la forza che trattiene l’avvento dell’Anticristo.<br />
</span><a name="_edn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3925582008426693060#_ednref4"><span style="font-size:85%;">[iv]</span></a><span style="font-size:85%;"> Si legga Schmitt, <em>Il concetto di politico</em> (1927), in <em>Le categorie del politico</em>, Il Mulino, Bologna, 2006, p.141 ss.</span></p>
]]></content:encoded>
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