Dai Quaderni neri

25 Dicembre. Natale. L’ intellettuale deve rimanere un giocatore (nel significato specifico datogli dal Rensi). Questa mattina ancestrale, con la radio che trasmette un discorso di  Lord Buckingham, s’ apre una finestra che non illumina(Natività?): non più bimbi con i loro giocattoli nuovi, non più rumore di cucine, di riunite dinastie patriarcali. Io, ultimo dei demoni, cammino solo per le strade, in mezzo a queste squallide coppie di giovani innamorati codini. Un bacio che s’illude di bontà, un bacio, la violenza più arcana!

Dunque il pensiero va veloce, mentre si concede e si nega al contempo, mentre apro le porte delle case e agito la frusta, guazzabuglio di vesti e denaro. I gatti dormono sopra le teste degli apostoli, sognando una nuova morale. La ragione è del più forte.

26 Dicembre. Ieri, Natale. I giorni senza memoria. In odio agli uomini: aspetto solo il piombo fuso di mezzanotte.

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Una risposta a Dai Quaderni neri

  1. Paolo scrive:

    Neri questi quaderni neri, ma anche le pagine nere non sono da meno. http://www.unemployedingreenland.com/pics/blackpagepart1.gif

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