Giro ciclistico d’Italia 2006, tappa di montagna, piove a dirotto, in alta quota nevica. Gli elicotteri che garantiscono il “ponte”per la trasmissione delle immagini non riescono a stare in volo; anche l’aereo di supporto deve rientrare alla base, appesantito dal ghiaccio sulle ali. Le immagini TV in diretta se ne vanno, torna la radiocronaca. Un uomo solo in fuga. Non il mitico FC, purtroppo. Nulla di male, direte voi. Infatti. Così, possiamo prenderci un po’ di tempo per riflettere sulla pesantezza e il suo contrario, la leggerezza, tema calviniano e kunderiano per eccellenza. E scusate se è poco. Ma, più che l’appesantimento in sé, conta la consapevolezza dell’appesantimento, la sua percezione. Sembrerebbe evidente ma non lo é.
Per continuare a leggere clicca qui: \”Essentialia\”