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Senza titolo

23 Agosto 2008 No Comment

La spiaggia è una falce anche con me, per me che non sono più così forte, per poter amare la solitudine, amare un solo foglio bianco.

Ma oggi sulla soglia di uno degli usci di mare lascio scendere le nuove bambine vecchie, morire questa lingua che batte Lo-Li-Ta: c’è un uomo più distante, che le porta via. Modugno canta un twist alla radio.

Ragazzaglia che ha imparato a non leggere, che la notte si picchia addosso davanti al mare: ora sì, ora sì che sono loro quelli soli, la cui vita non ha alcun significato.

Io cercherò soltanto di fare una passeggiata con lei. Adriano Celentano molleggia: dammi l’aumento, signor padrone. Me ne vado, torno a casa. E poi c’è solo una strada, per non essere uno studioso, ma solo uno studente.

Chiodi fioriscono sui sassi, bambini portano soldi con loro, vele cadono da una chiesa: Omero ha affittato un ombrellone, per non vedere il mare. Una ragazza senza la parola lancia un libro nell’Oceano.

Pettirossi accompagnano le bombe su Camogli, che aerei inglesi sganciano: volano piano, convertono le loro bocche in aria rossa, hanno soltanto paura della morte. Il caldo accompagna la musica, mentre una folla scappa senza pagare il suo pesce balena dolce, consumato di fretta, spruzzato di champagne. Pecore portano bastoni tra le orecchie, automobili girano verso la notte, tutto deve finire.

Io imparo dal pensiero cattolico a porgere l’altra guancia all’ inimicus, ma a essere pronto ad uccidere l’ hostis.

Arriverà l’inverno. Sarete tutti soli, e mi chiederete di amarvi.

Molo

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