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	<title>Commenti a: L&#8217;ombra di Carl Schmitt. Su Antonio Caracciolo &#8211; di Alessandro Aranda</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Jul 2010 09:55:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: tomasoboyer</title>
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		<dc:creator>tomasoboyer</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:12:41 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con la tua analisi, per quanto riguarda il ruolo della libertà di pensiero, in quanto strumento fin troppo abusato da parte di una certa componente intellettuale (per la verità molto più variegata e meno universale di quanto tu creda). 
Non condivido affatto, invece, le parole in merito a Caracciolo. La sua difesa mi sembra tutt&#039;altro che &quot;splendida&quot;, ma soprattutto tutt&#039;altro che intellettualmente onesta. 

Tu poni la libertà di pensiero come fine, e sai quanto io sia d&#039;accordo su questo punto (sebbene possiamo avere posizioni lievemente diverse sul ruolo della responsabilità individuale, che io metto forse più al centro della questione di quanto lo faccia tu). Ebbene, di tale ruolo della libertà di pensiero, nelle parole di Caracciolo non v&#039;è traccia.
Egli ha espresso alcune posizioni sull&#039;Olocausto per uno scopo ben preciso, che si evince immediatamente da altri suoi scritti che ho avuto occasione di leggere: la delegittimazione della genesi dello stato di Israele. Egli contesta l&#039;Olocausto in quanto &quot;mito fondativo&quot; (espressione ambigua e a mio parere vagamente subdola) del popolo di David e del suo farsi nazione.
Caracciolo stesso, difendendosi dagli attacchi subiti, si chiama fuori giustamente dalla querelle storica, in quanto non esperto in materia. Di fatto toglie la polemica sull&#039;Olocausto dall&#039;agone, spostando il fulcro sulla libertà di pensiero.
Però aggiunge una postilla particolare: ad argomento si risponde con argomento. Tali sono le uniche discussioni che si possono avere (e qui sono naturalmente in accordo). 
Tale postilla è molto importante, perchè giustamente assume che una discussione si alzi ad un livello argomentativo alto, dove le posizioni contrapposte abbiano ragioni da presentare e confrontare (tale sembra essere la sua concezione del libero pensiero).
Tuttavia tale assunto si traduce in debolezza nel caso in questione: se egli si chiama fuori dal merito della questione Olocausto, in quanto non esperto (quindi non argomentativamente preparato), come può egli poi serenamente richiamarla come argomento per una difesa della libertà di pensiero? In altre parole, c&#039;è libertà di pensiero solo se esso è argomentato? Se si, come sembra dire Caracciolo, allora la sua difesa è inconsistente; se no è costretto ad accettare anche gli attacchi più bassi in quanto espressione di una qualsiasi libertà di dire quello che si vuole (ed è questa seconda possibilità che apre le strade a ogni tipo di universalismo acritico).

Io sono, come sai, uno strenuo difensore dell&#039;argomentazione e della specializzazione, in quanto strumenti forti per avvalorare una tesi.

Caracciolo ha usato l&#039;Olocausto come argomento forte, dichiarandosi poi inadatto a parlarne in quanto non esperto in materia e usando invece la libertà di pensiero come difesa delle sue tesi. Vi è una doppia contraddizione che porta su un piano inclinato, dal quale egli non riesce a uscire perchè non vuole mettere in dubbio la validità della sua tesi inziale (cioè che Israele come nazione, sia fondata sul &quot;mito&quot; dell&#039;olocausto).

Non metto in dubbio la sua validità di esperto di Schmitt e di Filosofia del Diritto, ma il suo impianto di pensiero mi è estraneo.
Io apprezzo e cerco di adottare altri metodi di ragionamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con la tua analisi, per quanto riguarda il ruolo della libertà di pensiero, in quanto strumento fin troppo abusato da parte di una certa componente intellettuale (per la verità molto più variegata e meno universale di quanto tu creda).<br />
Non condivido affatto, invece, le parole in merito a Caracciolo. La sua difesa mi sembra tutt&#8217;altro che &#8220;splendida&#8221;, ma soprattutto tutt&#8217;altro che intellettualmente onesta. </p>
<p>Tu poni la libertà di pensiero come fine, e sai quanto io sia d&#8217;accordo su questo punto (sebbene possiamo avere posizioni lievemente diverse sul ruolo della responsabilità individuale, che io metto forse più al centro della questione di quanto lo faccia tu). Ebbene, di tale ruolo della libertà di pensiero, nelle parole di Caracciolo non v&#8217;è traccia.<br />
Egli ha espresso alcune posizioni sull&#8217;Olocausto per uno scopo ben preciso, che si evince immediatamente da altri suoi scritti che ho avuto occasione di leggere: la delegittimazione della genesi dello stato di Israele. Egli contesta l&#8217;Olocausto in quanto &#8220;mito fondativo&#8221; (espressione ambigua e a mio parere vagamente subdola) del popolo di David e del suo farsi nazione.<br />
Caracciolo stesso, difendendosi dagli attacchi subiti, si chiama fuori giustamente dalla querelle storica, in quanto non esperto in materia. Di fatto toglie la polemica sull&#8217;Olocausto dall&#8217;agone, spostando il fulcro sulla libertà di pensiero.<br />
Però aggiunge una postilla particolare: ad argomento si risponde con argomento. Tali sono le uniche discussioni che si possono avere (e qui sono naturalmente in accordo).<br />
Tale postilla è molto importante, perchè giustamente assume che una discussione si alzi ad un livello argomentativo alto, dove le posizioni contrapposte abbiano ragioni da presentare e confrontare (tale sembra essere la sua concezione del libero pensiero).<br />
Tuttavia tale assunto si traduce in debolezza nel caso in questione: se egli si chiama fuori dal merito della questione Olocausto, in quanto non esperto (quindi non argomentativamente preparato), come può egli poi serenamente richiamarla come argomento per una difesa della libertà di pensiero? In altre parole, c&#8217;è libertà di pensiero solo se esso è argomentato? Se si, come sembra dire Caracciolo, allora la sua difesa è inconsistente; se no è costretto ad accettare anche gli attacchi più bassi in quanto espressione di una qualsiasi libertà di dire quello che si vuole (ed è questa seconda possibilità che apre le strade a ogni tipo di universalismo acritico).</p>
<p>Io sono, come sai, uno strenuo difensore dell&#8217;argomentazione e della specializzazione, in quanto strumenti forti per avvalorare una tesi.</p>
<p>Caracciolo ha usato l&#8217;Olocausto come argomento forte, dichiarandosi poi inadatto a parlarne in quanto non esperto in materia e usando invece la libertà di pensiero come difesa delle sue tesi. Vi è una doppia contraddizione che porta su un piano inclinato, dal quale egli non riesce a uscire perchè non vuole mettere in dubbio la validità della sua tesi inziale (cioè che Israele come nazione, sia fondata sul &#8220;mito&#8221; dell&#8217;olocausto).</p>
<p>Non metto in dubbio la sua validità di esperto di Schmitt e di Filosofia del Diritto, ma il suo impianto di pensiero mi è estraneo.<br />
Io apprezzo e cerco di adottare altri metodi di ragionamento.</p>
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	<item>
		<title>Di: admin</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/lombra-di-carl-schmitt-su-antonio-caracciolo-di-alessandro-aranda/427/comment-page-1/#comment-13363</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:37:09 +0000</pubDate>
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		<description>Di dovere. La notizia, credo, non andrà molto lontano. Non se ne parlerà più, mentre l&#039;epurazione avrà definitivamente luogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di dovere. La notizia, credo, non andrà molto lontano. Non se ne parlerà più, mentre l&#8217;epurazione avrà definitivamente luogo.</p>
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		<title>Di: Miguel Martinez</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/lombra-di-carl-schmitt-su-antonio-caracciolo-di-alessandro-aranda/427/comment-page-1/#comment-13355</link>
		<dc:creator>Miguel Martinez</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 21:16:36 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie dell&#039;intervento sul mio blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie dell&#8217;intervento sul mio blog.</p>
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		<title>Di: Paolo</title>
		<link>http://moscasulcappello.com/lombra-di-carl-schmitt-su-antonio-caracciolo-di-alessandro-aranda/427/comment-page-1/#comment-13352</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:48:12 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo in piena Età del Ferro. 
Per chi ha ancora crede nella libertà di pensiero non resta che una cosa da fare: mettersi nei guai. Mala tempora currunt....

saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in piena Età del Ferro.<br />
Per chi ha ancora crede nella libertà di pensiero non resta che una cosa da fare: mettersi nei guai. Mala tempora currunt&#8230;.</p>
<p>saluti</p>
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