L’illusione del trono e delle catene. Tecniche per coltivarla
(dopo Stoici ed Epicurei, lo scettico)
A proposito di come quel filosofo tornò a casa con la spesa, ma la moglie gli disse che aveva sbagliato (ancora la Grande Divisione)
1. [Falsa ragione] cercare la pace (fallacia della petitio principi)
2. udire il vinile dell’Albo Bianco, nella parte in cui ricorda la stupidità di Sir Walter Raleigh -seguito da uno sbuffoso rumorìo per la morte di un amico-
3. guardare dalla finestra (fallacia apparente)
4. osservare la stanza, e limitarsi a vedere che si è soli, senza più nessuno
5. scoprire che il paradosso di Moore c’è ma non si vede
6. eliminare i resti carbonizzati degli altri
7. evitare la fallacia dello scetticismo: non lo proclamo levandomi al di sopra di esso, ma semplicemente vado a sbattere contro i carri.
Questo porta al ritorno della mia violenza -surreale e futurista:
ora sotto casa, ora notturna, questa, ragazzacci urlano e schiamazzano. Andrebbero percossi e lesi, mi dico.
Ecco ora che domandano con voci corali e vuote una sigaretta, ma l’avventore non fuma.
Lo riempono di botte, ed io non riesco a concentrarmi così: mi affaccio.
Capisco che finire le sigarette sia alquanto snervante, però avrebbero dovuto semplicemente comprare un pacchetto nuovo. Ma ora scendo, mi dico, e li faccio smettere, con i loro pre-linguistici volti, denti in fuori, orribili.
Alla loro violenza stupida, la mia violenza iper-etica: picchiarli di certo, per salvare il mio concreto altro uomo in fasce e ferite.
Sostituisco le pantofole con le scarpe, indosso il cappotto provvisoriamente sopra il pigiama.
Non scendo.
Se ne sono andati: quindi stanno fuggendo.
Ed al nemico che fugge, ponti d’oro.