Il mare e la paura
Finalmente,
Marco Polo dall’Oriente ha portato un libro, che non ha neppure scritto.
Essenzialmente, perchè il suo era un viaggio di terra, e non di mare.
Da Venezia è finito soltanto sulle coste croate, e si è sorpreso di Fiume, e della sua reggenza d’annunziana.
C’era già il Vate, già. Dove la mela postmoderna di Guglielmo Tell in fez è in realtà un mandarino simmetrico e vitaminoso.
Il gioco dell’allodola sarebbe allora cucito sulle vostre teste, al posto del sesso angelico del cervello.
La spedizione milionaria si è stupita del mare. E le ragazze di Fiume ridevano,
perchè il mare è un gioco di specchi.
Questo perchè il globo terracqueo è piccolo: non può spingersi fino al punto di vista del mare, e non della terra.
Catena simbolica: Venezia, angeli, mare, Nettuno.
Amore, figlia dell’Oceano, occhi dell’oceano!
L’esistenza SUL mare.
L’esistenza sul mare è indifferenza?
La nostra Repubblica ligure, anche lei, è andata per mare con le sue cambiali e le sue prostitute, ma avendo sempre dentro i cappelli scuri il coniglio con la bussola, ossia la terra.
Le ossa posate sulla spiaggia, sono terra di confine.
Genovesi, che in fondo siamo, restiamo uomini di terra. E non uomini-pesce, non creature dell’acqua.
Corde e nodi incatenano il falso-prototipo della tessitura rapsodica delle acque: Omero cieco, la sua Odissea, chè anch’essa è solo un’opera di Terra.
Ma Circe maga ed i leoni marini, un solo Sì di Molly Bloom, ed i Lestrigoni contadini, i Ciclopi ed i tori sacri, non dovevano esistenzialmente tendere al mare, piuttosto che alla terra?
Potremmo annotare tutto quanto, in una glossa enorme. Ma questa glossatura diverebbe più estesa della parte da commentare, e sarebbe ancora una volta paradossale. (Solo un testo come Terra e Mare di Carl Schmitt, che è un pò l’oggetto segreto di questa lettera, tengo sotto al cuscino).
Ammainate le vele, comprendete i venti.
Spiegatemi una caccia alla balena, senza più recitare.
Dante quando incontrò il folle volo pensava dalla terra, dalle mura cittadine: ma va cambiata, questa fine, perchè è solo religiosa.
Ragionate sulla sfera.
Mettetevi in piedi su un mappamondo, e non per potere, ma per curiosità e malinconia.
Per esistenza.
Cavalli si gettano a mare,
animali da soma muovono i semi di legno dei campi sulle colline cartapesta,
qualcuno di voi è in città costruite lontano dalla prospettiva marina, quasi a cercare di ignorarla, surrogandola con una cattedrale, quasi a dirsi di guardare piuttosto al cielo. Ma, anche qui, perchè non DAL cielo?
C’è una continua inversione fallace di soggetto ed oggetto: ma se il globo è composto quasi interamente d’acqua, perchè non deve essere essa il soggetto?
Bisogna costruire una chiatta, per respirare, e poi andare a vivere nel mare, e di tanto in tanto risalire, e dare un’occhiata.
Gesù ha portato via gli uomini dal mare, ha detto ai pescatori di abbandonare le loro reti. Per seguire un Uomo di Terra, che sulle acque cammina invece di affogare, come a rifiutare il mare, e pensarlo terra. Questa è l’eresia Fisica di dio.
E poi sul mare vi sono i sentimenti. Vi sono le emozioni, ed a parlarne quasi me ne vergogno, perchè è difficile. è difficile sostenerne gli elementi molecolari post-romantici, scientifici. Cercate di avere più paura.
Cercate di essere spinti, quando agite, dalla paura. Del resto, la paura è l’emozione geometricamente perfetta, per parlare di noi.
Cercate di andare per mare, o meglio dal mare.
Cercate di guardare la terra dal mare. E che le vostre lenti siano il mare, sia il blu, siano le sue onde ed i suoi specchi!














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