Goobble-gobble! Goobble-gobble! di Mario Aloi

C’è un vecchio film che può fare al caso nostro, per quest’occasione. Vi si racconta, come per questo nostro caso, del battesimo di un circolo. Un circolo ristretto. Il vecchio film è The Dreamers, che a discapito della recente uscita – anzi, già al momento della sua uscita – è un film vecchio, perché profondamente inattuale. C’è un motto in particolare, al suo interno, che vorremmo adottare: un motto che, sempre in modo anacronistico, è assieme una filastrocca e una citazione. Sembra anche un buon auspicio, ma potrebbe non esserlo. Il disco rotto recita più o meno così: Goobble-gobble! Goobble-gobble! One of us, one of us! We accept you, one of us, one of us!
Suona incontestabilmente allegro, è il sigillo ad un integrazione: le immagini cui rimanda sono quelle di una festa – un matrimonio. Eppure, ricostruendo la pellicola cui quelle immagini si riferiscono, sorge un dubbio, per quanto riguarda le intenzioni di chi cita. Questo secondo film è Freaks di Tod Browning, che è invece un’opera nuovissima, nonostante sia databile 1932.

Al contrario di The Dreamers, è un film eternamente attuale, perché eternamente fastidioso. A questo proposito, il seguito alla cerimonia che fa della bella trapezista Cleopatra la moglie di un nano, fa risuonare questo allegro – ma non troppo – come una minaccia. Essere accettati tra i mostri non può essere una questione idealistica, è prima di tutto una faccenda corporea: la bella ragazza verrà mutilata, sul finire della storia. D’altra parte la stessa pellicola è stata tagliuzzata qua e là, per assicurarne la condivisione.
Tutto questo per dire che ci è dato di inaugurare una nuova cerchia, una bande à part, in questo luogo già di per sé appartato (senza che Tommaso se ne abbia a male), e sebbene possa apparire come un privilegio, non è detto che lo sia.
Certo, non è neanche detto che la menomazione fisica debba essere una pregiudiziale: chi non ha, almeno una volta, sognato di fare l’amore con la Venere di Milo?
Come Tommaso m’insegna a pensare, la vita può anche essere dei soli spettatori.
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L’intervento di Mario Aloi che avete appena letto inaugura oggi la sezione cinema.
Saranno ospitati articoli, saggi brevi e recensioni.
Sono felice che Mario abbia accettato di coordinare e dirigere i lavori di questa sezione, poichè conosco la sua preparazione sul tema: confusamente enciclopedico, esteticamente aneddotico, magnificamente ossessionato.
Dovete seguirlo, ovunque possa portarvi.
Goobble-goobble.
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