Ha un nome che fa paura (De Andrè canta uno stornello, ed io metto due piccole note)
Solo le pale elettriche di un ombrello, a spanciarmi bianche mentre mi sveglio: entra il sole che muore, perché è già pomeriggio: la costa azzurra, con i suoi poeti militari, potrebbe far per me: Apollinaire casuale, con il suo Paysage, ti protegge bendato.
Fuggire rende liberi? E che cos’è questa libertà?
Fabrizio De Andrè canta con dolcezza d’un fuori programma la canzone che Trovajoli, nel film di Luigi Magni nell’Anno del Signore, scrisse per i carbonari, Targhini e Montanari, giustiziati in Piazza del Popolo il 23 novembre 1825
La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà
ha un nome che fa paura
libertà libertà libertà
La bella che è addormentata,
lalalà, lalalà, lalalà
ha un nome che fa paura
libertà libertà libertà
Io stavo con il Papa, a quel tempo, per una questione filosofica: ma la relazione tra protezione ed obbedienza (the mutual relation between protection and obedience) è libertà, libertà, libertà. Questo nome che ti fa paura.
E fa paura anche a me, talvolta.
La libertà è sempre e solo negativa, prima che per un fatto politico per un fatto antropologico: non c’è libertà nell’uomo, se non l’assenza di opposizioni (Hobbes precisa: impedimenti esterni del movimento). La libertà non sta nell’uomo, ma solo fuori dall’uomo. Chi ama questa libertà, solo questa libertà, ha il cuore meraviglioso dell’Anarchia.
L’Anarchia è un pensiero profondo di destra, è libertà dei nostri due corpi, il mio ed il tuo.
La libertà, come Hobbes sottende, è compatibile con il timore e con la necessità.
Libertà, timore, necessità.
La libertà diventa obbligazione civile, nella istituzione del Sovrano: è il silenzio della legge, è la nostra protezione. Ed è questo che fa paura:
“Ai giorni nostri, sulle torri della città di Lucca, è scritta a grandi caratteri la parola LIBERTAS; ciononostante nessuno può inferirne che un individuo goda qui di maggior libertà, o esenzione dal servire lo Stato, che a Costantinopoli. Che uno Stato sia monarchico o popolare, la libertà è sempre la stessa”.
(Hobbes, Leviatano, XXI, p.179)
Quello che fa paura è che la libertà è sempre la stessa, ovunque: non c’è alcuna libertà positiva nell’uomo, ma solo la sua libertà tra obbedienza e protezione.
In Piazza del Popolo, quella targa per i morti di Leone XIII, che sapevano la paura della libertà, mi commuove nel tono basso e cupo di De Andrè: ma anche io avrei tagliato loro la testa.
Come recitano il povero frate pieno di santa follia Sordi ed il cardinale politico Tognazzi nel film di Magni
“Noi siamo sempre dalla parte giusta”
“Pure quando sbagliamo?”
“Soprattutto quando sbagliamo”
Ecco il mio dono per te, questa preziosa anarchia: abbi il coraggio di pensare la libertà e di gridarla, come faccio io, di amarla fino ad essere pronta a morire, come lo sono io. E nel frattempo, prima di prendere il fucile, prima di specchiarti nei miei occhi, muoviti attenta tra le torri di Lucca: ad un certo momento, quando non ci proteggeranno più, allora questa libertà diventerà positiva e disordinata
“L’obbligazione dei sudditi verso il sovrano è intesa durare fintantoché –e non più di quanto- dura il potere con cui quegli è in grado di proteggerli. Per nessun patto, infatti, si può abbandonare il diritto che gli uomini hanno, per natura, di proteggere se stessi quando nessun altro può proteggerli”
(Hobbes, Leviatano, XXI, p.184)
Così io non abbandono il diritto a proteggerti, ed è questa la mia libertà, la mia anarchia.










Bravo è una bella ricerca quella che hai fatto sulla definizione di libertà in ambito storico filosofico, ma se posso darti un consiglio mettici anche le definizioni di S. Tommaso d’Aquino e di Emmanuel Kant soprattuto nel rapporto libertà-morale (etica teleologica e deontologica che seppur differenti necessitano ambedue di libertà interiore per agire sia nel bene che nel male).
Infine il papa di Targhini e Montanari fu Leone XII e non XIII che è di quasi 150 successivo e fu un papa senza Regno rispetto a Leone XII.
Comunque bravo.
Davide.
Magnifique ! Bravo à toi…
Ravie de t’avoir trouvé au hasard de mes recherches.
ORA E SEMPRE RESISTANZA.
Un abbraccio.
Cécile.
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