C’è un vecchio film che può fare al caso nostro, per quest’occasione. Vi si racconta, come per questo nostro caso, del battesimo di un circolo. Un circolo ristretto. Il vecchio film è The Dreamers, che a discapito della recente uscita – anzi, già al momento della sua uscita – è un film vecchio, perché profondamente inattuale. C’è un motto in particolare, al suo interno, che vorremmo adottare: un motto che, sempre in modo anacronistico, è assieme una filastrocca e una citazione. Sembra anche un buon auspicio, ma potrebbe non esserlo. Il disco rotto recita più o meno così: Goobble-gobble! Goobble-gobble! One of us, one of us! We accept you, one of us, one of us!
Suona incontestabilmente allegro, è il sigillo ad un integrazione: le immagini cui rimanda sono quelle di una festa – un matrimonio. Eppure, ricostruendo la pellicola cui quelle immagini si riferiscono, sorge un dubbio, per quanto riguarda le intenzioni di chi cita. Questo secondo film è Freaks di Tod Browning, che è invece un’opera nuovissima, nonostante sia databile 1932.
Tutto questo per dire che ci è dato di inaugurare una nuova cerchia, una bande à part, in questo luogo già di per sé appartato (senza che Tommaso se ne abbia a male), e sebbene possa apparire come un privilegio, non è detto che lo sia.
Certo, non è neanche detto che la menomazione fisica debba essere una pregiudiziale: chi non ha, almeno una volta, sognato di fare l’amore con la Venere di Milo?
Come Tommaso m’insegna a pensare, la vita può anche essere dei soli spettatori.