Dai quaderni neri.

7 noe [---] – La seconda volta sull’Appia, dopo i tre papi, una fumata bianca lungo le automobili della notte, le finestre di case dell’edilizia pubblica, mentre una ragazza cammina con il suo cane privo di mondo, che la precede, senza fretta, sulle scale di fronte a casa. Giochi di fantasmi di prostitute bambine di Engles, una serata all’opera e sette giovani che mangiano zuppa nudi in una piccola cucina sulla Tuscolana. Una lettera per M., scritta sul treno in corsa, dietro il cielo e le colline the man who sold the world. Al tuo Robespierre, Mario, alla sua castità di santo peccatore…Frammento lettera 7- 11: e se Robespierre non fosse che la grande eresia ebraica di Saint-Just? Forse mise a morte Junius Frey proprio perché gli era rivale interno? Castità e terrore hanno qualcosa di sabbatiano in lui, di religioso, mentre sono splendidamente politici nel prete Saint-Just. Forse Robespierre è al contempo mattìr ’issurìm e mattìr ’assurìm? Il grande messia della santità del peccato (“Lodato sii tu, o Dio, che permetti ciò che è proibito”)

[…] Poi quella piccola città lombarda, presto e ancora presto. Ricordo che, appena dietro la piazza rossa di Stalingrado, pochi giorni prima di natale un soldato tedesco suonò al violino l’Appassionata, vicino al gelido fiume. In un istante il diavolo si posa sui miei piccoli mille quaderni neri, che svolazzano da ogni parte; tu, in ogni istante, sei il mio Narciso, il mio più inconfessabile segreto. Chi più a lungo sa patir? Kant, con il suo gingillarsi in preda ad una esoterica passione per la Rivoluzione, mette davvero paura. E tua madre, che pensa così male di me, mi prenderà un giorno per mano, quando capirà che ti amo, e si stupirà che nessun’altra domanda da pormi le venga più in mente. Una

rossa pianta si slega tra i cancelli di questo paesino […] “Ma raggianti levano le argentee palpebre gli amanti: unità dei generi” (G. Trakl, Canto dell’Occidente)… [--01027..//-] Uscire da un uovo enorme, in due, e passare Dalì: rovesciare il sangue nel mar nero, e riporre il simbolo originario al posto della croce cristiana. Sinn im Echo fortbenommen. Diamo sangue ai nostri fantasmi.

(…) Le guerre, i numeri, astratti nei tuoi occhi, la malasorte della pioggia e le tue ballerine, lasciare la stanza senza far rumore, come un angelo dell’apocalisse della poesia che amo che smorza appena il lume.

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