Segnalazioni: il contributo di Alessandro Pizzo sul Buon Samaritano. Invito alla discussione.
Su questa rivista, è apparso di recente un mio post sul paradosso del Buon Samaritano.
Sottesa alla ricostruzione ed alla struttura del paradosso, a mio avviso, si celava la cd.fallacia naturalistica.
Il dottor Alessandro Pizzo pubblica oggi un contributo sul punto, dove critica la mia impostazione ed evidenzia un dato piuttosto interessante, che è dato dal fatto che il nesso di implicazione (Se p allora q), “ineludibile in logica degli enunciati, abbia effetti stranianti in logica degli enunciati imperativi, conducendo al dover considerare come vietati tutti quei comportamenti implicati da un comportamento inizialmente considerato come vietato” (p.19).
Io credo ancora che, carsica, la legge di Hume insista sul paradosso. Pizzo, a mio avviso, non confuta definitivamente questa posizione, ma la sposta, la ri-flette da un altro punto di osservazione: l’effetto straniante dell’implicazione.
Penso che il dottor Pizzo abbia fatto bene: tale prospettiva sospende il piccolo ponte che avevo lasciato nel post, e vede nuovi legami, più profondi.
Così mi chiedo: come mai questi effetti stranianti?
Come mai l’implicazione, posta sul piano deontico, riempe di trappole il discorso?
Pizzo suggerisce (p.18): “Certamente non perchè il connettivo dell’implicazion perda di efficacia all’interno del dominio deontico. Certamente perchè a far problema è proprio l’interpretazione normativa da dare al connettivo”.
Quale interpretazione allora?
Possiamo connettere enunciati deontici in modo condizionale? E quale significato avrà tale nesso?
Spero che qualcuno passi da queste pagine, e contribuisca a sollevare ancor più dubbi sui nostri problemi.














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