Da: www.eccelapsus.com
L’ appello dei “tre giuristi” – Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Franco Cordero – apparso sulle pagine de “La Repubblica” il 31 Agosto, nasconde una critica che punta diretta a provocare una aperta e consapevole crisi politica del Paese.
Qui di seguito, pertanto, tenterò di dimostrare che ciò che le tesi (apparentemente) neutrali e tecniche disseminate [...]
L’espressione criminalità dei colletti bianchi diventò celebre grazie a E. H. Sutherland, negli Stati Uniti, nel 1939. Il capo della General Motors aveva scritto Autobiografia di un colletto bianco, dove riprendeva la distinzione tipicamente americana tra colletti bianchi e colletti blu, dando ad intendere di essere un operaio col colletto bianco. Sutherland tratta di tale [...]

LA CRITICA SCHMITTIANA ALLA FILOSOFIA DEI VALORI E IL DIBATTITO GIUSFILOSOFICO ITALIANO NELL’IMMEDIATO DOPOGUERRA
Paolo Becchi
1. Premessa
La fortuna che Carl Schmitt ha incontrato in Italia a partire dall’inizio degli anni Settanta pare oggi in parte incrinata dalla riproposizione del tema della sua adesione al nazismo. È questa una tendenza presente non solo nel nostro paese, ma [...]

Paolo Becchi l’etica alla prova
da “Il Secolo XIX”, 30 luglio 2009, p. 15
Intervista di| Giuliano Galletta.
LA BIOETICA è una frontiera in cui si incontrano e si scontrano visioni del mondo, interessi politici ed economici, passioni e sentimenti fra i più profondi. E’ un territorio reso sempre più strategico dallo sviluppo di un sistema tecnologico-scientifico che [...]
Da Genova, 22-I.
Non è ancora il tempo di fare il bene (…). Bisogna attendere un male generale abbastanza grande. Sai bene di dove ho tratto questi frammenti, spirituali, ed il pensiero è tale che fugge. Sai come fan tutte le Muse? Loro sono così, et fugit ad salices, et se cupit ante videri (Ecloghe, III,65); si degenera segreto quel cupit, estetico e coquet, di mille peccati, di mille altri uomini cui si concede, oltre a te, povero infelice. Ma non sarà che si conceda ad uno come te, mio amico: è dalla canaglia che si lascia intravvedere, per la sua immaginazione. Con dodici segni zodiacali divisero l’Europa, e voila!, il perfetto meslange tra corruzione e seduzione, gli ultimi uomini, che tutto rimpiccioliscono e la cui genia è indistruttibile, come la pulce di terra. Ora, gli sposi sul sagrato si allontanano, per sempre. Non è ancora il tempo di fare il bene, che sarebbe ancora bizzarro, oggi, perché non si dà bene a quelli uomini che non sono che animali, poveri di mondo. Loro sono gli uomini vuoti, questa è la terra dei cactus, dove finisce il mondo, dove finisce. Non è ancora il tempo di mostrarsi gentili e virtuosi, miti e delicati, è un altro tempo. Che sia terribile, dunque, l’opinione che ci circonda, che sia senza alcuna pietà il nostro disprezzo nei confronti degli orrendi maggiolini che si arrampicano correndo su questi fili d’erba, per i quali fili d’erba – così misteriosi e pieni di vita – non sono, ché il filo d’erba è “un sentiero per maggiolini, sul quale essi non va in cerca di un qualcosa da mangiare, bensì di cibo per maggiolini” (Mondo, finitezza, solitudine, p. 257). Non è il tempo per scagliare la freccia contro chi si ama. Quanto a me, non mi muovo?
Passeggiando prima per la via Balbi e dritto, poi, verso il nostro teatro cittadino, abbiamo notato che il mondo sta passando tra i suonatori ambulanti di fisarmonica, dei quali qualcosa ci sfugge, forse: detti suonatori sembrano essere tutti della medesima razza – eusina, si direbbe, certo mai negra, né estremamente orientale o soltanto indiana -, eppure non si ascolta altro spartito, suonato da ognuno in modo perfettamente eguale all’altro (e si direbbe volutamente con le stesse stonature, gli stessi grappoli dei maggiori e la medesima incuranza della bottoniera cantabile), che la popolare messicana di Cielito Lindo. Se ne discuteva la particolare abilità nell’ingioiellare l’aria transoceanica di una firma di coraggio femminile, un poco zingaresco, che accompagna le obese suonatrici ed i sussulti della spalla destra. Avanti al panchetto, il cilindretto rovesciato per l’elemosina. Ed il coraggio della canzoncina del Messico, ahimè!, che sa quasi di beffa, all’italiano che passeggia lì intorno, e che non si avvede del contrasto terribile, perché è stordito dalla sua felicità. Proprio ieri, lo sguardo della suonatrice, duro e sporco, si è incontrato, per un istante, con quello della tua Musa: un fremito divino ha fatto battere il La maggiore con una fierezza inaspettata, da quel povero dito tozzo: “io sono puntuale”, mi è parso dicesse ora la musica, che tagliò per un momento l’aria come una ghigliottina, aria che sanguinava rossa, adesso. Cosa fece la tua Musa? L’idiota gesto dello schiavo: le lasciò, sorridendo cordialmente, tre monete nel cappello.

Si segnala l’uscita del quarto numero della rivista letteraria Lapsus:
http://eccelapsus.com/numbers/n4/
Il quarto numero di Lapsus
Hanno collaborato: Mario Aloi, Paolo Becchi, Emmanuela Carbé, Lorenzo Costaguta, Tommaso Gazzolo, Anna Morosini, Stefano Piri, Lorenzo Tosa.
Lapsus ringrazia: Amélie Nothomb, Giorgia Bellingeri, Paolo e Franco Lizza
Foto di copertina “Santa” di Mark Velasquez (All rights reserved)
Dettagli tecnici: 160 pagine in formato A5
MILLENOVECENTONOVANTAVENTI
• La terza legge di Harold di Lorenzo Tosa
• I segni di una pace terrificante di Stefano Piri
• Sul perché non vorrei sposarmi di Emmanuela Carbé
• Anatomia del dolore di Paolo Becchi
• L’uomo giusto di Tommaso Gazzolo
FOTOGRAFIA sezione a colori!
• Not so lonely di Anna Morosini
RITRATTI IN POLAROID (cont.)
• Il vero cuore del mondo Vol.2 di Mario Aloi
LAPSUS INTERVISTA
• Amélie Nothomb (Lettera, Dicembre 2009) a cura di Gianmaria Patrone
DAI QUADERNI NERI
• Dai quaderni neri di Tommaso Gazzolo
Per acquistare il numero, si veda alla pagina: http://eccelapsus.com/buy/
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