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La casa degli Spiriti – di Caterina Montanari

11 luglio 2009 No Comment

La casa de los espiritus

Inizialmente svagato e iperuranico, acquisisce via via sempre maggiore consapevolezza e interesse per le “faccende terrene”, in sintonia coi suoi personaggi. Non a caso,la successione discendente (o ascendente, questione d’opinioni) dei fatti è “catalogata” in capitoli i cui titoli passano dall’essere spensierati, quasi zuccherini ( “Capìtulo primero: Rosa, la bella; Capìtulo IV: El tempo de los espìritus; Capìtulo V: Los amantes” ), a minacciosi e incombenti ( “Capìtulo X: La època del estropicio; Capìtulo XII: La conspiraciòn; Capìtulo XIII: El terror” ).

Trattasi di un romanzo generazionale, privo di riferimenti cronologici e storici espliciti, e con pochi generici accenni geografici, ma che si sviluppa chiaramente a partire dai primi del Novecento fino ad arrivare agli anni Settanta, anni spaventosi per il Cile.

Il Golpe di Pinochet (che non viene mai nominato, se non attraverso appellativi quali “il generale”) viene descritto da più punti di vista differenti, in tutto il suo orrore ma con tratti rivestiti di splendore, così come lo svolgersi delle vicissitudini è narrato da diversi personaggi:

“Le pidiò que me trajera a mi casa y asì es como lleguè aquì. Por el camino pude ver la ciudad en su terribile contraste, los ranchos cercados con panderetas para crear la ilusiòn de que no exìsten, el centro aglomerado y gris, y el Barrio Alto, con sus jardines ingleses, sus parques, sus rascacielos de cristal y sus infantes rubios paseando in bicicleta. Hasta los perros me parecieron felices, todo en orden, todo limpio, todo tranquillo, y aquella sòlida paz de las conciencias sin memoria. Este barrio es como otro paìs”.

Si può, infatti, affermare che l’intera vicenda abbia svariati protagonisti ma, mentre l’unica figura costante ed onnipresente è quella del Senatore Esteban Trueba, estremamente maschile e concreta, è la “dinastia”quasi “matriarcale”, costituita da donne eteree e fortemente sensibili, a detenere l’effettivo potere di catturare l’attenzione del lettore.

Anche l’aspra durezza del terribile Senatore Trueba, pur determinata dal suo senso di giustizia e di logica, finisce per piegarsi alla volontà, talvolta irrazionale, delle madri, fidanzate, mogli, figlie e nipoti che l’accompagneranno per tutta la vita; a nulla vale la sua irosa fisicità, spesso culminante in gesti violenti e scoppi di collera: sono, tali reazioni, proprie di questa terra, motivo per cui sembrano appena sfiorare l’evanescente natura dei suoi familiari.

Un lungo racconto, ricco di avvenimenti che rispecchiano la Storia cilena del XX secolo, espresso attraverso atmosfere, accadimenti più o meno paranormali, punti di vista variegati e quasi barocchi nella loro intensità e particolarità.

I componenti delle famiglie Del Valle prima, Trueba e Satigny dopo, si distinguono per la loro peculiarità e danno sempre luogo a situazioni stravaganti.

La sfera del Metafisico viene continuamente evocata e addomesticata dai personaggi, fino a divenire un tutt’uno con ognuno di essi, anche coi più scettici; la pace di cui godono i frequentatori dell’ambiente della Gran casa de la esquina e del feudo de Las Tres Marias viene continuamente minata da accadimenti di varia gravità, dalle calamità naturali alle svolte politiche del paese, e gli stessi protagonisti, con il loro comportamento, portano sempre alla maturazione fatti irrorati di passione, rabbia o fervente idealismo.

Più volte alle soglie della disperazione, ciascuno dei personaggi viene messo a dura prova dalla vita, fisicamente e psicologicamente, e quando tutto sembra perduto, spesso un lume di speranza rischiara almeno in parte, ma in maniera determinante, la loro esistenza.

C’è molta autobiografia nella penna di Allende, a partire dall’ambientazione socio-politica fino alla fitta ragnatela di relazioni familiari che impregna il tutto di un sapore agrodolce: la famiglia Trueba non è, infatti, inscrivibile all’interno di nessuna categoria, e, costantemente sottoposta a tensioni logoranti, si disintegra sempre più in un universo fatto di pianeti a sé stanti, anche in lotta fra loro, per poi talvolta tornare allo stato di unità compatta.

Nessuno sembra voler effettivamente ostacolare altri all’interno di queste complesse dinamiche ma, per forza di cose e secondo il corso naturale degli eventi, vengono inevitabilmente a formarsi attriti e collisioni che portano al deterioramento e all’esasperazione dei sentimenti:

“Perdiò el control y descargò un puñetazo en la cara a su mujer, tirandola contra la pared. Clara se desplomò sin un grito. Estèban pareciò despertar de un trance, se hincò a su lado, llorando, balbuciendo disculpas y explicaciones, llamàndola por los nombres tiernos que sòlo usaba en la intimidad,sin comprender còmo habìa podido levantar la mano a ella, que era el ùnico ser que realmente le importaba y a quien jamàs, ni aun en los peores momentos de su vida en comùn, habìa dejado de respetar. [ … ] Clara no volviò a hablar a su marido nunca màs en su vida. Dejò de usar su apellido de casada y se quitò del dedo la fina alianza de oro que él le habìa colocado mas de veinte años atràs [ … ] Dos dìas después, Clara y Blanca abandonaron Las Tres Marìas y regresaron a la capital. Esteban quedò humillado y furioso, con la sensaciòn de que algo se habìa roto para siempre en su vida.”

Anche la principale mediatrice tra questi mondi diversi, Clara Clarivedente, elemento collante all’interno della famiglia, rimane pur sempre astratta dal pragmatismo di questo mondo e finisce per dedicarsi maggiormente all’ altro, fatta salva la sua inesaurabile opera di bene nei confronti dei bisognosi (estranei alla famiglia). Alla sua natura eterea va contrapponendosi la tangibile solidità di Esteban, con le sue convinzioni e imposizioni, col suo modo di agire politico e di difendere quello in cui crede, il che non gli impedirà di ricredersi a tempo debito:

“ [ … ] Comprendo que al principio es necesario tener firmeza para imponer el orden, pero se les pasò la mano, estàn exageràndo las cosas y con el cuento de la seguridad interna y que hay que eliminar a los enemigos ideològicos, estàn acabando con todo el mundo, nadie puede estar de acuerdo con eso, ni yo mismo, que fui el primero en tirar plumas de gallinas a los cadetes y en propiciar el Golpe, antes que los demàs tuvieran la idea en la cabeza, fui el primero en applaudirlo, estuve presente en el Te Deum de la Catedral, y por lo mismo no puedo aceptar que estén ocurriendo estas cosas en mi patria, que desaparezca la gente, que sàquen a mi nieta de la casa a viva fuerza y yo no pueda impedirlo, nunca habìan pasado cosas asì aquì [ … ]”

Da questo punto di vista, la filosofia del Senatore Esteban Trueba acquisisce un’accezione positiva e maggiormente degna di stima rispetto all’inconsistenza della moglie, delicata, sensibile e piena di amore per il prossimo, ma incapace di governare la casa, allevare i figli e di prendere nettamente posizione rispetto ad una causa politica. Ciò non di meno, per i modi grossolani e la scarsa elasticità che lo caratterizzano, il lavoro di una vita può risultare nullo,e i suoi sforzi vani. E’ la sua brutalità a ritorcerglisi contro e ad allontanarlo dai suoi propositi, la sua mancanza di sensibilità a remargli contro, a prescindere da quanto nobile possa essere la causa che lo spinge a inferocirsi.

Nessuno dei Trueba desidera il male altrui, e ognuno persegue i propri obiettivi e valori secondo il proprio criterio, a qualsiasi costo, ma è la diversità a minare l’equilibrio precario su cui sembra poggiarsi il loro sistema, e sarà il desiderio di male di altri a determinare la loro sofferenza, secondo un principio di fatalismo tinto di accenti biblici, secondo cui le colpe dei padri ricadono sui figli, e il danno arrecato dovrà presto o tardi esser restituito.

Le vite di Jaime, Clara, Blanca e Alba, pur finemente sfaccettate e caratterizzate da alcune incoerenze, sembrano prefiggersi l’unico scopo di vivere amori impossibili e alleviare le sofferenze altrui, ognuno a proprio modo e secondo le sue inclinazioni, ma il ruolo di veri eroi, di veri idealisti, intendibili secondo il senso comune, non spetta a loro bensì ai loro compagni ed amici coi quali faticheranno a raggiungere una quotidianità per le difficoltà di cui da sempre è disseminata la strada degli eroi:

“Miguel hablaba de revluciòn. Decìa que a la violencia del sistema habìa que oponer la violencia de la revoluciòn. Alba, sin embargo, no tenìa ningùn interés en la politica y sòlo querìa hablar de amor. Estaba harta de oìr los discursos de su abuelo, de asistir a sus peleas con su tìo Jaime,de vivir las campañas electorales. [ … ] Pero en la universidad la politica era ineludible. Como todos los jòvenes que entraron ese año, descubriò el atractivo de las noches insomnes en un cafè, hablando de los cambios que necesitaba el mundo y contagiàndose unos a otros con la pasiòn de las ideas. Volvìa a su casa tarde en la noche, con la boca amarga y la rompa impregnada de olor a tabaco rancio, con la cabeza caliente de heroìsmos, segura de que, llegado el momento, podrìa dar su vida por una causa justa. Por amor a Miguel, y no por convicciòn ideologica, Alba se atrincherò en la universidad junto a los estudiantes que se tomaron el edificio en apoyo a una huelga de trabajadores.”

Nonostante la schiacciante mole di complicazioni e di tragici avvenimenti, il conforto della speranza o per lo meno del ricordo resta sempre e giunge a tempo debito, servendosi degli spiriti che hanno abitato la Gran casa de la esquina come messaggeri e guide di un destino da compiersi, secondo piani più grandi dell’umana conoscenza:

“ Pero ahora dudo de mi odio. En pocas semanas, desde que estoy en esta casa, parece haberse diluido, haber perdido sus nìtidos contornos. Sospecho que todo lo ocurrido no es fortuito, sino que corrisponde a un destino dibujado antes de mi nacimiento y Esteban Garcìa es parte de ese dibujo. Es un trazo tosco i torcido, pero ninguna pincelada es inùtil. El dìa en que mi abuelo volteò entre los matorrales del rìo a su abuela, Pancha Garcìa, aggregò otro eslabòn en una cadena de hechos que debìan cumplirse. Despuès el nieto de la mujer violada repite el gesto con la nieta del violador y dentro de cuarenta años, tal vez, mi nieto tumbe entre las matas del rìo a la suya y asì, por los siglos venideros, en una historia inacabable de dolor, de sangre y de amor.”

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