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	<title>Mosca sul cappello &#187; Prove Narrative</title>
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	<description>Rivista tecnica di avanguardia nel diritto, nella politica, nelle arti</description>
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		<title>La Ragione &#8211; di Eileen M. Forsythe</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 18:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Prove Narrative]]></category>
		<category><![CDATA[Eileen M. Forsythe; Ragione; Antonio La malfa; comics; illustrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[  La ragione di Eileen M. Forsythe   Voi non ci crederete, ma è andata proprio così! La gente pensa che fare il custode del cimitero sia un mortorio. Invece si incontra ogni tipo di persona e si imparano tante cose. Ascoltate questa storia…da brivido! Sei mesi fa abbiamo sepolto un uomo di circa sessanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2228/3544100820_f9b8ef669c.jpg?v=0" alt="Antonio La Malfa" /></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong><span>La ragione</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>di</span></strong><span> <strong>Eileen M. Forsythe</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Voi non ci crederete, ma è andata proprio così!</p>
<p class="MsoNormal">La gente pensa che fare il custode del cimitero sia un mortorio. Invece si incontra ogni tipo di persona e si imparano tante cose. Ascoltate questa storia…da brivido!</p>
<p class="MsoNormal">Sei mesi fa abbiamo sepolto un uomo di circa sessanta anni. Morto di infarto, poveretto. Però nel sonno, placidamente. Per poco non ci pensava la moglie a risvegliarlo, con le urla che cacciava! Mai viste tante lacrime, neppure nei funerali siciliani!</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>&lt;&lt;Perché, perché? Crudele è la vita!&gt;&gt; gridava. I passeri che vengono a beccare sulle aiuole volavano via, come impazziti. Con mio dispiacere, perché mi fanno compagnia!</p>
<p class="MsoNormal">Per fortuna la cerimonia è durata solo un’ora, li ho accompagnati fuori e, come si dice in questi casi, mettiamoci una pietra sopra. Invece, la signora tornò qui tutti i giorni, per sei mesi. Sempre vestita di nero, sempre sola, si metteva davanti la tomba del caro marito e piangeva:</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>&lt;&lt; Crudele è la vita, mio caro Giovanni! Simonetta non viene a deporre un fiore sulla tua tomba e il marito esce e va al cinema, come se nulla fosse successo! Spesso mi ha anche invitata! Quell&#8217;uomo ha un cuore di pietra!&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">A me non piace interessarmi degli affari degli altri, ma la signora parlava così ad alta voce che non ascoltarla era impossibile.</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Crudele è la vita, mio caro Giovanni!&gt;&gt; diceva &lt;&lt; Martina, tua nipote, si sta separando dal marito. Francesco, invece, si vuole sposare con una poco di buono. Senza una laurea, fa la commessa in un sexy-shop. Capisci? E Simonetta, a cui tu hai dato i tuoi anni migliori, non viene a trovarti. Si è già dimenticata di te.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>Tutti i giorni questa lagna con particolari aggiunti.</p>
<p class="MsoNormal">Ascoltare la signora (ripeto, mio malgrado!) era come seguire una telenovela! Simonetta l’ingrata, Francesco lo sprovveduto,<span>  </span>Martina la poco di buono e Umberto lo spendaccione, giacchè aveva comprato una macchina nuova, più spaziosa della precedente. Ah, e Matilde non l’accompagnava a Messa! Così per sei mesi.</p>
<p class="MsoNormal">Vi state annoiando a sentire la storia? Figuriamoci come mi annoiavo io! Tutte queste sciagure erano elencate tra un pianto e un altro.</p>
<p class="MsoNormal">Le persone che nominava me le sognavo perfino la notte, con la faccia crudele e gli occhi di fuoco. Un pochino mi faceva pena, quella donna sempre sola. Ma non osai mai dirle nulla e lei non mi parlò mai. Una mattina, in mezzo a questa cantilena, sentii una voce di uomo. Era strano, perché ero certo che nel cimitero c’eravamo solo io e la signora.</p>
<p class="MsoNormal">Stavo spazzando le foglie a terra, sentii la voce e mi fermai.</p>
<p class="MsoNormal">Sbirciai la scena da dietro un cespuglio: la signora impassibile e accanto a lei…nessuno!</p>
<p class="MsoNormal">Arrivata al pezzo &lt;&lt; Umberto ha dovuto comprare una macchina nuova, perché dico io?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal"><span> </span>il morto chiamò la donna: &lt;&lt; Carmela.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">Lei non si scompose, disse: &lt;&lt; Dimmi Giovanni.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Finiscila di lamentarti.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Da quanto tempo mi stavi ascoltando?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Da sei mesi.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; E perché non mi hai fermata prima?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Perché so che odi essere interrotta.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">La signora, indispettita, annuì. La profonda voce continuò a parlare:</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Francesco si sposa con una ragazza non laureata? Pensa a Martina che si è sposata un dottore e si stanno separando! Il matrimonio è come la vita: può andare bene e può andar male. E Matilde non ti accompagna a Messa perchè tu critichi le acconciature delle altre donne tutto il tempo e lei preferisce andare alla Madonna delle Grazie, a pregare per te. Perché Dio ti sollevi da questo dolore. Anche Armando vuole aiutarti: ha comprato una macchina nuova per portarti in giro.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; E non andava bene quella di prima?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Ma se ti lamentavi che i sedili erano stretti? Carmela, tu pesi 120 chili!&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">La signora arricciò il naso e domandò:</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; E Simonetta, che si è dimenticata di te?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Simonetta è sempre stata brava a scrivere racconti. E io le dicevo “scrivi e diventa una scrittrice, coltiva il tuo talento.” Lei sta scrivendo un romanzo da dedicare<span>  </span>a me. Mi pensa ogni momento e mi chiede consigli, sicura che io la ascolto.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; E tu la ascolti?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Io sì! Tu invece dovresti ascoltare più gli altri e goderti la vita finchè puoi.&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">Ci fu dunque un silenzio che mi parve un&#8217;eternità. Ormai pensavo che la signora sarebbe scoppiata a piangere, quando, invece, disse:</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Ti devo dar ragione, sai?&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">Il marito disse: &lt;&lt; Sarebbe la prima volta!&gt;&gt;</p>
<p class="MsoNormal">&lt;&lt; Meglio tardi che mai!&gt;&gt; rispose la donna. E rise, finalmente. Diede un bacio alla lapide ed uscì, sempre ridendo. Rivedo ancora la donna, ma non tutti i giorni. Quando viene non è mai sola e mai triste. Loro due non si sono più parlati, almeno non in mia presenza!</p>
<p class="MsoNormal">Questa conversazione, però, mi ha fatto capire che solo alla morte non c&#8217;è rimedio. E anche dalla morte, ogni tanto, nasce nuova vita.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">ILLUSTRAZIONE DI ANTONIO LA MALFA</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;">***</p>
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		<title>Bisogna avere un caos dentro di sè &#8211; di Tomaso Boyer</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 12:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prove Narrative]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bisogna avere un caos dentro di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Boyer]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[per generare una stella danzante]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Tomaso]]></category>

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		<description><![CDATA[Jean-Baptiste sedeva sul letto nella penombra, le gambe penzoloni e lo sguardo fisso sull&#8217;unica lampada accesa della camera: quell&#8217;abat-jour ereditata, non proprio uno splendore, ma la cui luce, nè troppo forte nè troppo tenue, lo tranquillizzava e lo scaldava. Non che non amasse il buio, anzi, aveva sempre considerato l&#8217;oscurità suo elemento naturale; ma quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Film/Pix/pictures/2008/05/30/truffaut460.jpg" alt="" width="356" height="166" />Jean-Baptiste sedeva sul letto nella penombra, le gambe penzoloni e lo sguardo fisso sull&#8217;unica lampada accesa della camera: quell&#8217;abat-jour ereditata, non proprio uno splendore, ma la cui luce, nè troppo forte nè troppo tenue, lo tranquillizzava e lo scaldava.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non che non amasse il buio, anzi, aveva sempre considerato l&#8217;oscurità suo elemento naturale; ma quando il silenzio si faceva rumoroso, come quella sera, preferiva avere un punto fermo, solido, a controllare il fluire calmo dei suoi pensieri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Aveva sempre provato a riflettere sul rumore del silenzio, su quello sbandamento della mente che, proprio nei momenti di maggiore tranquillità, lo coglieva all&#8217;improvviso e di cui era sempre difficile mantenere il controllo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Camille aveva sempre detto che era la testa che provava a liberarsi dalla morsa della coscienza, della razionalità, come ad attuare una ribellione, dando vita a quel rumoroso fiume di sensazioni che lo infastidivano, ma che allo stesso tempo, lo portavano ad afferrare i concetti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non sapeva esattamente come stessero le cose in realtà, ma l&#8217;esperienza stava lì a dimostrargli che probabilmente Camille aveva ragione: quante volte lei ci aveva preso, quante volte lo aveva lasciato atterrito, come se per qualche strana forma di osmosi fosse perfettamente in grado di leggergli dentro, scansando le difese e andando dritta al pensiero profondo. Era stata proprio questa sua capacità, molto tempo addietro, a lasciarlo nudo di fronte a lei, con lei e poi in lei.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Da allora molte cose in lui erano cambiate, e non c&#8217;era verso che ogni volta che rimaneva solo nel rumore del silenzio, Camille non facesse la sua apparizione, prima in punta di piedi, poi direttamente nello stomaco, a riprendersi quello che era suo, a occupare il suo posto, come se dovesse rimettere ordine al mondo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><br />
Il fischio della teiera la riscosse dal tavolo e dai tentativi di concentrarsi. Accese la luce della cucina e si versò una tazza di camomilla, stringendola poi con entrambe le mani per scaldarsi. Tornata in camera si rimise al tavolo e gettò uno sguardo al libro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Da parecchio tempo &#8211; non avrebbe saputo dire quanto perchè non era mai stata brava a quantificare lo scorrere del tempo, le sembrava sempre che i minuti si susseguissero in modo confuso facendo di tutto per sfuggire al controllo &#8211; si trovava china su quel libro che oggi non ne voleva sapere di farsi leggere. Una, due, tre righe e poi doveva ricominciare da capo.<br />
Bevve un sorso di camomilla, ancora troppo calda, e in quel momento Jean-Baptiste fece capolino tra i suoi pensieri, come risvegliato dalla bevanda e gettato, al solito, a occupargli la testa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Pensò a quante volte lui era rimasto in silenzio, sdraiato in quel suo strano modo, sul letto, mentre lei leggeva. Non che le fosse necessario alla concentrazione, però in qualche modo pensò che le avrebbe fatto piacere averlo lì, silenzioso e presente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Non che Jean-Baptiste fosse il ritratto della persona composta e tranquillizzante: rumoroso fin nel respiro &#8211; che lei avrebbe riconosciuto tra mille &#8211; sembrava sempre che qualcosa in lui si muovesse, anche quando era immobile; se fosse stato lì l&#8217;avrebbe certamente distratta, ma da quell&#8217;insieme scoordinato aveva sempre tratto serenità. La serenità che deriva dal non dover spiegare le cose, di riuscire a farsi capire senza bisogno di spendere parole.<br />
Aveva sempre trovato strana questa sua capacità di afferrare cose che lei non era mai riuscita a spiegare: bastava che lei accennasse a qualcosa, un pensiero,  un concetto, un ricordo, che lui in pochi attimi si concentrava e alzava la punta del labbro abbozzando quel sorrisetto che lei amava, dando forma a quel qualcosa, irraggiungibile agli altri. Sembrava quasi che Jean-Baptiste avesse un accesso diretto al suo inconscio, ai ricordi, alle sensazioni e che potesse prendervi quello che voleva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">D&#8217;altra parte, come lui diceva sempre, lei poteva leggergli dentro senza difficoltà. Questo scambio alla pari li aveva sempre portati a non cercare di porre rimedio a queste intromissioni e, anzi, spesso li aveva tenuti uniti tramite un legame invisibile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "><br />
Jean-Baptiste si accese una sigaretta. La terza, di fila. A questo punto dello sbandamento dei pensieri, Camille si era piazzata davanti a lui, per nulla intenzionata ad andarsene. Lo guardava, gli occhi sgranati in quel modo dolce ma vagamente inquisitore con cui, lui sospettava, lei riuscisse a vedergli dentro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">In quel momento capì che sarebbe tornata. Non era destino &#8211; nel destino nessuno dei due aveva mai creduto molto &#8211; e non era nemmeno inevitabile. Però lo sapeva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Era molto lontano da quello che lui era sempre stato abituato ad avere: l&#8217;amore, le pene, le difficoltà, le due metà della mela, la sintonia e il destino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Questo a lui non interessava. Troppe volte lo aveva visto, altre lo aveva provato. Non c&#8217;era più spazio in lui.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Ma con Camille era diverso. Aveva la sensazione che lei volesse da lui proprio quello che anche lui desiderava: la tranquillità di quello che avevano avuto insieme. Niente di più e niente di meno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">Amava Camille perchè non aveva bisogno di pensarci sopra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: "> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 150%; text-align: center;" align="center"><span style="font-size: 12pt; line-height: 150%; font-family: ">***</span></p>
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		<title>Interno berlinese. Vol.I -di Aloi M.</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 09:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prove Narrative]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[interno]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Aloi è uno studioso, un esperto di cinemà. La sua scrittura è piacevole ed insieme martellante, poi con una torsione del suo &#8220;dunque&#8221; diviene puramente astratta, infine ri-torna in sè, e forse per sè: spesso pensa che la sua vita non vive, ma ogni sua passione è sempre inattuale. Ho amato tutti i lavori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Aloi è uno studioso, un esperto di cinemà. La sua scrittura è piacevole ed insieme martellante, poi con una torsione del suo &#8220;dunque&#8221; diviene puramente astratta, infine ri-torna <em>in sè</em>, e forse <em>per sè</em>: spesso pensa che <em>la sua vita non vive</em>, ma ogni sua passione è sempre inattuale.</p>
<p>Ho amato tutti i lavori che ha sin qui pubblicato su questa rivista.</p>
<p>Oggi pubblica una prova narrativa in forma di fotografia, a proposito del suo viaggio a Berlino, la capitale tedesca. Il suo tratto è malinconico, a tratti scuro, dove queste trame sono meta-linguaggio: scorrete il suo libro.</p>
<p>A volte sembra ritornare Weimar, a volte tutto si gira e compaiono visi stanchi e saggi, altre volte si guarda il moderno: Berlino passa da città antica a città più nuova, senza che l&#8217;autore batta ciglio.</p>
<p>Ma non voglio recensire ciò che sono solo in grado di comprendere, ma non di spiegare nè semplicemente descrivere.</p>
<p>Quando mi disse che sarebbe partito per Berlino, il mio primo pensiero -con l&#8217;ingenuità dei bambini anacronistici &#8211; fu legare quel nome con il nazismo. Dimenticando che la Germania, nel 1945, fu distrutta, piegata, estirpata politicamente. E con lei l&#8217;Europa intera.</p>
<p>Queste fotografie, che sfoglio, sono la prova, ai miei occhi, della <em>spoliticizzazione</em> del nostro Vecchio Mondo ad opera del nuovo ordinamento globale.</p>
<p>Non riesco a trovare vita in nessuno di questi paesaggi, che mi appaiono come <em>semplici rovine</em>.</p>
<p>Mario Aloi le ha narrate, con il suo modo pacato di parlare, che sa essere freddo ma sensibile.</p>
<p>E&#8217; come se mi avesse mostrato, ancora una volta, le pieghe del mondo.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: left;"> Per leggere Interno Berlinese clicca qui:  <a href="http://www.scribd.com/doc/4882998/Interno-berlinese-di-Aloi-M" rel="nofollow" >http://www.scribd.com/doc/4882998/Interno-berlinese-di-Aloi-M</a></p>
<p style="text-align: left;">                                                                                          ****</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" src="http://www.marlene.com/news-views/blueangel-mdchair.jpg" alt="Marlene" /></p>
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		<title>L&#8217;amore spiegato agli storpi -di Dogliotti T.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 13:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prove Narrative]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[storpi]]></category>

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		<description><![CDATA[Viene qui presentato un pamphlet narrativo di Tommaso Dogliotti su un tema classico ma frammentato: l’amore. L’autore ha abbandonato per un momento i suoi panni di studente d’architettura e di musicista –poiché il nostro, ve lo dico, essenzialmente è un animo musicale- per riflettere sull’amore a partire dalla propria esperienza personale.   La Rivista ospita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Viene qui presentato un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">pamphlet narrativo</em> di Tommaso Dogliotti su un tema classico ma frammentato: l’amore. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">L’autore ha abbandonato per un momento i suoi panni di studente d’architettura e di musicista –poiché il nostro, ve lo dico, essenzialmente è un animo musicale- per riflettere sull’amore a partire dalla propria esperienza personale. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">La Rivista ospita volentieri queste pagine. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">È infatti interessante il quadro che Dogliotti dipinge: la sua vita è cambiata, scrive, e proprio ora che è cambiata egli non crede più a ciò che ci racconta (così si legge: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Riusciamo ad accettare questo? Io no, ma mi rendo conto che è così</em>). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma il momento di discutere la natura dell’amore giunge per lui adesso, adesso che è cambiato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Non si sa se sia questo un tentativo di tornare indietro, o semplicemente di far chiarezza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Il suo tono è incalzante, e passa da un’accusa all’altra <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ragionando con il martello</em>, alla maniera dei migliori moralisti –l’ultimo Nietzsche su tutti-. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Ma non vi sentite accusati di alcunché, perché questi <em style="mso-bidi-font-style: normal;">storpi che vivono troppo a lungo</em> forse siamo tutti noi, Dogliotti compreso. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: ">Per leggere il pamphlet, clicca qui:  <span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/07/lamore_spiegato_agli_storpii1.pdf">L\&#8217;amore spiegato agli storpi</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Georgia','serif'; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">****</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Essentialia &#8211; di Jannaccone P.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:47:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giro ciclistico d’Italia 2006, tappa di montagna, piove a dirotto, in alta quota nevica. Gli elicotteri che garantiscono il &#8220;ponte&#8221;per la trasmissione delle immagini non riescono a stare in volo; anche l’aereo di supporto deve rientrare alla base, appesantito dal ghiaccio sulle ali. Le immagini TV in diretta se ne vanno, torna la radiocronaca. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Giro ciclistico d’Italia 2006, tappa di montagna, piove a dirotto, in alta quota nevica. Gli elicotteri che garantiscono il &#8220;ponte&#8221;per la trasmissione delle immagini non riescono a stare in volo; anche l’aereo di supporto deve rientrare alla base, </span><em><span style="font-family: Times New Roman,Times New Roman; font-size: small;">appesantito </span></em><span style="font-size: small;">dal ghiaccio sulle ali. Le immagini TV in diretta se ne vanno, torna la radiocronaca. Un uomo solo in fuga. Non il mitico FC, purtroppo. Nulla di male, direte voi. Infatti. Così, possiamo prenderci un po’ di tempo per riflettere sulla </span><em><span style="font-family: Times New Roman,Times New Roman; font-size: small;">pesantezza </span></em><span style="font-size: small;">e il suo contrario, la </span><em><span style="font-family: Times New Roman,Times New Roman; font-size: small;">leggerezza</span></em><span style="font-size: small;">, tema calviniano e kunderiano per eccellenza. E scusate se è poco. Ma, più che l’appesantimento in sé, conta la </span><em><span style="font-family: Times New Roman,Times New Roman; font-size: small;">consapevolezza </span></em><span style="font-size: small;">dell’appesantimento, la sua </span><em><span style="font-family: Times New Roman,Times New Roman; font-size: small;">percezione. </span></em><span style="font-size: small;">Sembrerebbe evidente ma non lo é. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Per continuare a leggere clicca qui: <a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/06/rjp-essentialia11.pdf">\&#8221;Essentialia\&#8221;</a></span></p>
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		<title>Sul mare, la guerra, la paura (annotazioni letterarie) &#8211; di Gazzolo T.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kant appeso ai lacci dei suoi stivali? Non stiamo ancora, come già scrivevo, considerando la violenza: eppure è qui, è tra le nostre mani tecniche, come un giocattolo: per questo Paese, ci vorrebbe una guerra civile, che si portasse via un pò di morti. Trattandosi poi di terra che è espressione geografica, anzichè politica, questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kant appeso ai lacci dei suoi stivali? <span style="font-size: xx-small;">Non stiamo ancora, come già scrivevo, considerando la violenza: eppure è qui, è tra le nostre mani tecniche, come un giocattolo: per questo Paese, ci vorrebbe una guerra civile, che si portasse via un pò di morti. Trattandosi poi di terra che è espressione geografica, anzichè politica, questa guerra avrebbe una intonazione musicale decisamente privatistica ed anarcoide: Casanova che fugge dalla prigione aprirebbe solo la porta di una casa, per suggerire agli strateghidellemontagne, con le loro pistole nelle mutande bianche, &#8220;</span><em><span style="font-family: Calibri,Calibri; font-size: xx-small;">noblesse Oblige</span></em><span style="font-size: xx-small;">&#8220;, è solo sesso. <span style="font-size: xx-small;"><span style="font-size: xx-small;"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Continua a leggere: <a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/06/sul-mare.pdf">\&#8221;sul mare, la guerra e la paura\&#8221;</a></span></p>
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		<title>Paradiso e inferno nel cervello- di Revay M.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 17:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho avuto modo di ascoltare questo intervento qualche tempo fa, durante un incontro nel corso del quale un mio maestro, un neurochirurgo, disse qualcosa sulla morte.    La morte è l’evento terminale dell’esistenza di un uomo, che dura alcuni giorni. Ci sono alcune funzioni dell’organismo che cessano subito, ed altre che si evolvono e si spengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Ho avuto modo di ascoltare questo intervento qualche tempo fa, durante un incontro nel corso del quale un mio maestro, un neurochirurgo, disse qualcosa sulla morte.    La morte è l’evento terminale dell’esistenza di un uomo, che dura alcuni giorni. Ci sono alcune funzioni dell’organismo che cessano subito, ed altre che si evolvono e si spengono progressivamente. Le cellule tumorali sono più resistenti e sopravvivono alla mancanza di ossigeno, godono di una condizione di quasi immortalità.</p>
<p><a href="http://moscasulcappello.com/wp-content/uploads/2008/06/la_morte.pdf">Continua leggere \&#8221;Paradiso e inferno (nel cervello)\&#8221;</a></p>
<p></span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al Volo &#8211; di Rodolfo Jannaccone Pazzi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[18.11 07 Al bar Sotto i portici del Bar Lux, due giovani donne, guardabili, chiacchierano fra loro. La più carina, dice: “Sai com’è, sono lunatici. Ci sono, poi, quei giorni… quei giorni che non ha voglia di essere arzillo”. Si sente tutta la delusione nel non sentirsi desiderata a sufficienza dall’amato, almeno non sempre con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"><span style="font-size: 14pt;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>18.11 07</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Al bar</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Sotto i portici del Bar Lux, due giovani donne, guardabili, chiacchierano fra loro<em>. </em>La più carina, dice: “Sai com’è, sono <em>lunatici</em>. Ci sono, poi, quei giorni… quei giorni che non ha <em>voglia</em> di essere <em>arzillo</em>”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Si sente tutta la delusione nel non sentirsi desiderata a sufficienza dall’<em>amato</em>, almeno non sempre con la stessa intensità, con la stessa <em>voglia</em>, con la medesima <em>arzillità</em> .</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Va beh, penserete, non è sempre domenica, mettendovi nei panni dell’uomo: che l’amerà pure ma avrà anch’egli diritto a qualche pausa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">E sbagliereste: non d’un <em style="mso-bidi-font-style: normal;">uomo</em> parla la donna, ma del suo proprio <em>gatto</em>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">RJP/ 11.05</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p></span></h1>
<h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Gerarchie minime</span></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">E’ sera tardi, due giovani di colore, quasi indistinguibili l’uno dall’altro, siedono nell’atrio della stazione ferroviaria. Su una panchina, di fianco a loro, nello squallore dei lavori di ristrutturazione, delle biglietterie chiuse e dei cartelli provvisori che segnalano (ma a chi?) le più svariate disfunzioni e i contrordini di dis-servizio, un <em>homeless</em> dorme il sonno dei giusti, raggomitolato nel <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>sacco a pelo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Di fronte ai loro piedi allungati giacciono due enormi borsoni blu, quelli dai quali, durante il giorno, tirano fuori la mercanzia taroccata da stendere a terra.<span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Uno si alza, zoppica, trascina un piede, cerca di sgranchirsi le membra, infreddolito dalla lunga giornata di neve e di scarso commercio. L’altro non fa una piega, non c’è parola fra loro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’altoparlante annuncia il treno che li riporterà alla transitoria dimora, nei vicoli protettivi del porto di Genova.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Con tutta calma, quello ancora seduto, si alza e scende le scale verso i binari. Non degna di uno sguardo le borse, ci penserà lo <em style="mso-bidi-font-style: normal;">zoppo</em>. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Sembravano <em>uguali. </em><span style="mso-bidi-font-style: italic;">Ma u</span>no era lo <em>schiavo</em>, l’altro il <em>padrone</em>.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">RJP/ 29.11.05</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">L’erba di casa nostra</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Uno <em style="mso-bidi-font-style: normal;">scottish terrier</em> (per intenderci, il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">black</em> del famoso whisky <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Black&amp;White</em>, <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>due cani sull’etichetta) se ne sta tranquillo nel prato a mangiare l’erba.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La padrona, innervosita, lo apostrofa duramente: “Non mangiare <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quell</em>’erba!”<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Incuriosito, ne chiedo il motivo, visto che cani e gatti mangiano l’erba proprio per depurarsi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La donna si dice d’accordo: che il <em style="mso-bidi-font-style: normal;">suo</em> cane mangi pure l’erba ma, per favore, non <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quella</em>, non <em style="mso-bidi-font-style: normal;">quella </em>di quel prato. Di un parco pubblico, per giunta, che non si sa neppure chi ci viene!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Se proprio deve, che mangi quella di <em style="mso-bidi-font-style: normal;">casa nostra</em>. Almeno, sappiamo che cosa ci mettiamo!”. Il bello è che sembrava <em style="mso-bidi-font-style: normal;">normale</em>, la donna.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Pv, maggio 06</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">E dai, non vedi che..!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Piazzetta Belli, pomeriggio d’estate. La ragazza, palesemente annoiata, trascina dietro a sé un cagnetto di razza indefinita il quale, stimolato da presunti movimenti viscerali, si accuccia, apprestandosi a una rapida evacuazione, lì <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>in mezzo alla strada. Lei, stizzita, tira rudemente il guinzaglio e si rivolge con rabbia al cane, ormai in avanzata fase di svuotamento rettale: “ <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Ma non potevi aspettare…</em> Non <em style="mso-bidi-font-style: normal;">vedi </em>che i giardini pubblici sono lì, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">a pochi metri</em>”. Senza commento. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Pv, 2005</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Omologia sintomatica</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In erboristeria, la signora anziana dialoga fitto fitto con Gianni, l’erborista triste. “Sa com’é” – pigola la donna “ <em style="mso-bidi-font-style: normal;">io</em> ho gli stessi sintomi del mio gatto, quei mali di pancia che ti prendono così, all’improvviso”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Gianni annuisce, annuisce sempre lui, con quello scuotimento rassegnato della testa che lo caratterizza. Che ci vuoi fare, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il cliente ha sempre ragione</em>. Anche questa volta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Pv, 2004</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La fonte dell’autorità </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Supermercato semideserto, nonna con bambina duenne. “ Smettila di toccare tutto, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">se no il signore</em> <em style="mso-bidi-font-style: normal;">ti sgrida</em>!” E, no, protesto! Che ognuno si assuma le proprie responsabilità educative. Che c’entro io, già alle prese con sgrassatori vari e candeggine 2 litri per Antonio? E, poi, se proprio voleva invocare la <em style="mso-bidi-font-style: normal;">mia </em>autorità punitiva che almeno usasse la maiuscola: <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Signore</em>, non signore. Tanto mi doveva.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">PV, agosto 07</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Scusa, tesoro!”</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La signora, un po’sovrabbondante, spunta dall’angolo con microcane al guinzaglio e gli angoli delle strade, si sa, hanno una forte attrattiva sulla vescica canina: inducono un irresistibile desiderio di svuotamento della stessa. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il cagnetto in questione non fa eccezione: si ferma sui miei piedi e dà sfogo al bisogno impellente. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La signora (si fa per dire..) si gira e, garrula,dice “ Oh, scusa, tesoro!”. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Uomo di altri tempi rimango incerto: sollecita confidenza per il procurato inciampo a me o gesto riparativo verso il cane? Ne chiedo conto alla signora: “<em style="mso-bidi-font-style: normal;">No, no, dicevo al</em> <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cane, per averlo strattonato, poverino!”</em> . Non sia mai, Gesù, che i diritti dei <em style="mso-bidi-font-style: normal;">cristiani</em> contino qualcosa, oggi. Meglio essere cani.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">PV, settembre 07</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Matto, ma..</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Cammina veloce, con gesti ampi e stereotipati delle braccia, parla tra sé, innocuo. E’ uno nel molti tipi strani (alias, <em style="mso-bidi-font-style: normal;">matti)</em> che girano per la città. Il fisico ancora asciutto e forte indica che non beve: non è lì il suo problema, solo la testa è altrove. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Compero il giornale e risalgo in auto; nel frattempo lui è andato avanti, sul marciapiede di fronte. Vedo che si china, ha in mano un pezzo di plastica e ne sta raccogliendo un altro, rispondendo a un suo bisogno interiore di ordine. Ma chi sono i <em style="mso-bidi-font-style: normal;">matti</em>? Noi o loro? Pensiamoci.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Pv, novembre 07</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La guida</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Attraversa la piazza e si vede che vuole ancora farsi guardare. Le scarpe con i tacchi alti la costringono quasi a piegare le ginocchia in avanti; le calze a rete “operate” indicano una ricercatezza nel vestire che è segnale, diciamo così, di autostima. L’occhio trascorre oltre; una delle tante. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel frattempo, all’angolo della strada, un<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>gruppetto di adolescenti rallenta il passo, affollando il marciapiede. Poi, le si rivolge con lo sguardo; sembra aspettare un’indicazione, un ordine. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">E lei, la professoressa, candida<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>e garrula, fa <em style="mso-bidi-font-style: normal;">:”Ragazze, da che parte andiamo?”.</em> Non molto diversamente dalla nostra “classe dirigente” quando ci propone referendum vari: “Ragazzi, da che parte andiamo?”. Dio ne scampi da simili “guide” . </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">PV, novembre 07</span></span></p>
<p style="text-align: left;">
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