La Ragione – di Eileen M. Forsythe

La ragione
di Eileen M. Forsythe
Voi non ci crederete, ma è andata proprio così!
La gente pensa che fare il custode del cimitero sia un mortorio. Invece si incontra ogni tipo di persona e si imparano tante cose. Ascoltate questa storia…da brivido!
Sei mesi fa abbiamo sepolto un uomo di circa sessanta anni. Morto di infarto, poveretto. Però nel sonno, placidamente. Per poco non ci pensava la moglie a risvegliarlo, con le urla che cacciava! Mai viste tante lacrime, neppure nei funerali siciliani!
<<Perché, perché? Crudele è la vita!>> gridava. I passeri che vengono a beccare sulle aiuole volavano via, come impazziti. Con mio dispiacere, perché mi fanno compagnia!
Per fortuna la cerimonia è durata solo un’ora, li ho accompagnati fuori e, come si dice in questi casi, mettiamoci una pietra sopra. Invece, la signora tornò qui tutti i giorni, per sei mesi. Sempre vestita di nero, sempre sola, si metteva davanti la tomba del caro marito e piangeva:
<< Crudele è la vita, mio caro Giovanni! Simonetta non viene a deporre un fiore sulla tua tomba e il marito esce e va al cinema, come se nulla fosse successo! Spesso mi ha anche invitata! Quell’uomo ha un cuore di pietra!>>
A me non piace interessarmi degli affari degli altri, ma la signora parlava così ad alta voce che non ascoltarla era impossibile.
<< Crudele è la vita, mio caro Giovanni!>> diceva << Martina, tua nipote, si sta separando dal marito. Francesco, invece, si vuole sposare con una poco di buono. Senza una laurea, fa la commessa in un sexy-shop. Capisci? E Simonetta, a cui tu hai dato i tuoi anni migliori, non viene a trovarti. Si è già dimenticata di te.>>
Tutti i giorni questa lagna con particolari aggiunti.
Ascoltare la signora (ripeto, mio malgrado!) era come seguire una telenovela! Simonetta l’ingrata, Francesco lo sprovveduto, Martina la poco di buono e Umberto lo spendaccione, giacchè aveva comprato una macchina nuova, più spaziosa della precedente. Ah, e Matilde non l’accompagnava a Messa! Così per sei mesi.
Vi state annoiando a sentire la storia? Figuriamoci come mi annoiavo io! Tutte queste sciagure erano elencate tra un pianto e un altro.
Le persone che nominava me le sognavo perfino la notte, con la faccia crudele e gli occhi di fuoco. Un pochino mi faceva pena, quella donna sempre sola. Ma non osai mai dirle nulla e lei non mi parlò mai. Una mattina, in mezzo a questa cantilena, sentii una voce di uomo. Era strano, perché ero certo che nel cimitero c’eravamo solo io e la signora.
Stavo spazzando le foglie a terra, sentii la voce e mi fermai.
Sbirciai la scena da dietro un cespuglio: la signora impassibile e accanto a lei…nessuno!
Arrivata al pezzo << Umberto ha dovuto comprare una macchina nuova, perché dico io?>>
il morto chiamò la donna: << Carmela.>>
Lei non si scompose, disse: << Dimmi Giovanni.>>
<< Finiscila di lamentarti.>>
<< Da quanto tempo mi stavi ascoltando?>>
<< Da sei mesi.>>
<< E perché non mi hai fermata prima?>>
<< Perché so che odi essere interrotta.>>
La signora, indispettita, annuì. La profonda voce continuò a parlare:
<< Francesco si sposa con una ragazza non laureata? Pensa a Martina che si è sposata un dottore e si stanno separando! Il matrimonio è come la vita: può andare bene e può andar male. E Matilde non ti accompagna a Messa perchè tu critichi le acconciature delle altre donne tutto il tempo e lei preferisce andare alla Madonna delle Grazie, a pregare per te. Perché Dio ti sollevi da questo dolore. Anche Armando vuole aiutarti: ha comprato una macchina nuova per portarti in giro.>>
<< E non andava bene quella di prima?>>
<< Ma se ti lamentavi che i sedili erano stretti? Carmela, tu pesi 120 chili!>>
La signora arricciò il naso e domandò:
<< E Simonetta, che si è dimenticata di te?>>
<< Simonetta è sempre stata brava a scrivere racconti. E io le dicevo “scrivi e diventa una scrittrice, coltiva il tuo talento.” Lei sta scrivendo un romanzo da dedicare a me. Mi pensa ogni momento e mi chiede consigli, sicura che io la ascolto.>>
<< E tu la ascolti?>>
<< Io sì! Tu invece dovresti ascoltare più gli altri e goderti la vita finchè puoi.>>
Ci fu dunque un silenzio che mi parve un’eternità. Ormai pensavo che la signora sarebbe scoppiata a piangere, quando, invece, disse:
<< Ti devo dar ragione, sai?>>
Il marito disse: << Sarebbe la prima volta!>>
<< Meglio tardi che mai!>> rispose la donna. E rise, finalmente. Diede un bacio alla lapide ed uscì, sempre ridendo. Rivedo ancora la donna, ma non tutti i giorni. Quando viene non è mai sola e mai triste. Loro due non si sono più parlati, almeno non in mia presenza!
Questa conversazione, però, mi ha fatto capire che solo alla morte non c’è rimedio. E anche dalla morte, ogni tanto, nasce nuova vita.
ILLUSTRAZIONE DI ANTONIO LA MALFA
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Un affronto alla ragione. Banale e piuttosto stucchevole.
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