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	<title>Commenti a: Risposta all&#8217;appello dei &#8220;tre giuristi&#8221; &#8211; di Alessandro Aranda</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>Di: admin</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/risposta-allappello-dei-tre-giuristi-di-alessandro-aranda/380/comment-page-1/#comment-12775</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 19:03:19 +0000</pubDate>
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		<description>Quando scrivo che la chiusura del giornale costituirebbe un atto dovuto di difesa della Costituzione, intendo certamente la nostra Costituzione del 1948, ma non nella sua normativa (come “Costituzione giuridica”), bensì nel suo essere organizzazione fondamentale dell’unità politica del Paese – senza che sia questa, tuttavia, la sede per affrontare teoricamente la distinzione tra cosiddetto senso formale e senso materiale della Costituzione -. 
L’attacco da parte de “La Repubblica”, in tal senso, costituisce – per le ragioni esposte nell’articolo – l’ennesimo tentativo di rovesciamento delle relazioni tra sfera morale e sfera politica cristallizzate nella struttura politico-sociale concreta dell’Italia sin dal 1948, se non altro nella misura in cui tende ad obbligare il potere politico a rispondere ad ogni domanda che il “Tribunale della coscienza morale”, ossia la società (e, nel caso di specie, la stampa), ritenga opportuno rivolgergli.  
Non è necessario, in tal senso, che il dettato normativo della Costituzione contenga una disposizione ad hoc a difesa di se stessa. Ogni Costituzione ha, infatti, il diritto di difendere se stessa, indipendentemente dalla presenza o meno di meccanismi di protezione quali l’art. 48 di Weimar, l’art. 16 della Costituzione francese, o l’art. 21 c. 2 della Costituzione di Bonn. 
Certo, in astratto, resterebbe la via giudiziaria (legge sulla stampa e art. 270 bis c.p.). Ma, nel caso concreto, il passar di mano la faccenda al governo dei giudici non farebbe che aggravare il pericolo, anziché scongiurarlo.  La debolezza rovescia le Costituzioni, non le protegge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando scrivo che la chiusura del giornale costituirebbe un atto dovuto di difesa della Costituzione, intendo certamente la nostra Costituzione del 1948, ma non nella sua normativa (come “Costituzione giuridica”), bensì nel suo essere organizzazione fondamentale dell’unità politica del Paese – senza che sia questa, tuttavia, la sede per affrontare teoricamente la distinzione tra cosiddetto senso formale e senso materiale della Costituzione -.<br />
L’attacco da parte de “La Repubblica”, in tal senso, costituisce – per le ragioni esposte nell’articolo – l’ennesimo tentativo di rovesciamento delle relazioni tra sfera morale e sfera politica cristallizzate nella struttura politico-sociale concreta dell’Italia sin dal 1948, se non altro nella misura in cui tende ad obbligare il potere politico a rispondere ad ogni domanda che il “Tribunale della coscienza morale”, ossia la società (e, nel caso di specie, la stampa), ritenga opportuno rivolgergli.<br />
Non è necessario, in tal senso, che il dettato normativo della Costituzione contenga una disposizione ad hoc a difesa di se stessa. Ogni Costituzione ha, infatti, il diritto di difendere se stessa, indipendentemente dalla presenza o meno di meccanismi di protezione quali l’art. 48 di Weimar, l’art. 16 della Costituzione francese, o l’art. 21 c. 2 della Costituzione di Bonn.<br />
Certo, in astratto, resterebbe la via giudiziaria (legge sulla stampa e art. 270 bis c.p.). Ma, nel caso concreto, il passar di mano la faccenda al governo dei giudici non farebbe che aggravare il pericolo, anziché scongiurarlo.  La debolezza rovescia le Costituzioni, non le protegge.</p>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/risposta-allappello-dei-tre-giuristi-di-alessandro-aranda/380/comment-page-1/#comment-12744</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 18:22:02 +0000</pubDate>
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		<description>La religione dei diritti dell&#039;uomo vuole ancora compiere il suo corso e non sembra tener conto delle precedenze che si devono alla Sovranità del potere politico. All&#039;autore chiedo: perchè disporre con decreto-legge la chiusura del giornale, adducendo come motivo la difesa della Costituzione? Il concetto di costituzione che qui si vuole va inteso come la Carta Costituzionale promulgata nel 1947?

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La religione dei diritti dell&#8217;uomo vuole ancora compiere il suo corso e non sembra tener conto delle precedenze che si devono alla Sovranità del potere politico. All&#8217;autore chiedo: perchè disporre con decreto-legge la chiusura del giornale, adducendo come motivo la difesa della Costituzione? Il concetto di costituzione che qui si vuole va inteso come la Carta Costituzionale promulgata nel 1947?</p>
<p>Saluti</p>
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	<item>
		<title>Di: admin</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/risposta-allappello-dei-tre-giuristi-di-alessandro-aranda/380/comment-page-1/#comment-12437</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 17:52:39 +0000</pubDate>
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		<description>Paralipomeni e carta stampata (di Alessandro Aranda)

I.
In un recente intervento, Stefano Rodotà sembra aver confermato la mia analisi(S. Rodotà, Se l&#039;Illuminismo diventa bieco, in La Repubblica, 9 settembre 2009, p. 31, leggibile alla pagina: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/09/se-illuminismo-diventa-bieco.html).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paralipomeni e carta stampata (di Alessandro Aranda)</p>
<p>I.<br />
In un recente intervento, Stefano Rodotà sembra aver confermato la mia analisi(S. Rodotà, Se l&#8217;Illuminismo diventa bieco, in La Repubblica, 9 settembre 2009, p. 31, leggibile alla pagina: <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/09/se-illuminismo-diventa-bieco.html)" rel="nofollow">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/09/se-illuminismo-diventa-bieco.html)</a>.</p>
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