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Dieci cose per cui vale la pena vivere.
Sul modello della lista della spesa di un filosofo, che si chiedeva se fosse il carrello ad adeguarsi alla lista, o la lista al carrello (ovvero: della Grande divisione)
1. Il furto dei baffetti: rubati a Charlot o a Hitler?
2. le sue gambe sottili (ma non di Charlot o Hitler, perchè Sue è relativo a XXXXX)
3. i pomodori e le mozzarelle di bufala
4. la morte
5. l’ascensore di Castelletto
6. il sonno
7. il male di vivere
8. l’astrazione (violenza, colpo di stato, esecuzione)
9. la solitudine
10. raccontare ad Anima la storia universale
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Vale la pena vivere per il male di vivere?
Certo l’altra sera non eri così ispirato, e poi - vorrai perdonarmi - ma quando scrivi Charlotte, intendi fare lo spiritoso? Sai com’è, essendo una tua creazione letteraria, alcune tue manifestazioni illetterate, mi fanno sentire tirato in causa.
(comunque sia, mi pare che nonostante i buoni propositi tu abbia scritto dieci motivi per cui vale la pena morire -bufala compresa -, ma credo che questa confusione non sia poi così recente. Temo che già gli ultimi post lavorassero in direzione di un’assimilazione dei concetti. A questo proposito, mi sembrava che almeno sull’ascensore di Castelletto avessimo raggiunto un accordo. Poco male, sarà per un’altra volta - oltretutto, nessuna nota beatlesiana, e questo mi ripugna)
Ancora,e sempre, usualmente tuo personaggio.
Errata corrige su Charlot. Dettato da fretta inutile, festina lente, ora ri-visitato. Scuse con il mio personaggio.
Per l’Ascensore di Castelletto, effettivamente servirà più per andare in Paradiso che per vivere.
Certo c’è una componente di morte, in questi motivi per vivere.
Ma la voglia di morire non è la morte.
La voglia di morire è qualcosa che, nonostante tutto, ci tiene attaccati alla vita.
Stai diventando anche tu un freudiano?
Sempre io.
Aggiungerei che vale la pena vivere anche per tutti i momenti che non viviamo ma che possiamo immaginare di vivere.
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