Carl Schmitt nel dibattito italiano. Il convegno di Napoli (13 Dicembre 1985)
Per una documentazione.
Napoli, 13 Dicembre 1985. Carl Schmitt è morto il 7 Aprile dello stesso anno: non è trascorsa che una stagione. Questo convegno è stato registrato: al professor Angelo Bolaffi, che in quel periodo stava curando l’edizione italiana del Land und Meer per la Giuffrè (uscirà l’anno dopo, con un suo bel saggio introduttivo), è affidato il compito di tessere le prime parole, a metà tra il requiem e la glossa, sul pensiero schmittiano.
Proprio da Terra e Mare, Bolaffi vuole ri-cominciare: dall’ultimo appunto, del 1981, che Schmitt annotò in calce a quel testo bellico, geopolitico, che annunciava, in forma di racconto, quello che sarà il grande tema del nomos della terra (forse, nietscheano, il più abissale dei suoi pensieri). È il celebre richiamo-invito al paragrafo § 247 dei Lineamenti della filosofia del diritto dello Hegel: la storia della civiltà, si svolge dal centro della terra al mare, dice Bolaffi.
Terra e mare come condizioni storiche di esistenza, in una polarità orizzontale, in una dialettica costante che è telos della storia, nel suo equilibrio e tensione costante dell’amico/nemico politico: la neutralizzazione del politico e la moderazione della guerra, il suo divenire guerra in forma, dipendono, infatti, dallo spazio, dallo jus publicum Europaeum come fine delle guerre di religione tra cattolici e protestanti (popoli rispettivamente di terra e di mare, sembrava già dire Schmitt nelle pagine giovanili del Romanticismo politico).
Il sistema degli Stati europei esistente sino alla prima guerra mondiale è, in tal senso, ordine spaziale fondato su una neutralizzazione delle guerre civili attraverso un equilibrio geopolitico in funzione di catechon, forza che trattiene, tra le potenze di terre e quelle marittime. Coppie concettuali si cristallizzano tra terra e mare: cattolicesimo e protestantesimo, famiglia e industria, chiusura e apertura, limitato e illimitato, ab-solutum e liberum, Leviathan e Behemoth.
Su questo sfondo, Bolaffi, primo ad intervenire nella conferenza, cerca la chiave per spiegare quella isomorfia concettuale, tra tema del politico e guerra civile mondiale.
È raro che convegni di questo tipo vengano registrati e resi disponibili al grande pubblico. Nel caso di queste prime rassegne di studi schmittiani, alla morte del filosofo, è accaduto.














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