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Sulla farfalla.

28 Novembre 2008 No Comment

Nella splendida e platonica storia dei fiori blu, Queneau lascia che sul fango della terra (distruzione e creazione storica, coincidentia oppositorum) il Duca d’Auge e Cidrolin si sognino a vicenda, mentre i Normanni bevevan calvadòs. Come annotava Italo Calvino, traducendo il testo in italiano,

Secondo un celebre apologo cinese, Chuang-tzé sogna d’essere una farfalla;

 ma chi dice che non sia la farfalla a sognare d’essere Chuang-tzé?”.

Chi ti dice, amica malata, che non sia tu?

Che non sia Tu, in senso esistenziale, lo specchio d’ogni sogno, che è al contempo un dono e una trappola – perché il sogno è l’unico luogo in cui non si può mai dimenticare ciò che ci sta accadendo, ed in questo è la negazione del senso di posizione della storia -.

Il mio passato non passa, e così perdo ogni significato storico.

Non è nostalgia, perché non c’è vanità (nel senso ecclesiastico) in questa farfalla morale che vola per pura finzione.

L’impossibilità di dimenticare è propria di una crisalide, indifferente a se stessa,  la quale, nella sua voglia di morte, nega la sua storicità.  

Una eterna insoddisfazione di sé. Intorno l’assenza irreale di nemici, la misericordia di dio, la buona amica che vuole dimenticare il tuo passato, senza sapere che tu, però, non hai un passato. È per questo che non crede che la amerai per sempre.

Una divisione feroce, sta tra chi sente la perdita della della storia con l’angoscia di una perdita di senso esistenziale e chi, indifferente al mondo ma mai a se stesso, meschino, intende la mondanità come una mera simonia dei beni della secolarizzazione.

La coscienza del Cristo come unicità ed evento non è propria dei religiosi, stupido popolo superstizioso, ma di coloro che sanno che dio non esiste.

Così solo loro vivono intensamente lo scandalo della divinità, e la sua magia storica.

Così la mondanità diventa un’oltre-mondanità, per colui che comprende che ogni questione politica, giuridica, morale ed esistenziale è, oggi, possibile solo sul piano superiore della filosofia della storia.  

Ogni catastrofe è, anzitutto, una rivoluzione spaziale.

E oggi?

Il giurista cattolico è seduto in veranda, in un non-luogo.

Non ha mai sognato una farfalla.

  

 

 

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