(Genova, Piazza Lavagna)
Si nascondono dei numeri
nelle gocce d’acqua bianca che taglia dolcemente
l’ombrello di M., oltre-personaggio
Ora (e ora è un numero trascendentale) lui è felice,
perché il cuore gli batte troppo in fretta
Volano pesci d’argento, con uauauauah prebellici: stivali che battono
Cinque
o sei
cic ciac a passettino,
una gonna che s’alza appena,
il sigarillo tra le labbra,
mentre la balena, il Leviatano, dorme sott’acqua.
Sette devo uscire
ai rintocchi della campana del
San Casciano,
mangiato dai propri discepoli.
Al cimitero della scoperta dell’America, sulle panchine giocano a scacchi
Due
ragazzi.
Poi piove ancora, e sotto ombrelli di vicoli la ragazzaglia che mi è ostile
Tre,
i baci ancora di M., che chiude in cucina la sua amica antica
Lei con la luna, lei con gli scacchi
Due, al tavolo all’aperto,
salumi piccanti e mozzarelle, la coda rossa del cavallo:
salto generazionale intorno alla ragazzaglia
con la sua discesa intramondana.
È tempo di tornare al lavoro, di tornare alla propria vocazione.
Una soltanto,
la passante che rimane seduta, con la sua giacca militare,
a scrivere il suo diario.
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